Intervista

L'innovazione comincia dalle persone

Abbiamo fatto una chiacchierata con Luca Attias, dirigente dei sistemi informativi della Corte dei Conti, per conoscere un pò più da vicino il vincitore del premio innovatori del FORUM PA 2008 per la categoria "tecnologie". Quello che abbiamo scoperto è un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti ha introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori. Anche grazie a questo impegno la Corte dei Conti è oggi una realtà tecnologicamente avanzata, che ha saputo produrre risparmi aumentando il volume e la qualità dei progetti gestiti. Perchè, ci ricorda Luca Attias, "dietro il nostro lavoro, c'è sempre un cittadino a cui abbiamo il dovere di rispondere".
 

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Commenti

un ricordo doveroso e adattoa questo blog

Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto

Nelson Mandela

Poco adattabile a noi

In Italia consideriamo valida solo la prima parte della frase.

La questione morale

Siamo un gruppo di cittadini interessati a tenere desta l'attenzione degli italiani su quello che, a nostro avviso, è il problema principale dell'Italia, la "questione morale". Dai tempi di Enrico Berlinguer e in misura purtroppo sempre crescente, la "questione morale" avvolge il nostro Paese, impoverendolo anche culturalmente ed impedendone un sano sviluppo. Di fronte a questa ormai endemica patologia, intendiamo dare un nostro contributo per analizzarne le radici, affrontarne tutti gli aspetti e lottare per invertire questa deriva.

//www.laquestionemorale.it/

Riflessione

Ho la sensazione che di iniziative come questa in giro ce ne siano parecchie. L'intento per carità è sempre lodevole ed esprimono anche una forte insofferenza verso l'immobilismo e la corruzione presente nel Paese, ma ho anche l'impressione che oltre ad essere tutte iniziative separate e non coordinate tra loro non incidano affatto nel cambiamento del Paese. Mi sembra che come nascono si spengono senza che quasi nessuno si sia accorto della loro esistenza.

Altro che Mandela

Il problema è che in Italia sono 25 anni che non viene fatto un cavolo

L'innovazione comincia dalle persone

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa della circostanza
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.

Dopo tanti anni Luca è ancora sulla breccia

Il Presidente del CNEL, Antonio Marzano, e il Presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, presso la sede del CNEL, hanno siglato un Accordo di collaborazione volto all’attuazione degli obiettivi di razionalizzazione dei sistemi informatici delle Pubbliche Amministrazioni e consolidamento delle infrastrutture IT, indicati dall’Agenda Digitale. Si tratta del primo caso in Italia, a riprova della dinamicità dei due Organi di rilievo costituzionale. La rilevanza dell’evento è testimoniata dalla presenza dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Il CNEL e la Corte dei Conti sono le prime due Istituzioni italiane a mettere a fattor comune le proprie esigenze tecnologiche, aprendo di fatto una strada di enorme interesse nazionale nell’ambito della cooperazione tecnologica interistituzionale che condurrà a risparmi certi per la finanza pubblica. Con questo Accordo le due Istituzioni intendono condividere le rispettive esperienze nella gestione delle infrastrutture IT e avviare un’azione congiunta finalizzata alla razionalizzazione dei costi di gestione e all’ottimizzazione delle risorse IT, intervenendo sulle strutture di erogazione dei servizi IT, in particolare sul numero dei data center pubblici italiani, ritenuto unanimemente eccessivo, ove comparato anche a livello internazionale, nonché sul livello di sicurezza attuato nell’elaborazione di dati.

Riflettevo

Un manager con una competenza tecnico informatica di livello internazionale assoluto, considerato uno dei massimi esperti in tutta la Pubblica Amministrazione nella gestione delle risorse umane e nella valorizzazione delle competenze, con capacità comunicative e una propensione all'innovazione, direi, senza eguali:

COSA CAVOLO LO TENIAMO A FARE IL DIRIGENTE GENERALE ALLA CORTE DEI CONTI

Anche io riflettevo

ma dove sono andati a finire tutti buoni propositi di Brunetta e di altri Ministri finti-innovativi. Non solo fannulloni, premi, incentivi, meritocrazia, valutazioni. Mi sembra che 20 anni fa l'Amministrazione fosse in uno stato di salute migliore rispetto ad oggi, e probabilmente fosse addirittura più meritocratica. Questo è forse l'unico spazio di tutto il web dove veramente si dicono le cose come stanno e sarà frequentato massimo da qualche centinaio di illusi come me.

si ma a giudicare dai video

si ma a giudicare dai video risulta anche parecchio invecchiato ! speriamo che se ne vada presto in pensione !

ogni budget diventa un budget It

Vi volevo proporre questo bell'articolo che ho trovato in rete perchè richiama in qualche modo "la filosofia digitale" proposta da Luca Attias all'ultimo Forum PA.

