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Innovazione, creatività e reti digitali

Just Full Of Ideas

by Bart

Il 18 e 19 aprile scorsi, presso il VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, centinaia di esperti, studiosi e appassionati di comunicazione digitale, si sono incontrati per la seconda edizione del “Venetoexpo & Barcamp”, l’appuntamento di riferimento per l’economia digital-mediale del Veneto. Tra le decine di interventi e relazioni di notevole rilievo che si sono susseguite - e che si possono trovare sul sito dedicato alla manifestazione - vi riportiamo la trascrizione dell'interessante intervento di Giuseppe Granieri, filologo, saggista e giornalista attento ai rapporti tra società, tecnologie e innovazione. Un'analisi  sintetica e puntuale del ruolo strategico che l'innovazione e la creatività ricoprono nello sviluppo di un territorio. 

Innovazione è una di quelle parole che ultimamente sentiamo sempre più spesso. In Italia tutto passa per innovazione: qualunque cosa venga finanziata da un’amministrazione pubblica o qualunque prodotto in cerca di un cliente viene immediatamente considerato innovazione. Naturalmente non è così, ma per comprendere meglio la questione occorre fare una distinzione tra il termine "innovazione" e il termine "rinnovamento".
L’innovazione implica la possibilità di fare cose nuove, mentre il rinnovamento è un modo diverso - che si ritiene migliore - di fare qualcosa che si faceva già. In Italia spesso il rinnovamento viene venduto come innovazione.
La seconda parola, che entra nella discussione quando si parla di innovazione, è "tecnologia". Tecnologia ed innovazione non hanno quasi mai nulla in comune. E' vero che all'interno del settore della tecnologia esiste un segmento molto importante che è quello dell’innovazione tecnologica, ma così avviene per qualunque altro settore produttivo. L'innovazione, cioè, non è una peculiarità della tecnologia. Non c’è un rapporto diretto tra tecnologia ed innovazione e la tecnologia, al massimo, può essere considerata un fattore abilitante per l'innovazione.
Il terzo concetto che dobbiamo prendere in considerazione per ragionare sull'innovazione è il fatto che l’innovazione non è un valore assoluto: utilizzare soluzioni non particolarmente nuove nè innovative per un determinato contesto può, in altre situazioni, essere considerato innovativo. Detto questo, però, è fuor di dubbio che esiste uno scenario univoco all'interno del quale si può definire cos'è l'innovazione.
Fatta questa premessa, il vero problema è che spesso tendiamo a confondere l’innovazione con la creatività, ossia la generazione di idee. 

In realtà il processo dell’innovazione  è molto più complesso e provo a sintetizzarlo in 3 punti semplici.

Il primo è proprio quello della creatività, ovvero la generazione dell’idea. Per essere creativo un Paese ha necessità di inserirsi all’interno dei network digitali. Esporsi ad una quantità di input, come quella prodotta dalla rete e dai suoi strumenti partecipativi, e confrontarsi con la diversità è, infatti, l’elemento che, sia i fisici teorici che i sociologi, ritengono un fattore portante per l’aumento della creatività. I fisici, in particolare, sostengono ci sia un rapporto diretto tra la quantità di idee in circolazione e la qualità che queste esprimono.

Dopo aver messo in circolo le idee, il secondo elemento fondamentale è quello dell’equità: tutte le idee dovrebbero avere la stessa possibilità di essere, non solo espresse, ma realizzate. E’ proprio qui che le amministrazioni possono giocare un ruolo importantissimo: creare un sistema equo che permetta a tutte le idee prodotte di avere accesso alla valutazione.

Infine, affinché ciò sia possibile, è necessario creare e saper gestire un sistema di valutazione altrettanto equo che permetta a tutte le potenzialità di un territorio, espresse attraverso le idee delle persone, di essere realizzate e di portare sviluppo.

Concludo con una considerazione: l’innovazione porta con sé la sua nemesi che è la resistenza sociale all’innovazione. Spiegare qualcosa di nuovo ad una società e farla accettare è una cosa complicata. In più a questo si aggiunge la difficoltà di apportare un cambiamento nel modo di lavorare. Anche da questo punto di vista il ruolo della pa è fondamentale perché deve garantire un ambiente fertile ed aperto che permetta all’innovazione prodotta in un territorio di innestarsi nei gangli del sistema nel minor tempo possibile.

Questo tempo è esattamente quello che chiamiamo normalmente il fattore competitivo di un territorio.

 

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