Intervista

Concorso “Novello”, a Cesena idee in gara per la riqualificazione urbana

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by Thomas Hawk

Il piacere di vivere in modo nuovo la città, grazie a uno sviluppo urbanistico che non dimentica le politiche sociali di qualità: è questa filosofia del “buon vivere”, unita a una percezione originale dell’ambiente urbano, a ispirare il piano di riqualificazione di un’ampia area di Cesena, per la quale è stato scelto non a caso il nome di quartiere “Novello”. Per realizzare questa sfida, il Comune di Cesena ha bandito un Concorso internazionale di idee.


Sono 81 i gruppi di progettisti di livello europeo che hanno presentato domanda di ammissione; 10 i finalisti, selezionati in base ai curricula, che hanno poi elaborato e presentato i progetti, tra i quali entro maggio sarà scelta l’idea vincitrice. In seguito si costituirà la STU (Società di Trasformazione Urbana), che realizzerà gli interventi secondo gli standard stabiliti dall’amministrazione comunale.
Oggetto della trasformazione urbanistica sarà una superficie di 33 ettari, in gran parte di proprietà comunale, nel quadrante nord-ovest della città, posta a cavallo della ferrovia e comprendente diverse aree: quella dell’ex mercato ortofrutticolo; quella che segue il tracciato della “secante”, una nuova arteria stradale completamente interrata in galleria e inaugurata di recente; quella limitrofa al fiume Savio.

Si tratta, in generale, di un’area a prevalente vocazione industriale, cerniera fra la città vera e propria e gli spazi a nord della ferrovia, che ambisce a diventare luogo centrale e simbolico del tessuto urbano di Cesena, grazie all’estensione a questa porzione di territorio della qualità urbana presente nel centro antico e nelle zone adiacenti. Attualmente la zona è composta per lo più da capannoni industriali in disuso; il progetto vincitore del concorso dovrà darle un’immagine urbana e una forma architettonica, attraverso edifici residenziali, spazi per il terziario e il commercio, parcheggi, aree per il verde pubblico.
Particolare attenzione sarà riservata ai temi dell’ambiente e dell’ecocompatibilità; è prevista, tra l’altro, la realizzazione di un grande parco sopra il tunnel della secante, che occuperà circa un terzo di tutta l’area interessata. 


Giordano Conti
, sindaco del Comune di Cesena, ci ha parlato di questo importante progetto. Laureato in Architettura all'Università di Firenze e in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo all'Università di Bologna, Conti ha una lunga esperienza professionale in materia di recupero edilizio, urbano e territoriale e della riscoperta, nelle regioni italiane, dei materiali e delle tecnologie tradizionali.

“Novello” è il nome scelto per il Concorso e anche per il nuovo quartiere che sorgerà nella zona interessata: cosa si intende quando si parla di una nuova percezione e di un nuovo modo di vivere la città e in che modo l’iniziativa del vostro Comune è espressione di questa ambizione?
Il concorso per il quartiere Novello è solo l’ultimo frutto di una politica urbanistica che guarda, già da tempo, non tanto alla crescita indifferenziata della città, quanto a una riqualificazione del tessuto urbano esistente. Questo ha significato, in primis, negli anni Settanta recuperare integralmente il centro storico di Cesena; successivamente l’attenzione è stata rivolta alle aree industriali poste a cintura delle città antica. Abbiamo quindi recuperato, attraverso i nuovi quartieri, le aree dell’ex Arrigoni (lo stabilimento conserviero), poi quelle dell’ex zuccherificio, e più recentemente nuovi quartieri che stanno fra il centro storico e la linea ferroviaria, ad esempio l’area dei capannoni ortofrutticoli. La prossima sfida, quella più avanzata, è il quartiere Novello, in cui riteniamo possa nascere un altro pezzo di “città nuova”, cioè una città più aggregata, più compatta, che si contrappone alla “città periferia”, quella in cui gli insediamenti urbani si allargano a macchia d’olio, magari mantenendo tutti gli standard edilizi, ma senza garantire la qualità. L’urbanistica nuova, invece, guarda soprattutto alla qualità della vita dei cittadini attraverso la nascita di porzioni di città in cui ci siano già i parchi, le strade, le piazze, i parcheggi interrati, i marciapiedi, le piste ciclabili. 

