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Il progetto "Reti amiche" del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Rainbow

by Mark Menzies

Il Ministro Brunetta ne aveva già parlato a FORUM PA, pochi giorni dopo aver ricevuto la titolarità del suo Ministero. Ieri l’annuncio ufficiale, con una prima bozza di piano di avvio,  il progetto “Reti amiche” per l’erogazione dei servizi pubblici diverrà realtà.

Come aveva sottolineato a maggio, lo scopo è quello di utilizzare le numerosi reti telematiche e relazionali presenti capillarmente sul territorio nazionale (dai carabinieri alle poste, dai tabaccai alle farmacie, passando per banche, stazioni ferroviarie e grande distribuzione) per offrire i normali servizi che i cittadini chiedono, solitamente, presso gli sportelli degli uffici pubblici.

“Il sistema Reti Amiche - ha detto ieri il Ministro nel corso del suo intervento ad un convegno organizzato dalla Federazione Tabaccai - si ispira a logiche di mercato, mettendo in concorrenza tra loro reti diverse, di operatori diversi e assicurando standard uniformi attraverso la supervisione dell’amministrazione pubblica”.
In questo senso la visione alla base del progetto differisce radicalmente da quelle dei progetti di e-Government avviati fino ad oggi. Il sistema non parte dall’individuazione della tecnologia o dell’operatore che erogherà il servizio, ma dall’idea di utilizzare un canale che i cittadini conoscono già e che raggiunge ampie fasce di popolazione per erogare servizi della pa.

Due le reti già pronte a partire, e ad offrire i primi servizi: Poste Italiane, con 5.740 uffici (sugli oltre 13.000 esistenti) dotati di uno “Sportello Amico” per il cittadino, e la Federazione Italiana Tabaccai (FIT) che conta oltre 50.000 punti vendita in tutto il Paese, di cui 20.000 sono già nelle condizioni di erogare servizi.

Lo “Sportello Amico” di Poste si concentrerà sui servizi già attivi, come il rilascio e rinnovo dei passaporti e  dei permessi di soggiorno, la riscossione dei contributi previdenziali, i bollettini per gli infortuni domestici e la Inps Card. Questi verranno potenziati e saranno ampliati con nuovi servizi come la gestione dei concorsi pubblici e dei visti passaporto o il rilascio di certificati anagrafici e di estratti conto dell’Inps.
La rete telematica dei tabaccai, invece, tramite l'accertamento dell'identità e la trasmissione via telematica di documenti, permetterà di erogare servizi più sofisticati. In maniera particolare il Ministro si è soffermato sul "bancomat delle pensioni" a cui i titolari delle pensioni si potranno rivolgere per ritirare l’intero importo della pensione o piccole quote.

Una volta avviato il meccanismo, questo schema potrà essere allargato, in un clima di competizione costruttiva, a molti altri soggetti in grado di mettere a disposizione le proprie reti. In questo modo anche i servizi potranno estendersi fino a coprire la gran parte dei rapporti tra cittadini e amministrazioni pubbliche quali l’anagrafe, il catasto o le public utilities locali.

L’idea centrale, come dicevamo, è quella di portare una logica di mercato nel campo dei servizi pubblici, introducendo la concorrenza (anche se di tipo particolare) o, per usare le parole del Ministro, “l’alternatività”, che consentirà il miglioramento della qualità e un risparmio per le casse pubbliche, liberando spazi e orari per nuovi servizi.

Per saperne di più guarda il dossier del Governo sul progetto "Reti amiche"

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Commenti

Perchè non anche diffondere le buone pratiche esistenti?

Proprio perchè concordo pienamente con l'obiettivo del Ministro di costruire una rete familiare all'utente, alla quale questo possa rivolgersi con facilità e semplicità, mi chiedo se non sarebbe opportuno diffondere e magari arricchire e migliorare ( nulla è perfetto, tutto è perfettibile) le buone pratiche che nel nostro paese già esistono e buoni risultati e positivi cambiamenti hanno prodotto e producono.Penso ad esempio a quanto già esiste come gli sportelli del cittadino e la possibilità di avere on line o attraverso bancomat "dedicati" i certificati anagrafici; di pagare allo stesso modo multe, servizi comunali, scolastici, sociali per l'handicap,per gli anziani, per gli immigrati, sportivi;l'ICI; la tassa sui rifiuti; la tassa per occupazione di suolo pubblico ecc.Penso all'esperienza del CUP metropolitano che permette, attraverso gli sportelli dedicati, il Call center,i totem,il servizio di prenotazione on line di prenotare prime visite, visite specialistiche, esami di laboratorio,esami di diagnostica strumentale erogati dal SSN,dalle strutture private accreditate e da alcune strutture private; di disdire e cambiare appuntamento magari anche utilizzando il MEMO CUP sul proprio cellulare; di consultare on.line i tempi di attesa di tutte le prestazioni. penso alle Reti e-care per l'assistenza socio-sanitaria on line agli anziani a domicilio; al medico on-line e al medico web. Penso che queste non debbano rimanere esperienze isolate e circoscritte ad una città o ad una regione, e che la loro diffusione vada esattamente nella direzione voluta dal Ministro. Questo non significa rifiutare il privato: ma affiancarlo ad una rete coordinata dalla PA già esistente e funzionante, seppur certamente migliorabile e meglio disseminabile. Anche perchè i servizi resi già oggi dal privato non sono esattamente a buon mercato per l'utente, come credo sappia chiunque abbia pagato in tabaccheria il bollo auto!