La spesa It mondiale raggiungerà 3.800 miliardi di dollari nl 2014, con un incremento del 3,6% rispetto al 2013, ma non sono queste cifre a misurare quella che Gartner definisce la “Digital industrial economy”: a entusiasmare sono le nuove opportunità offerte dalle ultime evoluzioni della tecnologia. Tanto da far parlare di “inizio di una nuova era”. Si esprime così Peter Sondergaard, senior vice president di Gartner e global head of Research della società di analisi, secondo cui il mondo digitale non è più una prospettiva ma realtà. Ciò si traduce in una trasformazione a trecentosessanta gradi: ogni budget diventa un budget It; ogni azienda è un’azienda tecnologica; addirittura ogni persona si trasforma in una tech company.
“La Digital industrial economy verrà costruita sulle fondamenta del Nesso di Forze (una confluenza e integrazione di cloud, collaborazione social, connettività mobile e informazione) e della Internet of Everything unendo mondo fisico e virtuale”, spiega Sondergaard. “La digitalizzazione espone ogni parte dell'attività aziendale a queste forze, tutto ne viene interessato: il modo in cui si raggiungono i clienti, in cui si gestiscono gli stabilimenti produttivi, si genera guadagno o si erogano servizi. Le aziende che cavalcheranno quest’onda oggi saranno le leader della Digital industrial economy e staccheranno la concorrenza”.
Il primo elemento evidenziato da Gartner è l’impatto della Internet of Everything. Nel 2009, si contavano 2,5 miliardi di device connessi a Internet con indirizzi Ip unici, per lo più cellulari e Pc. Nel 2020, questi device connessi saranno 30 miliardi e la maggior parte saranno prodotti. Questo crea una nuova economia. Gartner stima che il valore economico aggiunto totale della Internet delle cose sarà di 1.900 miliardi di dollari nel 2020. “Tutto sarà un mini-computer, non ce ne accorgeremo nemmeno: i device con capacità di elaborare dati e connettersi a Internet saranno nei nostri abiti, negli orologi e in tantissimi altri oggetti, più o meno personali”, nota Sondergaard.
La rivoluzione digitale porta cambiamenti sul mercato It in modo profondo tramite la Internet of Things soprattutto in alcuni settori: nella tecnologia e nel segmento telecom, i guadagni associati con la Internet of Things supereranno i 309 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, secondo Gartner. Su tutti i device vinceranno quelli mobili, a partire dai tablet: entro il 2017, l’80% della spesa in nuovi device sarà rappresentata da cellulari, tablet e Pc ultra-mobile e il tablet sarà la prima scelta per quasi la metà dei consumatori mondiali che acquisteranno il primo computer fra tre anni.
Il cambiamento è rapido e le aziende tecnologiche che hanno fornito le soluzioni che hanno caratterizzato il mercato negli scorsi anni potrebbero non essere più adatte a soddisfare le esigenze del mondo digitale. “Quello che molti vendor It tradizionali vi hanno venduto in passato spesso non serve per il futuro digitale”, indica Sondergaard. “La loro strategia di canale, la forza vendita e l’ecosistema di partner devono fronteggiare la concorrenza di aziende con modelli del tutto diversi”. La digitalizzazione crea infatti un ambiente che favorisce, a livello globale, le start-up che crescono con grande accelerazione spinte dalle innovazioni tecnologiche. Molti dei leader del mobile e del cloud sono aziende che cinque anni fa i Cio non consideravano come loro fornitori; d’altro lato, osserva Sondergaard, “molti dei vendor principali di oggi, come Cisco, Oracle e Microsoft, potrebbero non essere più al vertice nella Digital industrial economy.”
Nella Internet of Things, in cui quasi ogni cosa è connessa alla Rete, la generazione di dati si moltiplica in misura esponenziale. Le persone e le loro attività, i dispositivi intelligenti, i device mobili: tutto crea dati. Sondergaard fa notare che le aziende della nuova era digitale sono efficaci se sanno far leva su questa mole di dati in modo da trasformare il loro business.
Al tempo stesso, con tutti questi dati di valore all’interno dell’azienda, la cyber security diventerà tema chiave: le aziende dovranno capire come gestire e mettere al sicuro i dati quando sono dentro e fuori la loro struttura It. I leader It dovranno essere in grado di giocare d'anticipo e prevedere le possibili minacce.
“La sicurezza delle tecnologie embedded che l'azienda possiede potrebbe essere la più importante responsabilità operativa che si prospetterà per i Cio nel 2020,” conclude Sondergaard. “La digitalizzazione creerà nuove infrastrutture ma anche nuove vulnerabilità nelle infrastrutture. Il nostro consiglio è di contare su un portafoglio di security vendor, perché nessun singolo fornitore può garantire copertura di tutti i problemi di sicurezza, ma ognuno è specializzato per aree”.

Poco Ict e poca meritocrazia, i "mali" dell'Italia

L’Italia registra un notevole ritardo nell’adozione dell’Ict e questo ha impattato negativamente sulla capacità competitiva del paese e sul livello di reddito procapite: il reddito pro-capite italiano, espresso come percentuale della media Ue15, è diminuito costantemente dal 1994 in poi e nel 2012 si è attestato all’84%. È l’analisi fatta da Fadi Hassan e Gianmarco I.P. Ottaviano sul lavoce.info.
“È opinione condivisa che l’eccezionale sviluppo dell’Information and Communication Technology (Ict) sia stato uno dei principali fattori dell’accelerazione della produttività che gli Stati Uniti hanno vissuto rispetto all’Europa a partire dalla metà degli anni Novanta – spiegano gli economisti - Quindi lo stallo della produttività in Italia iniziato in quegli stessi anni potrebbe essere proprio nella limitata diffusione dell’Ict". Dalla metà degli anni Novanta l’Italia non è infatti riuscita a tenere il passo degli altri paesi europei, Francia e Germania in primis.
Una possibile spiegazione è legata alla capacità dei vertici aziendali di adattarsi alla new economy: le imprese italiane promuovono i lavoratori principalmente sulla base dell’anzianità, invece di identificare e promuovere attivamente i migliori mentre i manager tendono a premiare le persone tutte allo stesso modo e indipendentemente dai loro risultati, invece di fornire obiettivi e premi di risultato. Inoltre i dipendenti che producono scarsi risultati raramente sono rimossi dalle loro posizioni; allo stesso modo i dirigenti non sono valutati sulla base della forza del gruppo di talenti che hanno attivamente contribuito a costruire, ed è perciò probabile che non considerino una priorità la ricerca e lo sviluppo del talento.
E sono proprio questa pratiche consolidate ad ostacolare “la penetrazione e lo sfruttamento delle Ict”. “Assieme al ruolo fondamentale che l’Ict ha avuto sulla crescita della produttività negli ultimi venti anni, ciò può essere una spiegazione importante per la stagnazione italiana – sottolineano Hassan e Ottaviano - Ridurre la rigidità del mercato del lavoro non è sufficiente se rimangono inalterate le pratiche di gestione scarsamente meritocratiche. L’Italia ha perso la capacità di produrre perché sembra non riuscire a gestire correttamente il cambiamento”

Forza Italia

Credo che dobbiamo smetterla di evidenziare tutta una serie di difetti degli italiani che a mio avviso rappresentano in molti casi dei punti di forza che per esempio hanno condotto un paese come l’Italia a far parte dell’elite mondiale.
Siamo sicuri che l’individualismo, la scaltrezza, l’ingegno magari non sempre utilizzato con grande trasparenza e onestà, il lobbysmo siano proprio degli aspetti negativi e non sia ciò che ci ha consentito di arrivare dove siamo arrivati ?

Fu vera meritocrazia

il premio innovatori del 2008 è stato uno dei rari casi in cui la meritocrazia è stata vera e ha dato dei frutti anche in seguito.

A proposito di innovazione che dipende dalle persone

leggetevi l'ultimo editoriale di Carlo Mochi Sismondi, ne vale veramente la pena

//saperi.forumpa.it/story/74808/necrofilia-amministrativa#comment-25054

Nel tuo oggetto manca un

Nel tuo oggetto manca un punto interrogativo !

Non credo proprio

Non credo proprio

Sciopero

Propongo di scioperare e non inserire più commenti nei blog targati Attias finchè non saranno ripristinati i vecchi commenti.

