Editoriale

I “fannulloni”: più che sfaticati, demotivati.

Come un fil rouge assolutamente casuale il Forum del Pubblico Impiego di ieri ha ripreso il tema dell’attenzione alle persone che tanto ci aveva colpito nel convegno inaugurale: quello che Isaac Getz chiamava attenzione ai confini dell’organizzazione, che Giuseppe De Rita definiva riconoscimento della responsabilità individuale, il professore della Bocconi, Giovanni Valotti, chiama il bisogno delle persone di sentire che il proprio lavoro è valutato e, in quanto valutato, serve a qualcosa e conta qualcosa.

La valutazione – come bisogno individuale prima che organizzativo - è stato il tema portante della I^ giornata del Forum Pubblico Impiego, dedicato alla memoria di Ubaldo Poti, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica negli anni di Bassanini e D’Antona, con i quali ha lavorato alla costruzione dei grandi items della riforma del Lavoro Pubblico.

Due riflessioni ci hanno colpito in modo particolare. La prima: la valutazione ha un problema di credibilità. Se è vero che gli incentivi per il miglioramento della produttività sono stati previsti, per la prima volta, in un DPR del 1983, oggi possiamo dire di festeggiare le “nozze d’argento” della produttività senza che però questa cultura sia entrata nel DNA delle organizzazioni pubbliche. Siamo assolutamente convinti – è scritto in tutti i manuali di gestione del personale - che valutare sia un bene in assoluto, eppure in pochissimi abbiamo fiducia che il sistema di valutazione delle organizzazioni pubbliche sia in grado di dar conto e di premiare i meriti.
La percezione degli stessi dirigenti porta a identiche riflessioni: secondo uno studio condotto dall’Università Bocconi i dirigenti pubblici non si interrogano tanto sulla retribuzione – che, sembra, sia mediamente superiore, e non di poco, a quella dei manager privati del settore commercio; quanto sulla possibilità di essere valutati nel giusto modo, di far carriera, di vedere premiate le proprie competenze.

 La seconda riflessione è che c’è un problema di management. I dati ci dicono che l’Ocse guarda ai sistemi di valutazione messi a punto in Italia come all’avanguardia nei processi incentivanti. Non è un abbaglio: rispetto ad una capacità eccellente di disegnare – che indubbiamente abbiamo - siamo pessimi nel mettere in pratica. Tutto quello che di meglio si poteva mettere sulla carta l’abbiamo messo: da qui a tradurlo in azioni concrete il passaggio è lungo.

 Il Forum del Pubblico Impiego non si esaurisce con la giornata di ieri: domani altri due appuntamenti con l’empowerment delle risorse umane e il grande problema dell’accesso al Pubblico Impiego. Arrivederci a domani a FORUM PA.

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Commenti

pensioni

Gentile presidente di federconsumatori Rosario Trafiletti, le scrivo per dirle che ho seguito il suo intervento a Domenica in e non potevo fare a meno di esprimerle il mio più totale apprezzamento
per quanto lei ha sostenuto in quella sede.
Lei ha pienamente ragione e la preghiamo di continuare ad esporre nelle sedi opportune, quello che è esattamente il pensiero di noi lavoratori-consumatori.
Certo se non si aumenta il potere di acquisto delle famiglie non si potrà altro che retrocedere e sprofondare in una crisi ancora più ampia.
Senza parlare del precariato, mondo al quale fortunatamente non appartengo, ma che sono convinto danneggi comunque tutto il sistema.
Sicuramente per le casse dell’INPS è una sicurezza avere lavoratori con buste paga certe ed a tempo indeterminato, che versino al citato ente i classici 400/500 euro al mese di contributi
in modo continuativo, per dare sicurezza ai pensionati e consentire a noi lavoratori attuali di sperare in una futura pensione, (certo di questo passo se continuano ad aumentare i co.co.co., gli interinali,
i precari e quanto altro di simile, dovremo lavorare non fino a 65 anni che già mi sembrano troppi, ma forse fino a 90 o più per chi ha la fortuna di campare!.......)
Continui così presidente siamo tutti con lei, noi che non abbiamo la possibilità di farci sentire ad alti livelli, noi piccoli impiegati comunali o piccoli operai con le mani sporche di grasso che
sentono salire la rabbia dentro quando per salvaguardare gli sporchi interessi di speculatori senza scrupolo veniamo schiacciati in nome del recupero dell’economia.
Se togliessero tutti i privilegi ( dico privilegi per non usare termini offensivi che sarebbero più appropriati), a coloro che ne godono a scapito degli ultimi, staremmo tutti molto meglio potremmo accedere alla pensione tutti un po’ prima, ed avremmo una società più
giusta ed equilibrata.
Grazie ancora e scusi lo sfogo, colgo l’occasione per porgerle i migliori Auguri di Buon Anno, perché abbia sempre la forza e la capacità di essere come ora dalla parte della verità.

