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La politica che capisce internet: nasce l'Osservatorio Il Futuro della Rete

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Foto di NguyenDai

Lo scorso 20 febbraio si è tenuto un incontro, promosso dall’Onorevole Mario Valducci, Presidente della IX Commissione Permanente della Camera (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), che ha raccolto attorno ad un tavolo 29 top manager delle principali aziende italiane di telecomunicazioni. Obiettivo: avviare un dialogo ed un confronto su quali siano le migliori strategie da perseguire per diffondere nel Paese, tra le aziende e, soprattutto nella classe politica italiana, la consapevolezza che il futuro è nella rete.

Ultimamente sembra che chi è incaricato di decidere e “regolare” l’utilizzo di internet in Italia non riesca a cogliere in pieno il potenziale positivo della rete, sia in termini di sviluppo economico che di “diritto di cittadinanza”, ma solo quello distruttivo, malvagio, pericoloso, terroristico...
Questa sensazione diviene tangibile se elenchiamo alcuni recenti provvedimenti proposti da Politici italiani come: l’emendamento al ddl sicurezza (ddl 733 del senato) che autorizza il  Ministro dell'Interno ad interrompere un servizio on line che violi le leggi legate all'apologia di reato (compresi i grandi social network come facebook o youtube in cui i contenuti sono generati dagli utenti); la proposta di legge antipirateria dell’Onorevole Barbareschi; il ddl 2195, proposto dall’Onorevole Carlucci, che tenta un approccio poco chiaro al tema dell’anonimato in rete; e, infine, le recentissime dichiarazioni del Ministro Maroni sulla necessità di decriptare le conversazioni degli utenti di skype.

A FORUM PA 2009 un'intera sezione espositiva e congressuale sarà dedicata ai servizi on line per i cittadini e al nuovo modo di concepire il servizio pubblico. Vai allo Zoom Amministrare 2.0.

Insomma, mentre da una parte l’Italia si dichiara impegnata a perseguire gli obiettivi della società dell’Informazione, dall’altra il web viene ancora percepito, da chi ci governa, come una minaccia.

Per fortuna, però, non è sempre così e a dimostrarlo, lo scorso 20 febbraio, è stato l’incontro promosso dall’Onorevole Mario Valducci, Presidente della IX Commissione Permanente della Camera (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), che ha raccolto attorno ad un tavolo 29 top manager delle principali aziende italiane di telecomunicazioni, per avviare un dialogo ed un confronto su quali siano le migliori strategie da perseguire per diffondere nel Paese, tra le aziende e, soprattutto nella classe politica italiana, la consapevolezza che il futuro è nella rete.

Obiettivo principale dell’incontro, che prendeva origine dalle conclusioni dell’indagine conoscitiva sull'assetto e sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni elettroniche (svolta dalla IX Commissione), era valutare l’interesse delle aziende a dare vita ad un Osservatorio privato, in grado di fornire al mercato e alle istituzioni, attraverso dati, ricerche e adeguata comunicazione, le basi conoscitive per politiche coerenti e condivise. Un'adeguata rete infrastrutturale e una più ampia ed accessibile offerta di servizi on line per cittadini ed imprese rappresentano, infatti, un obiettivo fondamentale per il Paese, una condizione abilitante di sviluppo per qualunque settore economico del tessuto produttivo.

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Un’iniziativa davvero fuori dall’ordinarietà, sottolineata sia dalla meraviglia del Presidente Valducci di vedere (sue testuali parole) “l’aula della IX Commissione per la prima volta così partecipata e piena di gente”, sia dall’entusiasmo con cui i rappresentanti delle aziende hanno accolto l’idea dell’Osservatorio e l’invito a parteciparvi.

Ma andiamo con ordine: l’Osservatorio sulla diffusione delle reti telematiche e dei servizi on line, che prenderà il nome di “Futuro della rete”, sarà un’iniziativa indipendente e privata, finanziata dalle aziende che accetteranno di parteciparvi. Dal punto di vista organizzativo e logistico l’Osservatorio sarà gestito e animato da FORUM PA e le sue attività si articoleranno su quattro filoni specifici:

  • Sensibilizzazione nei confronti delle imprese, soprattutto piccole e medie, per renderle consapevoli dei risparmi in termini di costi e della maggior efficienza che derivano dall’accesso ad una rete di telecomunicazioni moderna; e sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza, comunicando e rendendo evidente il messaggio che Internet è un elemento di qualità della vita.
  • Mappatura delle reti attraverso un’indagine che “censisca” le infrastrutture pubbliche e private esistenti, al fine di recuperare informazioni importanti (ancora oggi non disponibili in maniera organica e sistematizzata) sulle caratteristiche, le interazioni e le reali potenzialità del sistema, utili ad indirizzare le politiche ed i programmi di sviluppo successivi.
  • Lotta al digital divide attraverso un’indagine e un’attività di raccolta delle best practice realizzate dalle amministrazioni centrali e locali in termini di lotta al digital divide  che mettano in evidenza non solo le reti realizzate, ma, soprattutto, la loro incidenza sul tessuto produttivo.
  • Incentivo alla domanda di connettività attraverso iniziative volte a raccogliere e diffondere le best practice realizzate dalle amministrazioni centrali e locali in termini di sviluppo e rilascio di servizi in grado di far crescere l’interesse dei cittadini e delle imprese e ampliare il mercato ormai vicino alla saturazione.

Tornando al tema iniziale del rapporto tra politica e reti, quindi, l’idea del Presidente Valducci sembra davvero rappresentare un segno di discontinuità che ha ricevuto il plauso unanime da parte di tutte le aziende.

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Moltissimi gli interventi in aula che hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di un’iniziativa di questo genere, nata con una forte sponsorship istituzionale in grado di portare all’attenzione della politica e non solo del Governo (come spesso si cerca di fare) il tema dell’infrastruttura di rete come un elemento abilitante per lo sviluppo del Paese. L’investimento in una rete moderna e lo sviluppo di servizi che spingano le persone e soprattutto le aziende ad usare internet, si è detto durante l’incontro, può essere un vero fattore anticiclico, che - a differenza degli incentivi al consumo e degli sgravi una tantum – sia in grado creare occupazione e di spianare la strada ad una crescita reale nel momento in cui l’economia mondiale uscirà dalla recessione.

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