Intervista

Talento e merito nella pa... Che fine fanno le giovani promesse?

“Che fine hanno fatto, ad un anno di distanza questi giovani? E che fine faranno quelli di oggi?”. È la domanda con cui Carlo Mochi Sismondi ha aperto giovedì scorso il convegno di premiazione della seconda edizione del premio TesiPA organizzato dal Consorzio NuovaPA e dedicato al tema dell’innovazione nella pubblica amministrazione. Giovani “cervelli” che hanno scelto di chiudere il proprio corso di studi approfondendo un aspetto della pubblica amministrazione e, in molti casi, hanno provato a dare una risposta concreta ad un problema. Che fine hanno fatto?... Che fine faranno?

Che senso ha premiare il talento di un giovane se, poi, a quel giovane non  viene data la possibilità di mettere a frutto le sue qualità ed il suo impegno? Come si fa a sviluppare il talento e l’innovazione in un contesto statico come quello della pubblica amministrazione che non si pone il problema della costruzione di carriere di uscita? Quali sono le speranze?

Abbiamo provato a chiederlo ai vincitori ex aequo di quest’anno: Idiano D’Adamo e David Rinaldi, un ingegnere gestionale ed un economista. A loro la parola!

Idiano D'Adamo - Università degli Studi dell'Aquila - Facoltà di Ingegneria, vincitore con la tesi dal titolo: "Analisi strategica delle infrastrutture viarie: valutazione di un progetto con il metodo delle opzioni reali".

David Rinaldi - Università degli studi di Firenze - Facoltà di Economia, vincitore con la tesi dal titolo: "Applying Social and Environmental Sustainability to the Regulatory Governance of Public Utilities".

A FORUM PA 2009 un'intera sezione espositiva e congressuale sarà dedicata al tema del lavoro pubblico e delle risorse umane.

Durante il convegno è stata anche presentata l’indagine “Giovani nuove professionalità e Pubblica Amministrazione” che analizza la condizione lavorativa e le aspettative dei 100 partecipanti all’edizione 2008 del premio TesiPA. Eccovene una brevissima sintesi, mentre il rapporto completo è scaricabile qui.

Dei 100 giovani partecipanti a TesiPA 2008 meno del 11% è ancora in cerca di occupazione, il 20% ha continuato a studiare, con dottorato o con un assegno di ricerca o a spese proprie, mentre il 69% lavora già, equamente diviso tra pubblico (35%) e privato (34%).

A guardare i desideri, però, la maggior parte dei ragazzi (54%) vorrebbe lavorare nel pubblico, contro il 27% che preferirebbe il privato ed il 19% che sogna di mettersi in proprio. Le motivazioni dietro a questa scelta sono (ovviamente) la sicurezza del posto di lavoro, ma anche l’autorealizzazione.

Lo sguardo dei giovani laureati sulla pa è severo: il 57% sostiene di non aver notato alcun cambiamento nella pa negli ultimi anni ed il 12 % nota addirittura un peggioramento.

Tra le leve necessarie al cambiamento gli intervistati indicano il ricambio generazionale, nuove competenze e motivazione. Non servono nuove leggi!

