Editoriale

7 milioni di euro a Bolzano, 3,9 milioni in Emilia-Romagna… ed è solo l’inizio: quando la PA dà i numeri!

Torno, come la lingua che batte dove il dente duole, ad un handicap grave che è ahimè presente anche nella PA migliore, quella che vuole cambiare e che si sforza di ribaltare i luoghi comuni della fannullonaggine. Le amministrazioni fanno fatica ad esprimere i loro risultati attraverso i numeri, come invece fanno tutte le aziende. Ci sono ovviamente motivi reali dietro questa difficoltà: la contabilità finanziaria non aiuta a capire quanto costa ciascuna attività o ciascuna opera, lo scollamento tra le unità organizzative e i capitoli di bilancio rende problematico un vero management per budget, i singoli dirigenti non hanno il controllo delle risorse e, quindi, dei costi, ecc. Tutto questo è vero, ma a questo si somma anche una diffusa cultura delle parole e delle norme che non è tanto in sintonia con i numeri. Insomma, mi sa che la PA, almeno sino a qualche tempo fa, in maggioranza non raccoglieva chi aveva il pallino per la matematica.

La controprova l’abbiamo nei tanti casi di eccellenza che ormai sono sul sito del Ministro Brunetta www.nonsolofannulloni.it (a proposito in questa stessa newsletter leggete la presentazione del concorso “Premiare i risultati”):  pochi i numeri, poche le quantificazioni reali.

Allora, anche per incoraggiare una pratica così poco usata, in questo editoriale riporterò alcune buone pratiche presenti sul sito, per la maggior parte segnalate dalle stesse amministrazioni, sotto forma di numeri… fanno tutto un altro effetto!

Il Comune di Bolzano recupera quasi 8 milioni: l’ufficio tributi, incrociando dati già in possesso dell’amministrazione, ha incassato 7.802.894,77 euro di tributi non pagati, con un contenzioso di meno dell’1% e un aumento di gettito a regime di quasi il 18%. Con questo sistema è riuscito a mantenere aliquote, detrazioni e peso fiscale inalterato da dieci anni.

L’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna risparmia 3,8 milioni sulle pulizie delle scuole: semplificando la procedura d’appalto, imponendo regole e standard precisi ai fornitori e nello stesso tempo ponendo la massima attenzione alle caratteristiche diverse di ogni plesso scolastico, l’Ufficio ha realizzato un'economia annuale di 1.295.932 euro, da moltiplicare per la durata del contratto, quindi una somma complessiva di oltre 3.800.000 euro

La ASL 1 di Imperia riduce del 52% le spese per i farmaci: un sistema di distribuzione diretta dei farmaci agli assistiti con malattie croniche anche quando sono a casa ha il vantaggio di garantire la continuità assistenziale al paziente grazie al controllo sul corretto uso del farmaco, ma che - soprattutto - porta ad un risparmio della spesa farmaceutica del 50% grazie alla percentuale di sconto che la ASL ottiene dai produttori. Dopo 5 mesi, su 1431 pezzi dati, è stato rilevato un risparmio di 132.000 euro, una percentuale di risparmio del 52%.

L’Agenzia delle Entrate della Puglia risparmia il 13% degli acquisti con il mercato elettronico: una singola unità periferica risparmia 36 mila euro solo usando la trasparenza e l’informatica. Inoltre accorcia i tempi e induce trasparenza e obbligatoria onestà nel mercato.

L’Agenzia del Territorio di Roma azzera in cinque anni quasi 14 milioni di pratiche arretrate: tante ne erano rimaste in eredità dopo i condoni del 1985 e del 1994. Per farlo le leve sono state l’informatica, il telelavoro e la valorizzazione delle risorse umane che erano già presenti nell’agenzia. Le risorse umane meglio impiegate hanno permesso di progettare e realizzare una Anagrafe Immobiliare Integrata innovativa.