Si può ricominciare a commentare

Non ho mai condiviso questo post, però direi che ora si può ricominciare a commentare

è sparito il blog di "verso la PA digitale"

è sparito il blog di "verso la PA digitale"

oltre 50000 accessi su youtube ----- una proposta

Ho casualmente notato che il numero di accessi su youtube al video dell'innovazione comincia dalle persone è superiore ai 50000. Credo sia un record per la Pubblica Amministrazione difficilmente replicabile. Secondo me andrebbe celebrato in qualche modo, magari al prossimo Forum PA, che ne dite ?

è un numero che fa riflettere

in effetti è un numero che fa riflettere, è un insieme di carisma, capacità di comunicazione verbale e non verbale, simpatia, onestà intellettuale ma soprattutto contenuti e concretezza che sono molto rari.

premio "buona gestione delle risorse umane"

Mi sembra una ottima idea. Magari si può istituire un premio sulla "buona gestione delle risorse umane" visto che in Italia in questo settore siamo particolarmente carenti.

Ottima idea ! Che qualcuno si

Ottima idea !
Che qualcuno si sforzi per migliorare la gestione delle risorse umane nelle Pubbliche Amministrazioni italiane

Mi piace

ma siamo talmente carenti che sarebbe anche difficile trovare un vincitore !

Sottoscrivo

Sottoscrivo la proposta ma mi piacerebbe ci fosse il patrocinio della Presidenza della Repubblica.

Con Luca Attias Presidente della giuria

Con Luca Attias Presidente della giuria

guardate che ad Attias dei

guardate che ad Attias dei premi non interessa proprio nulla, vorrebbe solo vedere applicato un pò di buon senso e qualche innovazione vera nella Pubblica Amministrazione prima di andare in pensione.

La verità

ma fammi il piacere, se non fosse stato per il premio di Brunetta non si sarebbe mai parlato del signor Attias.e questi inutili blog non sarebbero mai esistiti.

Piantala

Il fatto che tu li definisca "inutili blog" vuole dire che stanno avendo l'effetto sperato, per esempio far incavolare quelli che non vogliono cambiare le cose in questo Paese.

fai pace con te stesso

uno che inserisce messaggi in un blog che reputa inutile secondo me qualche problema deve averlo. Per il resto non so se senza il premio di Brunetta (o meglio del Forum PA e consegnato da Brunetta) si sarebbe mai parlato dell'ing. Attias, so solo che è un'ottima cosa che se ne sia parlato e che se ne parli.

sono in piena sintonia con

sono in piena sintonia con Fabio

modalità di comunicazione

Con Attias Presidente non si può non valutare (ed eventualmente premiare) anche le modalità di comunicazione.

Credo che anche la dottoressa

Credo che anche la dottoressa Letizia Pica del Forum PA meriti di far parte della giuria. Cokmunque condivido l'iniziativa.

Se non ricordo male

Se non ricordo male la signora Pica non lavora più al Forum PA da molti anni.

Una vita da informatico

Si è parlato e si continua a parlare molto (sempre di più) in tutte le Pubbliche Amministrazioni dell’intervento dell’ing. Attias all’ultimo Forum PA, e sicuramente ciò è una buona cosa. Tutti concordano su quanto è difficile preparare una esposizione di questo tipo, soffermandosi sul fatto che ci vogliono mesi per riuscire a comunicare con quella ironia, chiarezza e semplicità dei concetti piuttosto difficili.
Io personalmente ho una opinione ancora più radicale, questo intervento non può essere preparato ne in due mesi e neppure in due anni, per arrivare a quei contenuti ci vogliono almeno una decina di anni, ci vuole una vita di maturazione di esperienze che attraversa numerosi passaggi intermedi.
Solo quando un numero consistente di persone riuscirà a percepire veramente tutto ciò che c’è dietro quelle slide, e ci vorrà molto molto tempo, il lavoro iniziato l’ultimo giorno del Forum PA 2013 potrà dirsi positivamente concluso.
Al momento quello che va fatto, per chi ci crede, è diffondere e analizzare il più possibile, tramite discussioni costruttive, il keynote dell’ingegnere.

Percorso emblematico

la strada percorsa dall'ingegnere è emblematica di come siamo messi male. Ha provato a dare indicazioni tecniche e nessuno lo ha ascoltato, poi è passato a dare indicazione sulla gestione delle risorse umane e nessuno se ne è accorto, quindi si è orientato sugli aspetti organizzativi e normativi e l'effetto è stato prossimo allo zero. Oggi, preso atto che niente può succedere agendo "fuori di noi", è passato a descrivere problemi sociologici cogliendo forse l'essenza del problema ma arrivando alla drammatica conclusione, lui in prima persona, che la soluzione è troppo difficile per esistere.

per realizzare quanto proposto da Attias

ci vorranno anni e bisognerà partire dalla cultura. Certo che se mai si comincia.

Una proposta operativa

Il successo delle interviste e dei keynote dell’ingegnere è un dato oramai incontrovertibile. Come, secondo me, è innegabile che l’ultimo intervento al Forum ha aumentato in modo molto consistente il numero di persone che seguono sia questi blog che tutto ciò che intorno ad essi si muove.
Il tuo Roberto è uno dei post più centrati all’interno di questo spazio, anche se sono altrettanto convinta che in pochi possono comprenderne il contenuto fino in fondo.
Prendo spunto dalla tua ultima frase per proporre ai lettori più assidui una tecnica tipica di diffusione in rete e cioè di inserire i link degli interventi di Luca Attias, con un commento esplicativo, all’interno di altri blog il cui tema è simile, presenti sulla rete.

Tipo ……………..