assenteismo

io volevo solo chiedere se il ministro ha pensato che con la nuova riforma delle pensioni, quando la stessa arriverà a regime,la pubblica amministrazione si troverà con una marea di dipendenti cosiddetti anziani,e dato che non si può assumere se questi non se ne andranno, non pensa che potrà esserci un disservizio per i cittadini che avranno a disposizione personale vecchio e magari dopo tanti anni anche demotivato? certo gli ultra cinquantenni non sono aitanti come un ventenne o un trentenne o anche un quarantenne.Crede che poterbbe esserci la necessità di svecchiare la pubblica amministrazione? non pensa che sarebbero bastati i 35 anni di servizio lavorati seriamente per concedere il meritato riposo ad un onesto lavoratore? come pensa di ovviare all'iconveniente rappresentato dagli acciacchi che eventualmente dovessero presentarsi a causa dell'età? ed ancora non potrebbe essere che sempre a causa dell'invecchiamento del personale in servizio, quando sarà pienamente a regime la riforma, si andrà in contro tendenza ed invece del calo degli ammalati, possano in futuro aumentare? questo ovviamente riferito a tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato. Per un lavoratore pubblico e non, che ad una certa età non sarà più aitante come in gioventù,e quindi meno redditizio fisiologicamente, sono previsti demansionamenti o incarichi meno gravosi? sarei contento di sapere cosa ne pensano i ministri e gli altri partecipanti al forum, senza però fare polemica incostruttiva, ma proprio per capire se questo che io intravedo come un problema futuro sia stato calcolato da chi di dovere.

assenteismo

Caro Moreno sono una dipendente pubblica sulla soglia dei cinquanta e concordo con TE in tutto. Spero che qualcuno dei "VERTICI" legga il tuo commento e rifletta bene. Non è così che salvano il debito pubblico.

assenteismo

grazie cenere per la solidarietà, credo che siamo in tanti a pensarla così,anche perchè è un problema reale con la quale prima o poi ci si dovrà confrontare.
Come si suol dire... tutti i nodi vengono al pettine.....
ciao

dipendenti e dirigenti

Sono dipendente pubblico, in continua lotta con la Dirigenza. Licenziare i fannulloni trova tutti pienamente d'accordo, il problema è un'altro. Il sistema per licenziare i VERI fannulloni esiste, però si rischia di far licenziare i dipendenti che "danno fastidio" al Dirigente di turno. Chi scrive vive sulla propria pelle una situazione di abuso quotidiano da parte dei Dirigenti, questo perchè, nonostante faccia il mio dovere (come richiesto) pretendo il rispetto dei miei diritti. Questo è il vero rischio; serve una Dirigenza più "obiettiva", più "responsabile" (nel senso che se sbagliano pagano di tasca loro), meno legata alle logiche sindacali e - qualche volta - politiche, meno legati a simpatie personali ma più attente a valutare effettivamente le capacità, le potenzialità e le attitudini del personale che gestiscono. Il personale deve essere valutato prescindendo da antipatie o dal fatto che pretende il rispetto dei propri diritti; se una fa il suo dovere i diritti gli sono dovuti.

concordo

anche io la penso cosi!!!! esattamente come prospettato da Anonymus!!!!

