Intervista

Assegnate le licenze Wi-Max, la valutazione di Luigi Vimercati

Mentre il Rapporto Osservatorio Banda Larga - Between rende noti i dati broadband al dicembre 2007 – diffusione al  + 4% e copertura al 94% della popolazione – cresce l’attenzione sul Wi–Max, per le cui frequenze si è recentemente chiusa l’assegnazione dei diritti d’uso su base d’asta.

Alla luce di un risultato conclusivo che ha visto un rialzo d’asta del 176%, ponendo l’Italia al primo posto tra i Paesi dell’Unione, abbiamo chiesto una valutazione al Sottosegretario alle Comunicazioni, prof. Luigi Vimercati, con cui avevamo già condiviso prospettive e preoccupazioni al lancio del Bando di gara.

Come valuta la gara sulle licenze Wi-Max chiusa lo scorso 28 febbraio dopo 9 giornate di rilanci, 48 tornate e un incasso finale pari a 136.337.000 euro?
Gli esiti mi sembrano lusinghieri: abbiamo riscontrato un altissimo interesse. Si deve tener conto che il valore complessivo dell’incasso finale è stato superiore ai 136 milioni di euro con + 176% sulla base d’asta.  Si tratta del valore di gara più elevato tra tutte le gare sul Wi-Max svolte nell’Unione Europea. Questo dato va a testimonianza di un  bando ben fatto e di un grande interesse tra gli operatori. Direi che da questo punto di vista siamo molto soddisfatti. Adesso inizia la fase operativa; una volta aggiudicati i diritti d’uso bisogna fare gli impianti affinché questa tecnologia venga messa a disposizione dei cittadini.

Le preoccupazioni iniziali sembravano principalmente due: rischio di monopolizzazione da parte dei maggiori operatori TLC e necessità di garantire tempi certi. Come ci si muoverà su questo ultimo punto,  considerando che con il rialzo d’asta le aziende hanno fatto un investimento iniziale già molto consistente?
Innanzitutto ribadiamo che i timori su una vittoria schiacciante dei grandi delle telecomunicazioni sono stati decisamente fugati, perché se escludiamo la parte Telecom, che si è aggiudicato una quota non rilevantissima - 13 milioni su 136 milioni (circa il 10%) - possiamo dire che le altre grandi TLC sono sostanzialmente assenti. In sintesi, il bando ha risposto bene all’obiettivo che gli avevamo assegnato: spingere a una vera apertura del mercato a nuovi operatori. Chiaramente dobbiamo attendere che questi nuovi operatori facciano gli impianti, e per questo il bando ha previsto dei limiti temporali definiti a 30 mesi per ogni regione o macroregione. Noi, come Ministero delle Comunicazioni, saremo attenti a seguire gli investimenti di ciascuno perché quei limiti temporali non vengano oltrepassati. Va chiarito che, in caso di mancato adempimento, noi siamo nelle condizioni di ritirare la richiesta. Dunque è chiaro che chi si è impegnato nell’acquisto ha tutto l'interesse a realizzare gli impianti, dando esecuzione ai programmi che ci ha presentato. Mi sembra sinceramente improbabile e perfino un po’ masochistico spendere tutti questi soldi e non far nulla.

Come si garantisce che, qualora in difficoltà nell'adempiere agli obblighi, il piccolo operatore non venda i propri diritti al big?
Non è possibile cedere diritti a terzi senza l’autorizzazione del Ministero. Quindi non c’è un rapporto diretto tra operatori: chiunque voglia cedere i diritti deve comunque coinvolgere il Ministero, sia che lo si voglia fare al termine della concessione (che dura 15 anni, ndr) sia durante. Da questo punto di vista direi che siamo abbastanza tutelati. Mi permetto di chiudere con una riflessione e un invito a quanti hanno seguito le vicende del bando e sono interessati a vario titolo alla diffusione del Wi Max. Io direi che è giusto avanzare dubbi e domande, però in definitiva dobbiamo vedere in positivo le cose. L’assegnazione dei diritti  è un passo importante per l’Italia nella lotta al digital divide e credo che sia utile mettere in luce il fatto che abbiamo concluso un’operazione importante che darà un contributo rilevante. In questo senso va sottolineata la particolare attenzione dedicata proprio alle aree in digital divide. Mi riferisco al fatto che nell’assegnazione delle licenze si è tenuto conto di un particolare punteggio per gli impegni presi dalle aziende a coprire le aree in digital divide. E’ un bando con un importante obiettivo, che coinvolge le imprese attribuendo loro responsabilità rilevanti e noi siamo convinti che, da questo punto di vista, i risultati attesi verranno.

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