Se siete interessati a tematiche che riguardano la digitalizzazione, la cultura informatica, la gestione delle risorse umane, il management e i rapporti tra queste tematiche e la pubblica amministrazione, vi consiglio i seguenti link:

//saperi.forumpa.it/relazione/verso-la-pa-digitale-0
//www.innovatv.it/video/2767932/luca-attias/future-government-quale-amministrazione-l-italia-del-2020
//saperi.forumpa.it/story/66057/la-classe-dirigente-che-non-ce-luca-attias-forum-pa-2012;
//saperi.forumpa.it/story/68340/la-valorizzazione-delle-competenze-nella-pa-il-video-del-keynote-di-lucaattias
//saperi.forumpa.it/story/33513/linnovazione-comincia-dalle-persone

diamoci da fare ...
Francesca

Ai tuoi ordini Francesca

Io ho inserito il post in un paio di blog

Dove tutto è cominciato

Sono una romantica e per questo i miei complimenti preferisco inserirli qui dove tutto è cominciato. Molte altre persone si sarebbero montate la testa mentre l'ing. Attias resta sempre una persona umile.

l'innovazione comincia dalle persone anche in Calabria

C'è l'innovazione di frontiera, quella che nasce dove meno te lo aspetti. Anzi, dove facciamo di tutto perché non ci sia. Come un fiore nel deserto. O nel cemento, perché è di questo poi che parliamo. Cemento. Cosa c'è di meno innovativo del cemento? E invece dalle montagne della Calabria, dalle serre di Vibo Valentia, arriva una storia che sembra scritta da un romanziere per convincerci che niente è davvero impossibile. Neanche immaginare un altro modo di fare edilizia, un modo più pulito, digitale, intelligente; aprirci una startup a Simbario, un paesino di un migliaio di abitanti a 800 metri sul livello del mare; trovarsi un mercato addirittura mondiale e meritarsi in pochi anni oltre tre milioni di euro di investimenti. La startup si chiama Personal Factory, ma si legge "Capitani Coraggiosi". E i capitani solo loro, Francesco Tassone, 33 anni, e il fratello Luigi, appena 27. Cos'hanno inventato di così straordinario? La fabbrica tascabile. Un nuovo modello produttivo dove una miriade di fabbriche tascabili sono in rete e condividono progetti e formule per fare prodotti migliori. Quali prodotti? Malte. Quelle polveri che usiamo per fare intonaci, rivestimenti e quant'altro. A che serve spedirle in tutto il mondo quando ciascuno può prodursele da solo con i materiali che trova sul posto? L'intuizione di Francesco Tassone, nel 2006, è tutta qui. Allora aveva alle spalle una laurea in ingegneria a Trento e una specializzazione a Valencia, in Spagna, e osservava da tempo le peripezie del padre nella fabbrichetta di prodotti "estremi" per l'edilizia che aveva aperto nel 1982. Estremi, perché la CIT era specializzata in lavori tecnicamente al limite dell'impossibile. "Papà è un inventore, e anche piuttosto spericolato" ricorda il primogenito che pure ha preso le mosse da lì. "A Simbario le strade sono poche e brutte, mio padre perdeva tempo e denaro per gli spostamenti. Allora mi sono detto: perché non abolire del tutto la logistica e permettere a chi lavora nel settore edile di prodursi la malta da sé?". Decide di costruire il primo prototipo della sua fabbrica tascabile e la chiama Origami, "perché come da un foglio puoi inventare mille figure, così da una piccola macchina puoi farti centinaia di prodotti diversi". Un robot muratore. E qui inizia l'avventura. Per finire il prototipo servono dei soldi: Francesco partecipa ad un bando per l'innovazione del governo, ma lo molla a metà strada "perché le condizioni erano impossibili e a quest'ora sarei già fallito". Allora bussa a tutte le banche della sua regione, ma non riesce a ottenere un solo euro. "Zero di zero". Allora decide di ipotecarsi un appartamento di famiglia e con quei soldi finisce il prototipo. Si iscrive ad una competizione europea per startup e qui entra in contatto con il mondo dei venture capital. È la svolta: nel 2008 ottiene un milione e 300 mila euro da due di essi. Da allora per Personal Factory sono stati solo successi e riconoscimenti. Dall'Expo di Shanghai 2010 fino all'aumento di capitale chiuso lo scorso luglio con il coinvolgimento anche del gruppo Intesa San Paolo. Una pietra miliare anche perché in quell'operazione i fratelli Tassone hanno rilevato la fabbrica del papà ("era diventato il nostro primo concorrente, è stato giusto così"). Eppure questa aura di miracolo a Francesco proprio non va giù. Dice per esempio: "Considerare straordinario quello che facciamo è la prova che il sistema è malato. Nel mondo di aziende come questa ce ne sono milioni non c'è nulla di sconvolgente nel lavorare e provare a fare innovazione". E ancora: "Qui in Italia non ci sono banche né Stato. La domanda che ci stiamo facendo adesso è: cresciamo o restiamo in Calabria?". Crescere o restare. Questa domanda Tassone se la faceva un anno fa. E adesso?, gli chiedo. "Siamo ancora a quel bivio, qui ogni passetto richiede anni quando nel mondo ci vuole una settimana". In Calabria è anche peggio, dice. "La Calabria è marcia a tutti i livelli dal consiglio regionale fino all'usciere. Purtroppo noi ci viviamo ed è così, chiunque ha un minimo potere lo deve far valere e se non ti raccomandi non esisti. Per questo nessuno vuol investire da queste parti. Oggi la società calabrese è peggiore di venti anni fa, c'è una selezione al contrario, quelli bravi se ne sono andati tutti...". E voi perché siete ancora qui? Tassone senior risponde con una battuta: "Perché a ogni startup serve un garage, e io il garage lo avevo a Simbario". Ma la verità è che lui e il fratello alla Calabria vogliono bene davvero. E si capisce dalla piccola meraviglia di sede che hanno realizzato. In una terra devastata dal cemento abusivo, hanno fatto un edificio meraviglioso, tra gli alberi, con un sofisticato impianto che unisce geotermia, pannelli solari e altre soluzioni tecnologiche che fanno sì che la sede abbia un esubero di energia prodotta di 14 mila kilowattora/anno. "Perché l'ho fatto? Perché è costato davvero poco farlo e dovevo risparmiare perché non si deve morire di cemento, perché se ti impegni un poco, ma solo un poco, puoi migliorare tanto quello che ci circonda".

Le Istituzioni

Le Istituzioni dovrebbero dare maggior risalto a certe esperienze soprattutto in certe zone d'Italia che potrebbero essere un modello da imitare.

ecco le istutuzioni (con la i minuscola)

e che ne dite del caso Cancellieri-Ligresti e del penoso teatrino interno al PD. IL nostro settantaduesimo posto tra i paesi meno corrotti è un dato sin troppo ottimistico e destinato a peggiorare. Come dice l'ing. Attias, finchè non prenderemo coscienza e ci diremo con drammatica lucidità, franchezza e pubblicamente che quasi tutti noi ci saremmo comportati come la Cancellieri (al limite avremmo evitato di usare il cellulare) e che questo comportamento è un comportamento sbagliato che sta portando il Paese alla rovina non ne usciremmo mai.