Concordo completante su

Concordo completante su quanto hai detto!!!

responsabile politiche della formazione

Oggi, guarda caso, anche nella città di Riccione i quotidiani locali si sono sintonizzati sulla lunghezza d'onde del tam tam "fannulloni". le solite cose trite e ritrite. C'è forse e comunque una responsbilità del Ministro alla Funzione Pubblica ( non ho letto in originale le sue dichiarazioni e quindi occorre verificare tutto il contesto) e ancor più dei media per rendere realtà generalizzata quello che è un banalissimo luogo comune:i dipendenti pubblici = fannulloni. Mi sento offeso come persona e come lavoratore, avendo prodotti in questi 32 anni di lavoro nella Pubblica Amministrazione qualità ed eccellenza documentata: prima nella scuola pubblica, dopo nei servizi sociali e politiche della formazione comunali. Di fronte al fenomeno di una certa sacca di scansafatiche esistono proporzionalamente le coperture della politica e dei dirigenti interessati... Oggi la prima emergenza è costruire una classe dirigenziale su competenze certificate e non su meritocrazia politica... l'altra emergenza è la realizzazione della separazione tra sfera politica e sfera gestionale, sempre più rara nella PA., compreso l'impatto negativo dell'onnipresente invadenza della politica sulla società civile. Il resto è aria fritta.

Ho così commentato sul blog

Ho così commentato sul blog www.gianfrancorebora.org cui rinvio:
Mentre al Forum PA si discute seriamente di come premiare i migliori sulla base di valutazioni serie e responsabili, basate sui fatti e non sulle intenzioni, la più seguita cronaca calcistica ci richiama bruscamente alla realtà della cultura dominante nel paese. Secondo il pensiero del Presidente della Lega Calcio anche nelle decisioni inerenti l’ordine pubblico il criterio di “mettere tutti sullo stesso piano” deve prevalere sulle valutazioni di comportamenti e fatti da parte di organismi professionali e indipendenti.

Basta vedere come è formato

Basta vedere come è formato il governo di cui fa parte il Ministro Brunetta.
Per far posto a Veline e Cicisbei, hanno messo da parte persone di valore. Chi sa è scomodo perché può contraddire il capo.
Ed allora ci si può aspettare la Meritocrazia nel Pubblico Impiego? Non scherziamo per favore! Andranno avanti, come sempre i ruffiani.

Tantissimi studiosi,

Tantissimi studiosi, professori, politici, direttori condividono da tempo l'assunto che la valorizzazione del personale interno sia la vera leva del successo di un'azienda (Toyota insegna). Personale motivato, preparato lungo tutto l'arco della vita (lifelong learning/formazione continua), responsabilizzato su una mission comune e condivisa. Si dibatte sull'importanza del lavoro di squadra, sui circoli d'ascolto, sulla professionalità da ricercare in un dipendente con un delicato intervento ermeneutico, su una valutazione non banalmente punitiva ma strumento necessario per premiare il merito. Teorie splendide, entusiasmanti per chi come me è appassionata di queste tematiche (seguo il forum da sempre), crede nella valorizzazione del capitale umano e nel servizio svolto da chi persevera a lavorare nelle PP.AA. La reltà ancora più diffusa segue però altri sentieri dove le persone provvedono autonomamente alla propria formazione continua, dove malgrado lauree, master, corsi di perfezionamento ed altro ancora non fanno un passo avanti per complessi meccanismi di revisione delle qualifiche e contratti capestro, dove si continua a lavorare con serietà e passione malgrado tutto sperando di realizzare nel proprio piccolo quel modello armonioso di ben-essere, qualità di vita, partecipazione individuale responsabile. La massa silente , come si è detto, è numerosa e confida sempre di essere riconosciuta e perchè no anche gratificata. Condividere con molti queste aspirazioni comunque riempie di gioia, come verificare che ci sono ottimi esempi che dimostrano che ciò è possibile e realizzabile.

