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Lo stato della PA in Italia - Relazione al Parlamento

"La P.A. pesa nell’economia italiana quasi quanto l’intero settore industriale in senso stretto, sia in termini di occupazione sia di redditi. La pubblica amministrazione produce sia servizi finali di consumo sia servizi che rappresentano input intermedi di produzione che entrano in modo pervasivo nella matrice delle interdipendenze settoriali. Essi rappresentano, quindi, un importante elemento di costo e la loro qualità influenza la produttività di tutti i settori produttivi. La misura del prodotto della pubblica amministrazione non è facile. Esso è misurato in contabilità nazionale in base al suo costo, non avendo un prezzo di mercato. Il suo valore, e quindi la sua produttività, andrebbe invece misurato correttamente in base al contributo dato alla produttività generale. Ma è certo che le inefficienze e la scarsa produttività della P.A. rappresentano uno dei fattori importanti della scarsa dinamica complessiva della produttività in Italia, sia per il peso che essa ha come settore economico, sia perché essa incide sulla produttività degli altri settori".

Si apre la relazione al Parlamento sullo stato della PA Italiana nel 2007. Parole del Ministro per l'Innovazione e la PA Renato Brunetta, che poi continua: "Dall’analisi impietosa dell’esistente emerge, tuttavia, la constatazione che proprio il settore della pubblica amministrazione possa essere il settore trainante del recupero complessivo di produttività del  sistema. Proprio perché è grande sia il suo peso nell’economia sia il divario di inefficienza e di produttività che la separa dai settori privati. La P.A. può essere considerata, in altri termini, una grande riserva di produttività inespressa. Con una forza lavoro cui corrisponde una massa salariale che ammonta a circa 192 miliardi di euro, essa da sola potrebbe verosimilmente garantire per i prossimi anni un incremento annuo della produttività superiore all’uno per cento, riducendo sostanzialmente il divario di crescita con gli altri paesi. Quel che manca è quel sistema di incentivi e disincentivi che proviene dall’esposizione ad un vero mercato.
È proprio questo sistema che il Governo è chiamato innanzitutto a costruire, perché la pressione competitiva, cui di fatto è sottoposta anche la pubblica amministrazione, venga effettivamente percepita al suo interno e si traduca in un incentivo ad attuare un grande salto di efficienza e produttività che la porti vicino ai livelli medi del settore privato."

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