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Commenti

Merito, Competenze, Nuove Tecnologie, Vecchi Dirigenti

Laurea in Informatica, dopo circa 20 anni lavorati in una software house nazionale (capo progetto), da 10 nel pubblico (per scelta legata a seri motivi familiari), oggi che non sussistono più tali motivi, volentieri tornerei indietro.
Dopo aver vinto il concorso da D1 nel comune, il dirigente comunale mi accoglie con la frase: “Finalmente è arrivato quello che metterà i numeri nel televisore !”.
Comincio a presentare fin dal 1999 progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informatici, una rete LAN, un progetto di sito istituzionale, posta elettronica, ecc. - non ci sono mai fondi, occorre attendere i finanziamenti di e-goverment ed i fondi POR 2000-2006.
Progetti di e-goverment: per motivi politici il comune sceglie di aderire al progetto “DOCAREA” (ex Panta-Rei) del Comune e della provincia di Bologna, non aderisce al progetto “APULIAE” nella mia regione. Cambio di colore politico alla provincia locale, si esce da DOCAREA, non si sta in APULIAE, si è fuori da tutto.
La rete LAN si realizza (parzialmente) solo nel 2004 a cinque anni dal progetto.
Si riesce ad aggiudicarsi come Comune capofila un progetto POR da circa 2.000.000 di euro, si riesce a creare una intranet fra 13 comuni, si completano le reti LAN di questi 13 comuni, si crea un portale del territorio.
Nel 2006-2007, riesco a cambiare tecnologie e fornitori di software, limitando le aree informatizzate a due soli fornitori a livello nazionale che collaborano e non creano problemi di compatibilità tra sistemi.
Nel 2008, cambio di guardia politica al Comune.
Per quanto riguarda il progetto POR: “NON CI INTERESSA QUESTO PROGETTO”, “può anche morire”, “non possiamo fare da balia ad altri comuni”, viene mandato a casa il dirigente che l’ha voluto (l’ex segretario comunale). Quello che si è realizzato prima non và.
Nuovo segretario comunale, nuovi programmi, nuovi fornitori, nuove disposizioni.
Tutto quello che hai fatto, hai chiesto, hai elemosinato per nove lunghissimi anni, non funziona più, non va più bene, ti distruggono il lavoro di 9 anni.
Guardando dei cartoni di stampanti laser, mi dicono “questi sono i nuovi computer arrivati … li porti in quell’ufficio, il giorno dopo gli stessi in un altro ufficio, il giorno dopo forse è meglio in quell’altro” (ma su quei cartoni non c’è disegnato un computer, è disegnata una stampante). La mia attuale principale attività è fare l’help desk, la progettazione non si fa più, la fanno loro spannometricamente ed a sensazione.
Mettete dei fiori, c’è da mettere un filo del telefono, aiuta la collega che non sa chiamare il numero verde per farsi rilasciare una password.
Dalla padella … nella brace. Si naviga a vista, nella più totale approssimazione.
In questi 10 anni il mio livello giuridico è ancora D1, perché nessun amministratore e nessun dirigente in 10 anni ha pensato che un ruolo da responsabile sistemi informatici, con laurea dovrebbe avere quanto meno il D3. Forse do fastidio perché voglio innovare ?
Ma si sono inventati tanti posti da D3 nei settori amministrativi e gente che si è laureata mentre lavorava, assunta di categoria B oggi è D3.
La posizione organizzativa non esiste perché non ho dipendenti alle mie dipendenze.
Non esiste l’indennità di alta specializzazione.
Progetti obiettivo ( a parte la gestione del “millenium bug” ) non è arrivato più niente.
Vengono premiati progetti di abbattimento delle pratiche arretrate (arretrati creati ad hoc).
Potrei scrivere un libro.
Penso un giorno di scrivere al ministro Brunetta, per dirgli:
Caro Ministro, i dipendenti della P.A. innanzitutto non sono tutti fannulloni, io vedo che ce ne sono tantissimi che lavorano, almeno il 60% - ma lavorano malissimo, ce ne sono un altro 30% che non sono motivati e che non rendono, il 10% sono come li descrive lei.
La verità è che nella pubblica amministrazione, i compiti di indirizzo (dei politici) e i compiti di gestione (dei dirigenti) non sono mai stati separati.
Sono i politici ancora oggi che dettano la gestione ( e di ogni colore, non fanno distinzione).
Per quanto riguarda i dirigenti, fino ad oggi ne ho visti davvero pochissimi che sanno usare un computer, ancora oggi i dirigenti scrivono la minuta a mano e la passano al loro assistente.
Tanti funzionari, anche giovani non sanno usare o usano poco le nuove tecnologie.
Ho l’impressione che non si vuole innovare perché innovazione significa trasparenza e non si vuole essere trasparenti.
Ma sentendo tanti colleghi all’esterno, questo non avviene solo da me, ma in tanti, tantissimi enti pubblici; pochi funzionano !.
Quindi ancora una volta è il manico che non funziona perché incapace e vecchio, che non vuole mettersi da parte e lasciare spazio ai giovani.
Si vogliono tenere i dirigenti fino a 70 anni, ma oggi ne hanno 50 e sono dei perfetti ignoranti (nelle nuove tecnologie).
Se la PA deve innovarsi deve far fuori il vecchio, ma ho dei seri dubbi che questo avvenga.
Scusate tutti lo sfogo, ho da fare ancora 10 anni di servizio, ma se li devo fare come gli ultimi 10, penso che tra un paio d’anni mi cerco di nuovo un lavoro privato o mi metto in proprio, per chiudere una carriera almeno con un briciolo di soddisfazione personale … ed al diavolo la P.A. che non vuole innovarsi e non ti merita.

personalmente ho vinto un

personalmente ho vinto un conconorso nella P.A. grazie a competenze personali ed ad un curriculum sudato:
laurea con 110/110L, diritto di pubblicazione della tesi, effettiva pubblicazione della stessa con i fondi del Fondo per l'Ambiente Italiano a seguito di un concorso bandito dalla sezione locale, numerose pubblicazioni, ricerche in collaborazione con l'università, corsi professionali, ecc.

ma il momento dell'accesso, soprattuto quando si tratta di professioni tecniche, è il momento meno tragico di tutta la carriera.

dopo l'assunzione ho continuato a fare ricerca, a scrivere saggi ed articoli su riviste specialistiche, il mio lavoro all'interno dell'ente è stato apprezzato più volte a livello nazionale (urbanpromo, forum pa, ... dove ho personalmente rappresentato l'ente rerazionando in convegni o predisponendo poster per mostre), ho conseguito un dottorato di ricerca ed un master di secondo livello, ma tutto ciò sembra non interessare a nessuno, ho predisposto DA SOLA il documento di partecipazione al concorso "premiamo i risultati", ottenendo, per ora, l'ammissione alla fase finalista,...

a seguito del pensionamento del dirigente vi è stata una riorganizzazione interna e nell'assegnazione delle posizioni organizzative è stata scelta una persona che ha solamente il diploma, è stata assunta con contratto a tempo determinato e poi stabilizzato grazie alla lagge, da quando è in provincia fa sempre la medesima attività (l'istruttore tecnico)... alla faccia della professionalità, dell'aggiornamento, del dinamismo e della cultura del risultato!!!