Una chiave di lettura

Premetto subito che sono totalmente favorevole alla tua proposta fatta da Tommaso di un convegno specifico sui contenuti dell'intervento dell'ing. Attias all'ultimo Forum PA. Tuttavia sono anche convinto che è destinata a fallire miseramente e di seguito ti spiego il motivo. Luca Attias, nonostante il Forum PA e l'impegno, direi anche coraggioso, in questo senso del suo direttore è totalmente fuori dai circuiti decisionali e soprattutto mediatici. Mi spiego meglio: i politici che tu nomini, così come le altre persone che contano nelle decisioni associate alla digitalizzazione del Paese, partecipano mediamente ad un paio di convegni a settimana su questo tema (ripetendo inevitabilmente più o meno ogni volta le stesse cose). C'è da domandarsi quando trovino il tempo per lavorare, ma a parte questa considerazione personale, è proprio sulla parola lavorare che si gioca tutto. Da quello che ho capito l'ing. Attias è uno che, "purtroppo" (ironico) passa quasi tutto il suo tempo a lavorare sui progetti informatici di cui si occupa la Sua Amministrazione e per tale ragione non può certo partecipare ai numerosi convegni (in cui secondo me nessuno si sogna neppure di chiamarlo) di rito dove sono presenti tutti coloro che contano. Il fatto che poi esponga più proposte interessanti lui in un convegno che tutti gli altri nel corso dell'anno è solo un trascurabile effetto collaterale. Tutti (politici inclusi) si sono divertiti e hanno fatto i complimenti all'ing. Attias per quei 15 minuti straordinari ma implicitamente gli hanno anche detto "ora per favore fatti da parte e non farti rivedere prima del prossimo Forum PA".

La competenza è importante

C'è un aspetto che nessuno ha ancora sottolineato del convegno finale del Forum PA di quest'anno, mi riferisco al fatto che di tutti i partecipanti l'unico veramente esperto di IT era proprio Luca Attias. Penso che ci sia una chiara relazione tra la sua competenza specifica e il successo del suo intervento. Una esposizione di quel tipo la può fare solo un grande esperto della materia. La quasi totalità dei convegni sulla PA digitale, a parte qualche rara eccezione, è gestita da politici, rappresentanti del Governo, esperti di comunicazione, finti neo-informatici, imprenditori ed è per questo che i veri informatici vedono in Luca Attias una specie di simboloi della loro rivalsa. Provate a chiedere agli altri cosa è UML, o il paradigma ad oggetti o il ciclo di vita del software e vedrete cosa vi rispondono.

Messaggio per le aziende

Auspico che il management aziendale colga il fondamentale massaggio di Attias, non solo diffondendo il keynote dell'ingegnere al loro interno ma anche aiutando il management pubblico ad affrontare concretamente la problematica culturale, ne otterrebbero degli enormi vantaggi

Proposta per l'ing. Attias

Ing. Attias,
tenuto conto del successo delle sue interviste e delle sue presentazioni perchè non sviluppa un blog personale, non va su twitter e non fa una pagina facebook, secondo me avrebbe in poco tempo diverse migliaia di contatti e forse potrebbe finalmente portare a compimento le sue idee.

Selezionamo le competenze

Ho letto da un'altra parte di una persona che ha proposto di nominare Luca Attias a capo della nuova Agenzia per l'Italia Digitale. Nel condividere (e come non si potrebbe) la proposta sottolineo che l'importante non è che sia proprio Luca Attias (di persone competenti e in gamba come lui ce ne sono sicuramente diverse) ma è il principio della competenza e del merito che proprio Attias rappresenta bene in questa e nelle altre interviste presenti su questo sito che dovrebbe essere adottato nella scelta di certe importanti figure.

Consiglio per le persone interessate all'intervento di Attias

So che siamo in tanti, per cui vi suggerisco di arrivare al convegno puntuali alle 15, anche perchè l'orario potrebbe subire variazioni (l'intervento dell'ing. Attias già è stato anticipato stamattina).

Gentile dott. Sismondi

Gentile dott. Sismondi,

ho letto il Suo interessante (come sempre) articolo il Topo che mangiava i gatti dove sono elencate una serie di considerazioni che dovrebbero essere scontate in qualsiasi paese ma che in Italia diventano sfortunatamente innovazione.
In questo ambito ha giustamente ricordato le interviste e il keynote dell'ing. Attias e il blog che si è generato a partire da esse. In tutto ciò quello che mi sconforta di più è che dalla prima intervista ad Attias sono passati 5 anni, 4 anni e mezzo dal famoso messaggio di AS73 (o qualcosa del genere) su cui lei scrisse un articolo altrettanto interessante è non rilevo che tutti quei buoni propositi siano stati messi in pratica neppure in una minima percentuale.
E' una triste considerazione che baso sulla mia personale esperienza.
Lavoro in una grande azienda d'informatica e sono 8 anni che mi occupo di Pubblica Amministrazione. Tra i i primi dirigenti che ho avuto la fortuna di conoscere c'era proprio Luca Attias ed effettivamente mi ero illuso che stesse arrivando una ventata di novità e di competenza presso le Pubbliche Amministrazioni. Oggi come oggi registro che l'ingegnere della Corte dei conti è un caso atipico e isolato che mi ha illuso, ho incontrato centinaia di dirigenti e direttori generali per lo più incompetenti nella materia, ma in generale incapaci di fare quel mestiere, il dramma è che molti sono giovani e sovente scopro che sono figli o comunque parenti o amici del potente di turno.
Ho maturato in questi anni la triste consapevolezza che l'Italia abbia imboccato una strada senza via d'uscita ma, ancora più tristemente, anche una strada dalla quale non riesce a tornare indietro.
Volendo continuare a lavorare preferisco restare anonimo.
Con stima

sempre istruttivo

//saperi.forumpa.it/story/75052/una-poesia-e-unimmagine-augurarvi-un-buon-2014

ma quali competenze

Dopo che ho visto le consultazioni di oggi con Bersani posso affermare con tutta certezza che il movimento 5 stelle le competenze non le ha selezionate. I due capi gruppo sono più impresentabili di quelli del PDL (o quasi).

Io ho delle buone speranze

Secondo me il curriculum dell'ing. Attias potrebbe mettere la commissione esaminatrice in forte imbarazzo.

La politica non si imbarazza

La politica non si imbarazza mai in Italia !

Un minuto di silenzio il Paese è morto

Credo che in uno spazio come questo dove discute la parte migliore della Pubblica Amministrazione. Dove si trattano l'innovazione, la gestione delle risorse umane, la managerialità, il benessere organizzativo e tanti altri temi per dare spunti su come poter far uscire il Paese da una crisi che è soprattutto una crisi morale, ritengo doveroso sottolineare che un Paese dove si arrivano a fare certe affermazioni:
Calderoli: "Kyenge? Sembra un orango"

è un PAESE MORTO !
.

