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Gli studenti hanno fame di innovazione e le Università...

Connettività wireless gratuita, sistema di identificazione tramite smart card, un progetto per lo statino elettronico, un portale di e-learning. Sono alcune delle iniziative su cui si è soffermato Antonio Puliafito, Prorettore all'Informatica dell'Università di Messina, durante la presentazione del progetto “Innovazione nell’area dello Stretto”. Un esempio che sembra dimostrare come alcune Università siano riuscite davvero a cogliere il bisogno di innovazione dei propri studenti.

È stato interessante assistere, ieri, alla relazione di apertura del convegno PA e web 2.0, tenuta da Cecilia Dominici, studentessa della Sapienza di Roma. In particolare nelle conclusioni Cecilia si è soffermata sul fatto che, nonostante le Università si rivolgano a un'utenza giovane ed attenta alle nuove tecnologie, i servizi più innovativi negli Atenei stentano a decollare. Insomma, diceva Cecilia, altre amministrazioni, che si rivolgono ad un pubblico meno ricettivo e meno esperto di nuova tecnologia, progettano e sperimentano servizi di livello avanzato e strumenti di partecipazione in ottica web 2.0, l’Università invece no. Perchè?

 Anche per questo siamo andati a seguire oggi la relazione che Antonio Puliafito, Prorettore all'Informatica dell'Università di Messina, ha tenuto all’interno dello stand del CNIPA, durante la presentazione del progetto “Innovazione nell’area dello Stretto”.
I Comuni e le Province di Messina e Reggio Calabria, l’Università di Messina, le Ferrovie dello Stato, la Guardia Costiera, la Protezione Civile, l’Anas e Autostrade, coordinati dal CNIPA, insieme per fare delle eccellenze di ciascuno, un patrimonio comune del territorio, facendo circolare le soluzioni, diffondendole negli altri enti o trasformandole in servizi ai cittadini.

In particolare Puliafito si è soffermato sui servizi già realizzati e che l’Università si è impegnata a migliorare e a diffondere nelle altre amministrazioni: connettività wireless gratuita, sistema di identificazione tramite smart card che permette di accedere alla rete e fa anche da borsellino elettronico e strumento per la firma digitale e che trasforma gli sportelli bancomat in totem su cui consultare le informazioni dell’Università, una partnership con Google per rilasciare a tutti i 38.000 studenti un account e-mail con 6 Gb di spazio, un progetto per lo statino elettronico, un portale di e-learning e molti altre inziative e soluzioni.

Insomma un bell’esempio che sembra dimostrare come alcune Università siano riuscite davvero a cogliere il bisogno di innovazione dei propri studenti, anche se, ovviamente, ci sarebbe piaciuto che ci fosse una Cecilia Dominci messinese a confermare o meno questa sensazione.

Per scaricare le slide di Antonio Puliafito

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