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Banda larga e crescita economica in Italia: il rapporto Between

il 25 giugno scorso l’Osservatorio Banda Larga ha presentato il Rapporto "Famiglie italiane e Banda Larga: nuovi servizi e traiettorie di sviluppo per il mercato consumer", che analizza l’evoluzione delle dotazioni tecnologiche e delle determinanti della diffusione della banda larga, evidenziando ostacoli e driver del processo di adozione.

Rispetto a marzo 2008, gli accessi sono aumentati di circa il 2%, raggiungendo un totale complessivo di circa 10,7 milioni. Si è registrata una crescita più contenuta rispetto ai trimestri precedenti, dovuta, presumibilmente, sia ad un consolidamento delle crescite registrate nel corso del 2007, sia all’avvicinarsi della soglia di saturazione delle famiglie alfabetizzate (famiglie in cui almeno uno dei componenti è in grado di utilizzare un PC).

A giugno 2008, sono oltre 8,7 milioni le famiglie che dispongono di un  collegamento a banda larga (37% del totale). Di queste, l’80% ha scelto una modalità di tariffazione flat, fenomeno che indica una inversione di tendenza rispetto al passato, quando una parte rilevante degli accessi erano tariffati a consumo.
I driver che spiegano la penetrazione della banda larga rimangono legati alle principali variabili socio demografiche ed economiche:

  • la presenza di figli in famiglia (il fattore che incide maggiormente),
  • il titolo di studio
  • il reddito del capofamiglia.

L’aggiornamento sul mercato ha riguardato anche l’andamento dell’IPTV, che ha registrato un incremento notevole nell’ultimo trimestre, raggiungendo circa 650 mila utenti. L’incremento è riferibile all’aumento del numero di player sul mercato (a Fastweb, presente storicamente sul mercato IPTV, si sono aggiunti nell’ultimo anno Telecom Italia, Tiscali e Wind).

Per quanto riguarda le attività svolte in rete, i servizi di comunicazione (e-mail ed instant messaging su tutti) restano quelli più utilizzati, seguiti dai servizi di informazione (news, enciclopedie online ed informazioni legate ad acquisti di beni e servizi). Si registra, inoltre, un significativo incremento nell’utilizzo dei servizi di utilità, quali e-Banking ed aste on line (utilizzati, rispettivamente, dal 47% e dal 54% delle famiglie). I servizi di utilità sono anche quelli per i quali si registra, in prospettiva, il maggiore interesse.
Si evolve anche la fruizione dei servizi Web 2.0, anche se le forme prevalenti restano ancora quelle passive, ovvero la semplice consultazione dei siti, piuttosto che modalità di interazione più complesse (es. creazione e scambio di contenuti digitali autoprodotti).

A giugno 2008, l’Osservatorio Banda Larga rileva che oltre 14 milioni di famiglie italiane non dispongono di una connessione a banda larga e, di queste, oltre 11 milioni non possiede un PC.
Le famiglie italiane citano tra i maggiori ostacoli all’adozione dei servizi broadband l’inutilità e l’assenza di copertura. Mentre il secondo fattore appare in via di progressiva risoluzione, in virtù dell’estensione della copertura ADSL, la percezione dell’inutilità di un accesso broadband a Internet appare strettamente connessa alla ridotta diffusione dei PC nelle case degli italiani e, quindi, ad una condizione più strutturale ed in più lenta evoluzione.

Quest’anno alle tematiche storicamente analizzate nel Rapporto famiglie è stato aggiunto un approfondimento sul mobile broadband, per la sua crescente rilevanza nei modelli di fruizione dei servizi online.
Appare in consolidamento il numero di famiglie che a casa dispongono del solo telefono mobile, con valori prossimi a 6 milioni a giugno 2008. In significativa crescita, invece, le famiglie che utilizzano apparati mobili (cellulari, connect card, ecc.) per connettersi ad Internet.
A metà 2008, sono circa 2 milioni le famiglie che utilizzano servizi di connettività mobile (in sostituzione o, più spesso, in aggiunta ai servizi broadband su rete fissa).

Durante l’incontro ci si è inoltre soffermati sulla tematica della digital prosperity e, quindi, della valutazione del possibile impatto della banda larga sullo sviluppo economico. Nel panorama internazionale, l’Italia appare in ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, soprattutto per quanto riguarda il grado di alfabetizzazione informatica della popolazione, fattore che incide negativamente sullo sviluppo del mercato della banda larga. I vincoli strutturali che condizionano lo sviluppo del mercato della banda larga in Italia richiedono un intervento di sistema, con cui consentire all’intero Paese di beneficare delle condizioni di prosperità economica e sociale, connesse con l’affermazione di nuovo modello di economia digitale.

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