Il Comune di Reggio Emilia raddoppia gli investimenti, riduce l’incidenza delle spese fisse, moltiplica la soddisfazione dei cittadini (dal 72% al 96%).
Investimenti realizzati per il 93,63 per cento rispetto al previsto, raggiungimento degli obiettivi in tutte le principali voci “sociali”: mobilità, casa, scuola, sicurezza e coesione sociale. Tra gli altri, due grandi obiettivi raggiunti.
L’ambiente: il verde per abitante rispetto al 2005 è cresciuto del 36 per cento; il consumo pro capite di acqua è sceso del 3,1 per cento, mentre le perdite nella rete acquedottistica sono state contenute del 30 per cento. In netto calo (dal 10 all’1 per cento) i consumi per uso industriale e domestico.
Il “sociale”: sono aumentati gli anziani che hanno beneficiato dell’assistenza domiciliare (più 20.8 per cento), i nuovi utenti ricoverati nelle case protette sono cresciuti del 16,9 per cento e i disabili affidati alle cure dei Poli territoriali sono il 6,8 per cento in più rispetto ai due anni precedenti. Cresce del 30,5 per cento la spesa per contributi economici. Reggio e provincia sono terz’ultime in regione per numero di reati ogni 100mila abitanti e al 93° posto fra i 103 capoluoghi e province italiani per numero di reati rispetto alla popolazione straniera.

Infine un piccolo Comune. Con l’illuminazione pubblica a Led a partire dal 2005 Torraca (SA) sostituisce l'impianto pubblico di illuminazione, utilizzando il brevetto ''Lanterna Torraca'' ideato da un'azienda cilentana. L'impianto fa risparmiare circa il 65% dei consumi energetici, riduce del 50% i costi di manutenzione, elimina l'inquinamento luminoso del 90% e, funzionando a 24 Volt, risolve il problema della sicurezza degli impianti di pubblica illuminazione.

E voi possibile che non possiate… dare i numeri?

Se li avete e ne siete orgogliosi, mandatemeli (carlo.mochi@forumpa.it) così ne parlerà tutta Italia!

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Commenti

Matematica e PA

"Non facciamo poesia", la frase fatta preferita dal preside di "Ex cathedra" (Starnone). Ebbene nella mia amministrazione si continua imperterriti ... solo poesia. Si tratta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nessuno qui è in grado di dare i numeri. Semplicemente la matematica è ignorata, anche la più elementare (salvo spendere un sacco di soldi nei modi più fantasiosi possibile, ma rigorosamente non trasparenti e non coordinati).
In Friuli V.G. sono riusciti a moltiplicare i posti dirigenziali da 1 a 4 (da 1 soprintendenza a 3 soprintendenze più una direzione regionale) mantenendo lo stesso personale, naturalmente 4 istituti convivono nelle stesse sedi dell'istituto originario, ma ora in mancanza di un progetto oltre ai 4 dirigenti (per il Friuli non li hanno tutti, si va avanti da anni con sostituti) servono in ogni sede 4 centralini, 4 segreterie, 4 uff. protocollo, 4 ragionerie, 4 uff. del personale, persino 4 reti informatiche(!). Con una dotazione organica iniziale appena sufficente per 1 istituto, la vecchia soprintendenza mista, ora (il personale è persino diminuito) siamo allo sfascio.
No, nessun esempio virtuoso purtroppo.

Matematica e PA (Poesia Amministrativa)

Basterebbe l'aritmetica, il buon senso, il senso civico ed una minima sensibilità per l'uso razionale delle risorse in generale e di quelle pubbliche in particolare. Al punto in cui siamo, le scienze statistiche possono venire anche dopo, vale a dire quando si creerà una consapevolezza più diffusa e consolidata nel senso sopra citato.

Uffici di statistica nella P.A professionalizzati

Caro Direttore,

Sono molto interessanti i casi di risparmio nelle spese citati aumentando l'efficienza nella P.A., ma non occore avere " il pallino per la matematica" per fare le cose al meglio. Occorre fare ricorso a coloro che rendono operativa la matematica, ossia gli statistici.

