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Un nuovo rapporto tra istituzioni e cittadini per la gestione dei “beni comuni"

Let's have a walk downtown!

by Valeria Gili

Le città contemporanee stanno affrontando scenari complessi di cambiamento sotto molti punti di vista: si presentano nuovi e più articolati bisogni, a fronte di risorse disponibili calanti o al limite costanti. Questo quadro non può essere affrontato con i paradigmi tradizionali dell’amministrazione “produttrice di servizi”: i vincoli economici e la portata dei bisogni non permettono l’equilibrio.

Negli ultimi due decenni il volto di molte città è cambiato radicalmente: si è assistito ad un elevato tasso di crescita della popolazione, grazie al fenomeno migratorio che, da un lato, ha consentito la fornitura di manodopera alle imprese e alle famiglie limitando così alcuni processi di delocalizzazione produttiva, ma, dall’altro, ha creato nuove tensioni sul piano della convivenza e della connessa percezione di sicurezza dei cittadini da tempo residenti. Inoltre la popolazione residente ha acuito alcune tendenze tipiche dei paesi sviluppati quali il progressivo invecchiamento, il tasso di scolarizzazione e la modifica della struttura del nucleo familiare: meno famiglie numerose e più famiglie mononucleari. A questi fenomeni si aggiunge l’emergere di una sensazione di incertezza economica diffusa, determinata dalla paura di perdere una condizione faticosamente conseguita; dalla progressiva precarizzazione del lavoro; dal timore di scivolare indietro in una scala gerarchica che ha diluito le vecchie classi in un flusso continuo con distanze sempre più accentuate tra i primi e gli ultimi.

Questa sorta di disarticolazione del sistema sociale ha inevitabili ripercussioni sul sistema della rappresentanza che diviene sempre più particolaristica (fino ad essere individuale) e di conseguenza sulle forme della democrazia e sui processi di formazione delle decisioni pubbliche.

In questo contesto emerge in modo consistente una nuova domanda di politiche e servizi: per una migliore convivenza, per una maggiore sicurezza, per una mobilità sostenibile, servizi sempre più personalizzati e di qualità.

Obiettivi tanto ambiziosi possono essere raggiunti solamente se le risorse, anche informali, presenti nelle città si attivano complessivamente per contribuire a condividere le decisioni e ad affrontare in modo responsabile la riqualificazione delle modalità di produzione delle politiche pubbliche e di erogazione dei servizi.

Per questo è importante comprendere come si possa creare e consolidare un nuovo rapporto tra istituzioni e cittadini sul piano delle decisioni e della gestione dei “beni comuni”, definendo come le amministrazioni debbano attrezzarsi per presidiare processi decisionali inclusivi e la sussidiarietà orizzontale. Il coordinamento dell’azione sociale, attraverso l’inclusione di più attori nei processi decisionali apre, infatti, a tante e diverse questioni che hanno a che fare con il sistema di regole da definire o da modificare; con le metodologie e il governo dei processi; con le organizzazioni e gli assetti istituzionali.

Il tema della sussidiarietà orizzontale si colloca idealmente ad uno stadio successivo rispetto al percorso partecipativo: mentre le strategie e i metodi di democrazia partecipativa agiscono prevalentemente al momento della scelta dell’azione, la sussidiarietà orizzontale si colloca invece sul versante della gestione del servizio o dell’opera. Da diversi anni in molti luoghi sono state avviati percorsi di questa natura, ma principalmente questi si sono concentrati su alcuni interlocutori specifici: le imprese (CSR), gli anziani, il volontariato, i giovani etc. Spesso si tratta di esperienze importanti, ma di impatto limitato e comunque marginali rispetto al core delle politiche o dei servizi. Al contrario possono essere raggiunti risultati di grande efficacia se la leva della cittadinanza attiva viene a tutti gli effetti considerata strumento di attuazione delle politiche in modo trasversale ai settori, come modalità qualificata dell’amministrare e come scelta politica di governo complessivo di un territorio.

Anche in questo caso le esperienze concrete pongono numerose e rilevanti questioni per le amministrazioni pubbliche: sul versante della rappresentanza, del sistema delle regole, degli strumenti, delle competenze e dei modelli organizzativi.

Tutto questo ampio ragionamento fa da premessa al confronto che si terrà in occasione di “Governare con i cittadini”: un insieme di iniziative organizzate a Reggio Emilia in occasione della Settimana della Democrazia locale (13 – 17 ottobre). Tra gli altri momenti, infatti, sono previste tre giornate di studio nelle quali -con il supporto di esperienze nazionali e internazionali- funzionari pubblici, esperti, politici e associazioni potranno confrontarsi sulle questioni istituzionali, organizzative, metodologiche.

A questo fine è stato lanciato un call for paper con l’intento di raccogliere esperienze significative che saranno selezionate dai membri del Comitato Tecnico Scientifico.

A dimostrazione che questi temi sono rilevanti e si ritiene fondamentale il confronto e lo scambio, il Comune di Reggio Emilia inviterà le amministrazioni selezionate -che presenteranno i loro casi in occasione di “Governare con i cittadini”- a continuare il percorso di riflessione e scambio attraverso tre giornate di formazione che saranno organizzate dal Comune nel corso del 2009.

Mauro Bonaretti
(DG Comune di Reggio Emilia)

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Commenti

nuovo rapporto tra istituzioni e cittadini

L'ubicazione del campo pubblico di golf di 18 buche(di proprietà della regione Liguria)non consente di raddoppiare la viabilità dal centro cittadino all ingresso dell'autostrada.
Questo fatto determina un caos continuo per la circolazione delle auto lungo l'unico asse percorribile di via mameli e via libertà.Di fianco all'ingresso dell'autostrada si è costruito il nuovo ospedale comprensoriale.
Nelle ore di intenso traffico delle auto due autoambulanze non potranno mai passare da questo unico asse stradale dal centro cittadino al nuovo ospedale.

La regione Liguria -con legge regionale- ha ritenuto di poter concedere la continuazione della concessione della gestione del campo di golf di Rapallo (sino al 2038)senza alcuna considerazione del disposto della legge nazionale comma 15 bis del'art.113 del TUEL -d.lgs 267/2000 e sue modifiche.

Secondo il disposto della legge nazionale essendo il campo di golf di Rapallo un' opera di rilevante interesse economico doveva essere effettuata una nuova gara ad evidenza pubblica al fine di trovare un nuovo gestore che fosse in grado di permettere l'attraversamneto di alcune buche del campo di golf da parte di un percorso di viabilità alternativa.

La vecchia concessione di gestione è scaduta ( ope legis) alla data del 31-12-2006 e nessuna legge regionale può costituire un espediente valido per ritenere quella data obsoleta.

Può una Regione comportarsi in modo talmente contrario agli interessi dei cittadini di Rapallo da ricorrere ad espedienti meschini ed odiosi pur di non permettere il transito alternativo alle autoambulanze che vogliano raggiungere il nuovo ospedale di Rapallo?
Mara matrix