In questo scenario, quale rapporto si prospetta tra i nuovi quartieri e la parte più antica della città?
Quello che vogliamo ottenere è una forte integrazione tra il centro storico, interamente recuperato, e i nuovi quartieri che vi stanno nascendo intorno grazie ai piani di riqualificazione urbana. Un obiettivo che abbiamo perseguito fortemente già nel recente passato, con il piano per la zona dell’ex zuccherificio, e che vogliamo ribadire con questo nuovo piano per il quartiere Novello. È proprio sull’integrazione tra centro storico e nuovi quartieri che si gioca la partita di un centro urbano che vive in ogni sua parte, in cui la periferia non sia solo un luogo in cui si va per dormire o lavorare, contrapposta a un centro in cui si concentrano gran parte delle funzioni commerciali e culturali. Anche nei nuovi quartieri devono essere presenti e integrate tra loro diverse funzioni: residenziale, commerciale, artigianale, ricreativa. In questo senso parliamo di “città nuova”: una città simile all’antica, poiché nasce un po’ come è nato il centro storico, ma con servizi adeguati alle esigenze di oggi. 

Come è nata l’idea di indire un concorso internazionale per assegnare il progetto di riqualificazione del quartiere Novello?
Il concorso internazionale è uno strumento indispensabile per i grandi progetti di trasformazione e dovrebbe essere sempre adottato anche in Italia, come avviene in altri Paesi europei, in particolare in Francia. Innanzitutto garantisce il massimo della trasparenza, perché è aperto a tutti i gruppi italiani e stranieri, e inoltre permette di scambiare idee e sviluppare innovazione. Nel caso del Concorso per il quartiere Novello hanno partecipato architetti, urbanisti, paesaggisti e si sono presentati anche gruppi transnazionali, che mettevano insieme architetti di diversi Paesi europei. Nella selezione dei 10 gruppi, che stanno partecipando alla fase finale, è stata posta molta attenzione affinché i prescelti fossero di scuole e tendenze diverse e comprendessero sia architetti già affermati e più “anziani”, sia architetti più giovani, ma in fase di crescita. La competizione è ancora in atto, ma il livello è molto alto e ci aspettiamo una risposta adeguata a un tema di grande complessità e di grande interesse. 

Quale può essere oggi il ruolo delle amministrazioni locali nel governo delle trasformazioni urbane e territoriali?
Il ruolo delle amministrazioni comunali è sempre stato fondamentale: dal 1942, con la legge urbanistica, ai Comuni è stato affidato il governo del territorio attraverso i piani regolatori. Ovviamente, da allora, le tecniche e le modalità di pianificazione sono cambiate e oggi i Comuni hanno a disposizione strumenti nuovi e più avanzati per governare e controllare le trasformazioni urbanistiche. Noi, ad esempio, abbiamo un piano regolatore, approvato qualche anno fa, composto da un Piano strutturale, che fornisce gli indirizzi di carattere generale, e da un Piano operativo, che indica invece le cose che effettivamente l’amministrazione comunale può realizzare nell’arco di uno o due mandati. Ci sono poi strumenti, come le Società di Trasformazione Urbana e i project financing, che permettono la partecipazione dei privati alle realizzazione di interventi promossi dalle pubbliche amministrazioni. Infine, bisogna ricordare che, mentre i primi piani regolatori erano piani di espansione, oggi sono soprattutto piani di riqualificazione urbana, in cui rientrano elementi che in passato non venivano considerati. Oggi si punta a realizzare città belle e accoglienti, oltre che sicure e funzionali, e per questo si deve avere il controllo delle trasformazioni sotto tutti gli aspetti, compreso ad esempio l’arredo urbano.


A FORUM PA 2008 il tema delle trasformazioni urbane e territoriali sarò al centro della sezione “Cantieri Urbani" e verrà trattato all'interno della sezione congressuale.

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