Ma nel Sistema Statistico Nazionale, ossia nei 3.361 uffici di statistica nella P.A., su 9.548 addetti vi sono solo 310 statistici; (fonte è il Rapporto al Parlamento fatto dall'Istat). Nel Servizio Sanitario Nazionale su 654 Aziende Ospedaliere e ASL, tra i 220.568 addetti al Ruolo Tecnico vi sono solo 125 statistici (fonte Ministero della Salute). Però il fabbisogno degli statistici nei 10 mila enti della P.A. è, a regime, di 30 mila addetti.

Se in ogni ente pubblico vi fosse un ufficio di statistica professionalmente diretto, solo attuando in esso il "Controllo statistico di gestione", ossia rendendo le statistiche da informative ad operative mediante indicatori statistici, si potrebbero ottenere molti più esempi da citare nell'editoriale del Foruma P.A., ma in ogni ente.

Gli anglosassoni dicono: "No statistics no policy", ma da noi si gestisce normalmente attuando " Policy without statistics".

Cordialmente

Carlo Tasciotti
Presidente Emerito dell'Associazione Nazionale Statistici

Collegare il Bilancio con i Progetti

Per esperienza, quello che manca (e non solo nella pubblica amministrazione) e' il coordinamento tra i dipartimenti. Specialmente il settore economico e quello technico sono due mondi completamente diversi che fanno fatica sia a communicare tra di loro sia di farsi capire dall'amministrazione!
Personalmente, anche se di formazione tecnica (Ingegneria), ho cercato di metterli in communicazione applicando i principi di Project Management. Usando sistemi informatici in comune ed in maniera da supportare il lavoro di tutti i dipartimenti coinvolti nella gestione del bilancio comunale si puo' ottenere ottimi risultati. Lo dimostra il fatto che attualmente tre comuni dell'area metropolitana di Atene (Grecia) stanno utilizzando questi sistemi, mentre lo stesso comune di Atene si trova nella fase iniziale di un analoga iniziativa.
Colgo l'occasione per dare la notizia che dal 9 al 11 Novembre si svolgera' a Roma il congresso mondiale di Project Management.

P. Agrapidis
p.agrapidis@gmail.com

@ P. Agrapidis

Condivido queste valutazioni. La comunicazione interna è una delle carenze più diffuse e gravi del nostro sistema socioproduttivo. L'uso di sistemi informatici, opportunamente progettati e gestiti, ha il pregio, al di là di ben noti vantaggi di efficienza, di collegare e "legare" risorse e competenze che per consuetudine o per scelta non sono propense al dialogo. Resta ovvio che una comunicazione interna strutturata e pianificata dovrebbe essere l'obiettivo primo di ogni "vera" organizzazione.

quando la PA dà i numeri!

Mi complimento per questo articolo, chiaro, concreto, incoraggiante. No, la PA non dà i numeri: se lo facesse in piena consapevolezza tecnica ed etica, il salto di qualità sarebbe travolgente. Ma va apprezzato l'elenco delle buone pratiche presentate: siamo in quei casi dove anche una voce "clamans in deserto" può essere utile.Osservo che la contabilità analitica o lo "Activity based costing" è carente anche in una rilevante percentuale delle imprese italiane, forse perché, ma questa non è una giustificazione tecnica, oltre il 90% delle nostre aziende ha meno di 10 dipendenti. Il fatto di non sapere quanto costa una determinata attività, non solo è contro una buona prassi di gestione, ma induce anche comportamenti impropri in tutti i livelli organizzativi. La consapevolezza di quanto "io costo", non solo desumibile dallo stipendio percepito, costituisce una vera e propria crescita culturale determinante per stabilire strategie ed obiettivi condivisi. Purtroppo non sono in grado di dare i numeri: mi limito a citare la recente notizia che 14 comuni della Valdarno hanno deciso di accorparsi in due sole amministrazioni: Valdarno Aretina (10 Comuni), Valdarno di Firenze (4). Visto che ci permettiamo il lusso di avere in Italia oltre 8000 Comuni, con oneri di ogni genere, l'esempio citato mi sembra degno di menzione e di lode.

contabilita'

caro vincenzo
ottimo commento molto interessante
complimenti
scrivimi ciaccia@iss.it
francesco
mi occupo di economia e sociologia politica
24 settembre 2008