Limiti estrinsici ed intrinsici

condivido i limiti posti dall'organizzazione e quelli personali.
Limiti che valgono in sede operativa che di valutazione dell'operato.
Il problema dell'impiegato della PA non è quello di obbedire ad una controparte, ma d'individuare le molteplici Autorità dalle quali attingere gli adempimenti.
Dirigenti, Politico di riferimento, Politici e Cittadini incursori. Ognuno con la propria impronta vorebbe lasciare il segno, mentre l'impiegato tenta di salvarsi con riserve mentali e nicchie.
Troppe leggi, troppo controverse; troppe discordanze; troppi conflitti e logoramenti morali. Un bene comune indescrivibile chiaramente, sempre confuso con conflitti d'interessi e con seconde e terze intenzioni.

Direzione, organizzazione, risultato

Facciamo sistema? Anni di formazione, e poi applicazione. Dove sono finiti? Persi, troppo spesso, nei cambiamenti imposti dai cambi di rotta nel management dovuti ai periodici stravolgimenti, anche politici, delle alte dirigenze e dei rettori. Gli impiegati fannulloni? Spesso il pesce puzza....dalla testa. Sono daccordo con Brunetta e company. Diamoci da fare....prima che sia veramente troppo tardi...per tutti!!! Buon lavoro

Dirigente

La Sanità Campana ormai ha imboccato la rupe.
State aspettando l'ultimo respiro? Mi chiedo a chi giova!
State solo determinando danni irreversibili sia per la qualità della vita dei cittadini che degli stessi operatori, che sono passati da esperienze professionali esportabili ad annichilimento e sonnecchiamento senza precedenti storici. E, parlate di fannulloni!
Il fannullone, che si rifiuta personalmente di lavoarre, determina danni circoscrivibili e controllabili, mentre le scelte politiche orientate a garantire equilibri propagandati come panacee, alla fine crano delusione demotivazione e sfiducia soprattutto nelle giovani generazioni. Quindi,I FANNULLONI, profezie che si autoadempiono. Impegnamoci a fare e non a blaterare, alziamo i tacchi ed acceleriamo il passo se vogliamo conquistare qualche traguardo.

Don Chisciotte

Nella Pubblica Amministrazione si ha spesso l'impressione di essere dei moderni Don Chisciotte in perenne lotta contro i mulini a vento rappresentati dalle teste reazionarie, che tanto popolano le scrivanie ministeriali.
Trovo scandaloso, oltre che incomprensibile, che la volontà di aggiornamento e formazione del personale sia letta in chiave di "fannullonismo", al punto di dover giustificare lo "spreco" di tempo regolarmente e preventivamente autorizzato per seguire convegni e master organizzati da un Forum che, mi sembra, abbia proprio l'obiettivo di fornire strumenti ed input per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi offerti all'utenza, nel più generale dei punti di vista.
L'unico augurio che faccio alla Pubblica Amministrazione è quello di salutare con un sorriso, il pensionamento dei tanti che hanno esaurito la propria capacità lavorativa, in favore di cervelli nuovi, preparati e motivati, che siano capaci e soprattutto abbiano la possibilità di trovare nuove soluzioni,procedure e metodi per superare le sabbie mobili in cui la Pubblica Amministrazione vive impantanata.
Largo ai giovani ed alle persone realmente preparate e capaci..basta con le poltrone bullonate!
Rinnovamento, elasticità ed innovazione queste le parole chiave..da cittadino e dipendente pubblico.