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Dal cibo al cinema, i linguaggi della scuola multiculturale #lamultiscuola a Roma

L’ISS Via Domizia Lucilla è un Istituto Alberghiero situato in un’ area di periferia notevolmente disagiata, quartiere dormitorio tra Primavalle e la stazione ferroviaria di Monte Mario, a Roma. La scuola è isolata rispetto all’abitato e confina con un campo rom.  Al  momento vi sono iscritti 1280 studenti, di cui 233 con cittadinanza straniera (18,2%). Tra loro circa 150 presentano serie difficoltà nella lingua italiana. La presenza di ragazzi provenienti da altri Paesi tende a crescere col tempo.  Da 15 anni la scuola ha dato avvio a un progetto per l’ intercultura che attualmente coinvolge 37 classi su un totale di 61. Nel progetto confluiscono diverse attività: gare gastronomiche di cucina multietnica e incontri con film o spettacoli che trattano temi relativi all’immigrazione. Importante la presenza, a un centinaio di metri dalla scuola,  di un campo Rom che è stata più volte pretesto per episodi di propaganda razzista, soprattutto da parte di organizzazioni esterne alla scuola. Questa stessa propaganda è stata argomento di discussione in occasioni come la giornata della memoria.

Insegnamento/ apprendimento della lingua italiana
Da due anni è stato avviato un progetto pilota di utilizzo del cinema come veicolo privilegiato di insegnamento della lingua italiana. Il progetto, sperimentato al momento su due classi del biennio ma destinato ad estendersi, è nato da un doppio problema: la presenza in numerose classi di molti ragazzi stranieri e la necessità di inserirli in un contesto inclusivo senza costringerli a uscire dalla classe o a ritornare a scuola nel pomeriggio per frequentare un corso di lingua. Il problema si è trasformato in una opportunità per le classi coinvolte attraverso la visione comune di film basati su temi legati al rapporto tra etnie diverse e  capaci di interessare giovani adolescenti. Perché è difficile immaginare un mezzo di comunicazione universale e emotivamente coinvolgente più di un buon film, in grado di raccontare una storia interessante utilizzando tutti i mezzi tecnici, tecnologici e artistici di cui il cinema dispone. Una metodologia didattica che si è rivelata in grado di  sviluppare tutte le fondamentali competenze linguistiche: l’ascolto, la lettura della sceneggiatura, il riassunto orale, il riassunto scritto. Per coloro che avevano competenze minime in lingua italiana si è semplicemente lavorato sul lessico e sulla formulazione di frasi minime, orali e scritte, mentre compiti più complessi – riassunto, descrizione di scene, dialoghi - sono stati affidati ad altri, privilegiando una didattica basata soprattutto sulla comunicazione. In questo modo si è lavorato in uno spazio comune, inclusivo anche dal punto di vista emotivo, e interdisciplinare.  Progressivamente è emersa la possibilità di estendere questa metodologia didattica ad altre materie: le altre lingue straniere, il diritto, l’economia, la storia, la geografia e alcune materie come la fisica e le scienze. Il progetto si è anche rivelato un’ottima occasione per favorire il lavoro di squadra tra docenti di diverse materie.

Attraverso la presenza di ragazzi non italiani è possibile creare delle unità didattiche che rendano molto più stimolante e concreto l’insegnamento di molte materie: attraverso il viaggio, ad esempio, si possono evidenziare argomenti di carattere geografico, storico, linguistico, scientifico (il clima, i fusi orari ecc.) avendo di fronte persone che incarnano fisicamente degli spazi, delle storie, delle culture, delle tradizioni che senza le loro storie e i loro racconti risulterebbero molto più astratti. Queste pratiche didattiche portano inevitabilmente a un lavoro di squadra tra i docenti e a cambiamenti e arricchimenti dei programmi tradizionali. In un Istituto alberghiero poi il confronto tra le diverse tradizioni culinarie è stato, grazie alla sua concretezza, una conseguenza spontanea, immediata, con importanti ricadute positive sui rapporti tra i docenti e tra gli studenti.


In occasione della scorsa Biennale dello Spazio Pubblico, nel laboratorio "Scuola e Spazio pubblico interculturale" coordinato da Vinicio Ongini, del MiUR con il supporto di FORUM PA, per l'Istituto Alberghiero di via Domizia Lucilla, Roma sono intervenuti gli insegnanti Paola Cavina, Sergio Kraisky, Silvana Mazzea.

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