Una ricorrenza per Calderoli & C

SU QUESTO BLOG SI FA CULTURA E QUESTA E' CULTURA CIVILE
Cinquant'anni fa Martin Luther King, nato Michael King, guidò verso Washington la "marcia per il lavoro e la libertà". Era il 28 agosto del 1963. Una giornata di sole. L'America era in bianco e nero, la musica iniziava a vestire fiori colorati, il presidente era John F. Kennedy. E quello un Paese che andava verso il futuro e voleva farlo senza catene. Jfk aveva presentato al Congresso un provvedimento che sanciva pari diritti per bianchi e neri. Aveva contro il Sud di Stati che non riuscivano a diventare uniti.
Oggi l'America ha un presidente nero che nello Studio Ovale della Casa Bianca ha un busto del reverendo e la foto incorniciata del programma della manifestazione di quel giorno a Washington. Solo che dopo aver pronunciato il suo discorso non è andato a visitare la Casa Bianca, c'è tornato a dormire.
Per Barack Obama Martin Luther king è un eroe, di più, un profeta. Un esempio. Salire su quello stesso palco da presidente è la prova della lotta d'altri, del reverendo, delle sue parole e del suo sogno. "Sono qui, siamo qui, grazie a quelle battaglie e a quelle marce. La fiamma della giustizia non è mai morta", ha detto il presidente. "Siamo in debito con chi ha sacrificato la vita per cambiare il nostro Paese. Con chi ha marciato insieme in quegli anni. Per noi".
"Non sono morti invano. Sono degli eroi. Martin Luther King ha dato speranza a milioni di persone. L'America è divenuta più libera e giusta, non solo per gli afro-americani ma anche per i latinos e i gay. Grazie a loro sono cambiati i legislatori, il Congresso, e alla fine anche la Casa Bianca è cambiata. E ora noi abbiamo il dovere di continuare il loro sogno", ha detto il presidente di fronte alla folla. E davanti alla famiglia King. Ai suoi figli, ai nipoti.
Deve tenerli uniti. Il discorso di Obama non è stata solo una celebrazione, ma una promessa. Ha ripreso quegli stessi fili, per fare altri nodi. "Serve il coraggio, lo stesso coraggio", ha continuato a dire. Bisogna ancora marciare.
Obama ha anche parlato della attuale "povertà tremenda dei giovani", così come dell'"assistenza sanitaria inadeguata" e della posizione di tutti i lavoratori americani "che è peggiorata". Perché "quel sogno è ancora sfuggente".
Poi ha aggiunto che "quello che King descriveva era il sogno di tutti gli americani". "Abbiamo una scelta, possiamo continuare nella strada attuale in cui questa democrazia può fermarsi" o "la stragrande delle famiglie non arriva alla fine del mese" oppure "possiamo cambiare", ma è necessario collaborare e "rialimentare l'empatia tra di noi". "America - ha concluso - io so che la strada sarà lunga, forse inciamperemo, ma ci rialzeremo".
"I have a dream", il sogno 50 anni dopo. Obama: "Liberi grazie a Martin Luther King" Barack Obama, la first lady Michelle Obama, Jimmy Carter e Bill Clinton
Il 28 agosto del 1963. A celebrare il proclama di emancipazione al Lincoln Memorial di Washington arrivarono oltre 250 mila persone. Cinquantamila, molto meno della metà, erano afroamericane. Con King in testa, alla manifestazione andarono anche i 'Big Six', i leader delle sei grandi organizzazioni per i diritti civili. Roy Wilkins (National Association for the Advancement of Colored People), Whitney Young (National Urban League), A. Philip Randolph (Brotherhood of Sleeping Car Porters), John Lewis (Student Nonviolent Coordinating Committee-SNCC) e James L. Farmer Junior (Congress of Racial Equality). Kennedy era preoccupato dei disordini che sarebbero potuti diventare incontrollabili. Ma alla fine decise di concedere il suo appoggio.
Salì sul palco e strinse la mano a King. Quel giorno, da quel palco, di fronte a quella folla, che arrivò poco a poco fino a stiparsi e a marciare compatta, furono prounciate le parole del discorso "I have a dream". Erano le ore 15 di 50 anni fa.
Oggi l'America lo ha ricordato, unita. Dopo il raduno di sabato scorso, con la marcia presso il National Mall della capitale, sullo stesso palco al Lincoln Memorial di Washington sono saliti in tanti. Prima di Obama, i suoi predecessori democratici Jimmy Carter e Bill Clinton insieme alla famiglia del reverendo e il deputato John Lewis, che parlò in prima persona alla marcia del 1963. E che oggi ha rimarcato: "Dobbiamo fare ancora tanta strada".
Una marcia e un discorso che "hanno cambiato l'America", ha detto l'ex presidente americano, Bill Clinton. Prima di lui è salito sul palco del Mall di Washington l'ex presidente Jimmy Carter che ha continuato a dire "se Martin Luther King non ci fosse stato è improbabile che io, Clinton e Obama" saremmo stati presidenti.
Con loro anche star dello spettacolo, come Oprah Winfrey, Jamie Foxx e Forest Whitaker.
"Let freedom ring". Alla stessa ora del discorso, le 15 ora locale (21 in Italia), le campane delle chiese e dei monumenti di tutto il mondo hanno risuonato in contemporanea. Non solo a Washington, ma in tutti gli Usa, fino all'Alaska, dove i partecipanti hanno fatto suonare anche i campanacci delle mucche. Così come in altre parti del mondo. "Let freedom ring": a Trafalgar Square a Londra, ma anche in Giappone, Svizzera, Nepal e Liberia. Il sindaco di Londra Boris Johnson ha affermato a proposito che il discorso di King continua a ispirare le persone.
"I have a dream". Si racconta che il discorso, tra i più famosi della storia americana, King lo preparò poche ore prima di salire sul palco. Un messaggio di speranza e lotta per un mondo migliore e privo di diseguaglianze. Meno di cinque anni dopo il reverendo fu ucciso fuori la stanza di un motel di Memphis. In un grigio aprile del Tennessee.
Diciassette minuti di discorso. Di cui solo i primi sette paragrafi erano preparati. Martin Luther King lo buttò giù appena arrivato al Willard Hotel di Washington la notte prima della marcia. Chiamò i suoi assistenti nella lobby e loro cominciarono a dare consigli. Uno voleva che parlasse del lavoro, un'altro della discriminazione. Alla fine, dopo averli ascoltati King disse: "Grazie fratelli, capisco. Apprezzo i suggerimenti. Ora andate e lasciate che mi consigli con il Signore". Poi salì nella sua stanza. Cercava il ritmo. Come in un gospel. Finì di scrivere alle 4 di mattina. Poi consegnò i fogli perché fossero dattiloscritti e consegnati alla stampa.
Secondo quanto racconta Clarence Benjamin Jones, consigliere e amico intimo del reverendo: "Avevamo selezionato insieme i temi e lui aveva steso il testo. Poi a un certo punto Mahalia Jackson, la grande cantante gospel che aveva aperto la manifestazione, ha iniziato a urlare: 'Parla del sogno, Martin! Parla del sogno!'. Ero a pochi metri di distanza e ricordo benissimo che King ha accantonato i fogli e ha preso a parlare a braccio. La parte che è entrata nella storia era in realtà improvvisata, ed è anche questa la sua forza. Con un discorso spontaneo ha espresso un concetto che si può riassumere in tre parole: All, Here, Now. Vogliamo tutto, qui e ora. Non possiamo tralasciare il valore che la spontaneità e l'improvvisazione hanno avuto quel giorno". La tesi di Jones è confermata. George Raveling, un ex giocatore di basket che si trovava sul palco, conserva ancora i fogli originali.
Il sogno. Cinquant'anni fa non c'era mai stata una tale folla in corteo a Washington. La "marcia per il lavoro e la libertà" chiedeva la fine della segregazione razziale nelle scuole, una legge sul tema dei diritti civili, la protezione dalle brutalità della polizia per gli attivisti, uno stipendio minimo di 2 dollari all'ora per tutti i lavoratori. E un organo di auto-governo per Washington D.C., a quel tempo governata da un comitato. Quel discorso, quelle parole chiedevano tanto, chiedevano un sogno. Chiedevano che l'impossibile diventasse reale.
Il primogenito: "Ancora tanto da fare". "A troppi americani vengono ancora offerte opportunità non adeguate per sfuggire alla povertà, alla disoccupazione, alla discriminazione e la violenza", ha detto dalle pagine del 'Washington Post', Martin Luther King III, il primogenito. "La massiccia presenza" e il "meraviglioso spirito dei partecipanti", è stata una potente testimonianza del sogno duraturo che mio padre ha condiviso con la nostra nazione e con il mondo mezzo secolo fa". "La data del 28 agosto 1963 - ha detto - fu scelta per commemorare l'ottavo anniversario della brutale uccisione del 14enne Emmett Till. Il clamore che ne è seguito ha contribuito a risvegliare una nuova era di proteste contro l'ingiustizia razziale. Mezzo secolo dopo, tuttavia, i giovani afroamericani hanno ancora buone ragioni per temere la violenza a sfondo razziale". "Non è possibile realizzare il sogno di una società pacifica fino a quando non avremo attuato un controllo misurato delle armi letali", ha continuato. "Realizzare il sogno di mio padre comporterà anche la trasformazione della nostra società in una in cui chiunque voglia un lavoro con uno stipendio decente lo possa avere".
"Guardando indietro non posso fare a meno di chiedermi: cosa penserebbe mio padre? Di una cosa sono certo. Si adopererebbe senza sosta per farci lavorare insieme, tutti, ad affrontare le questioni più urgenti di oggi. E reagire".
Incidente stradale per la famiglia King. La famiglia di Martin Luther King è stata coinvolta in un incidente stradale subito dopo la cerimonia per i 50 anni del discorso del padre dei diritti civili "I Have a Dream".
I familiari di King tra cui la sorella Christine King Faris e la figlia Berenice stavano lasciando Washington a bordo un pullman quando un furgone è passato col rosso costringendo l'autista a frenare bruscamente per scansare l'altro veicolo. Tutti incolumi tranne l'autista che è stato ricoverato in ospedale, riporta il sito Tmz.com.

Io ho dei dubbi

Ma tra coloro che debbono nominare questo "salvatore dell'informatica italiana", c'è qualcuno che sa che tipo di figura serve ? Io ho dei seri dubbi !

Ma l'agenda digitale si farà o non si farà? Certo che si farà, e con un sostegno parlamentare con pochi precedenti. Oggi la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ha infatti ha approvato il testo di legge relativo: 120 milioni per le start-up innovative, sviluppo delle infrastrutture, rottamazione dei Pc per le famiglie svantaggiate e digitalizzazione accellerata della Pubblica Amministrazione. Il testo unificato delle proposte di legge Gentiloni-Rao (PD-UDC) e Palmieri (PDL) contenente le "Disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali" offre un importante canovaccio all'azione di governo e di fatto andrà a costituire l'ossatura del decreto più volte rinviato noto con il nome Digitalia.
Il Fondo per l'Italia, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la partecipazione al Fondo mobiliare chiuso, con una dotazione di 120 milioni di euro per i prossimi tre anni previsto dal testo approvato non è l'unica notizia. Sono infatti previsti incentivi allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e misure per la semplificazione delle procedure amministrative, l'introduzione di contributi per il rinnovo delle dotazioni tecnologiche e il collegamento in rete delle famiglie meno abbienti; l'avvio "definitivo" della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, attraverso una tempistica vincolante per la dematerializzazione dei servizi e la previsione di una legge annuale per l'economia digitale che si occuperà più in generale della pianificazione del settore, della ricerca scientifica e dell'alfabetizzazione informatica. Tutto questo insieme a un'altra disposizione: l'abbassamento al 4% dell'IVA per i prodotti editoriali digitali via Internet.
I più attenti ricorderanno che, nonostante si tratti di misure più volte invocate, quelle inserite oggi nel testo bipartisan provengono in gran parte dalla società civile e già avanzate all'epoca del decreto "Semplificazione". Quindi quel lavoro di Articolo 21, Libertiamo, Agorà Digitale, Aiip e altre associazioni non è andato perso. E in molti passaggi riecheggia le proposte fatte dall'associazione Glocus presieduta da Linda Lanzillotta, preentate proprio pochi giorni fa in un convegno alla Camera. L'avvio della discussione in aula di tutto il pacchetto è atteso per la ripresa dei lavori a settembre quando il governo dovrebbe trasformare il testo approvato oggi, integrandolo, o limandolo, in un decreto a cui lavora da mesi.
E L'agenzia per l'italia digitale, che per legge deve portare avanti gli obiettivi dell'agenda, per quella data sarà operativa o no? Certo che sì, ma solo se si sbroglia il nodo della sua governance e se a comandarla sarà un direttore competente e autorevole. Che non sappiamo ancora chi sarà. Con un emendamento al Decreto Sviluppo approvato giovedì scorso dalle Commissioni VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei deputati la nomina del direttore generale della nascitura Agenzia per l’Italia digitale, è slittata da 30 a 60 giorni. Doveva essere fatta per venerdì 27 luglio.
Già questo rinvio dà la misura della complessità della nomina per cui sarebbero in corsa Stefano Parisi di Confindustria Digitale, Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano e l'otusider, ex Sole24Ore, Stefano Quintarelli. Insieme a candidati più paludati come Salvo Mizzi, responsabile Internet di Telecom, Roberto Sambuco, capo dipartimento comunicazioni del MISE, Alessandro Fusacchia e Mario Calderini, consigliere per l’Innovazione del MIUR.
Come andrà a finire? La nomina spetta al premier d'intesa con i ministri Passera, Grilli, Profumo e Patroni Griffi, ma un ruolo pare ce l'abbia anche il sottosegretario all'editoria Peluffo. Per questo la scelta dei candidati è stata messa in mano a dei cacciatori di teste che forniranno una short list coi nomi citati e quello del "vero" candidato. I ministri non saranno tutti d'accordo e alla fine deciderà Monti.
Ma la partita non è complicata solo da candidature e autocandidature, quanto dalle funzioni che l'Agenzia deve svolgere, dalla sua dotazione economica e dalla parziale sovrapposizione con i compiti demandati ad Agcom. Problema serio perché l'Agenzia da organismo di regia e supervisione si sta tramutanto in un "ente vero e proprio che rischia di essere paralizzato dai troppi referenti", spiega Linda Lanzillotta, e che ha due compiti cruciali per il paese, sviluppare le reti di nuova generazione e garantire la sicurezza e l'interoperabilità dei dati della pubblica amministrazione pur senza averne tutti gli strumenti. E tuttavia la criticità più forte rimane che l'agenzia serve quattro padroni, mentre secondo la vox populi degli esperti tutte quelle funzioni dovrebbero andare a un'agenzia alle sole dipendenze del premier con a capo l'equivalente di un chief information officer in stile anglosassone.

Domanda per la redazione

Non riesco al leggere il commento dall'oggetto "speriamo bene", il link mi spedisce su quest'articolo ma non sul commento specifico. Se devo leggermi migliaia di commenti per trovarlo è impresa praticamente impossibile. Scusate per il disturbo ma vorrei essere sicura che non c'è altro da fare..
Marianna

Risposta a Marianna

Si tratta di un commento contenuto in una delle pagine successive alla prima. Purtroppo è un baco di questa versioen del sito che correggeremo nella versione succesiva. Ci scusiamo per il disturbo.

Il keynotes di Luca attias a FORUM PA 2012

Per tutti coloro che hanno animato in questi tre anni questo spazio, siamo lieti di comunicare che l'ingegner Attias sarà presente a FORUM PA 2012 con un proprio key note speech dedicato al tema della valorizzazione delle competenze. Già da oggi è possibile iscriversi all'evento attraverso la pagina del programma congressuale di FORUM PA 2012
www.iniziative.forumpa.it/expo12/convegni/la-valorizzazione-delle-compet...

Suggerimento

Leggetevi l'articolo di Andrea Lisi: Digilandia: il Governo Monti nel Paese delle Meraviglie Digitali. Chi apprezza le interviste di Luca Attias non può non apprezzare questo articolo.

Commento al Keynote di Luca Attias

Siccome sono un nostalgico il mio commento lo inserisco qui: si è trattato della performance più innovativa e coraggiosa che ho visto negli ultimi anni. La proiezione della scena di Festen e la sua contestualizzazione esprimono una sicurezza di se e una forza interiore non comuni. Complimenti ad Attias e al forum PA per quanto avete espresso oggi pomeriggio.

Il keynote di Luca Attias al Forum PA 2012

Se mi è consentito vorrei dare un contributo personale poichè alcuni anni fa ho partecipato ad una presentazione dell'ing. Attias anche se su un argomento diverso da quello che presenterà al Forum PA.
Consiglio a tutti di partecipare indipendentemente dai contenuti specifici perchè è molto interessante il modo con cui l'ingegnere imposta le presentazioni con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione del pubblico presente.
A meno che non abbia cambiato stile negli ultimi anni ci sarà sicuramente da divertirsi e da riflettere, a qualcuno magari non piacerà ma non sarà sicuramente un intevento che lascerà indifferenti.

Grazie Roberto

è stato proprio a causa del tuo messaggio che ho deciso di partecipare all'intervento del dott. Attias. Non mi entusiasmavo tanto dall'ultimo concerto di Bruce Springsteen e sono tornata a casa anche animata da una sensazione di speranza per il nostro futuro.

Cassa di risonanza

figurati è stato un piacere. Da quando ho sentito questa intervista ho sempre cercato di diffondere quanto in essa contenuto perchè lo ritenevo eticamente utile. Credo che sia un nostro dovere fare la maggiore cassa di risonanza possibile su certi argomenti e sui metodi proposti da Luca Attias perchè sono indirizzati ad avere un Paese migliore di quello attuale.

Cassa di risonanza 2

Ho visto che il link al keynote di Luca Attias è stato inserito in altri siti internet come ad esempio in questo: http://ministeriale.blogspot.it/2012/05/la-classe-dirigente-che-non-ce-l...
e ovunque viene inserito vedo che si solleva un dibattito acceso e interessante. Mi sembra che la tua Roberto sia un'ottima idea.

Qualche anticipazione sul keynote di Luca Attias

Grazie per la segnalazione, è proprio quello che ci ha detto Luca Attias in questa intervista: www.saperi.forumpa.it/story/66057/la-classe-dirigente-che-non-ce-luca-at...
Il suo obiettivo è rendere questo appuntamento del 16 maggio a FORUM PA interessante e divertente anche per chi di solito non segue questo tipo di argomenti, facendo qualche "incursione" anche in mondi alternativi, come il cinema e l'arte...

Luca Attias è diventato Dirigente Generale

Ho appreso con grande piacere della nomina dell'ing. Attias a Direttore Generale. Sapere che qualcuno bravo può arrivare è una bella iniezione di fiducia per tutti.

Intervista a Luca Attias

Consiglio a tutti di leggere l'intervista all'ing. Attias pubblicata sul Corriere della Sera di mercoledì 28 dicembre a pagina 8 dal titolo:
L'ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato