Articolo

La rivoluzione culturale: quando uno svantaggio diviene un vantaggio #lamultiscuola a Firenze

Stando ai dati rilevati dal Servizio Statistica del Comune di Firenze per l’anno in corso, il Quartiere 5, dove si trova l'IIS Sassetti Peruzzi non solo è il più popoloso della città, ma ha anche la più alta percentuale di stranieri in rapporto alle nazionalità presenti sul territorio comunale. La Dirigente scolastica, Barbara Degli Innocenti, intervenuta al laboratorio "Scuola e Spazio Pubblico Interculturale" della Biennale Spazio Pubblico 2015, ha preparato per noi la scheda di presentazione.

La scuola
L’Istituto Professionale di Stato Sassetti Peruzzi nasce nel 1996, dalla fusione dei due omonimi prestigiosi Istituti presenti nel territorio fiorentino fin dall’inizio del ‘900 e dedicati vocazionalmente al commercio.

Dall’a.s. 2014-2015 è stato attivato anche il Tecnico Turistico e, per effetto del dimensionamento, l’Istituto ha assunto la nuova denominazione di Istituto di Istruzione Superiore (IIS). L’Offerta Formativa dell’Istituto comprende quindi tre indirizzi di studio:

  • IP Servizi Commerciali con Percorsi IeFP triennali in sussidiarietà integrativa per il raggiungimento della Qualifica Regionale;
  • IP Socio Sanitario;
  • IT Turistico.

E' pienamente attiva, con i due indirizzi professionali, anche l’Educazione degli Adulti, con corsi serali in Sede e presso la Casa Circondariale di Sollicciano.
L'attività dell'Istituto si svolge in due sedi: la Sede Centrale di Firenze sita in Via San Donato, 46, 48, con la Succursale al n. 50 della stessa via e la Sezione Coordinata di Scandicci - località Le Bagnese- in Via Antonio Ciseri, 5.
Il bacino d'utenza della popolazione scolastica è nettamente diversificato nei due comuni: Firenze accoglie in larga parte la popolazione straniera (soprattutto cinese ma anche di lingua ispanica e dell'Est Europa) de Le Piagge e della piana di Campi; su Scandicci affluisce anche per contiguità geografica l'area del Chianti Fiorentino (oltre San Casciano fino all'IC di Tavarnelle/Barberino). La dislocazione territoriale ed il rapporto con l’habitat sociale connota quantitativamente (alunni/classi) e qualitativamente (popolazione italiana/popolazione non italiana) i due plessi.
Il focus della progettazione didattica ed educativa si concentra dunque sul plesso fiorentino, per la complessità delle dinamiche dell’accoglienza e dell’inclusione.

Scenario territoriale
La sede Centrale di Via San Donato è collocata nel Quartiere 5 RIFREDI, il più esteso e popolato, che occupa il quadrante nord-ovest della città, direttamente confinante con i comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, in stretta area prossimale alla provincia di Prato: Il Quartiere 5 comprende al suo interno varie zone urbanistiche, anche molto diverse per origini ed assetto topografico, come Statuto, Rifredi, Novoli e alcuni sobborghi come Brozzi e Peretola. Ospita molte strutture
di ampio rilievo urbano e metropolitano quali il grande Policlinico di Careggi, l'Ospedale pediatrico Meyer, il Centro traumatologico ortopedico, le sedi di molte Facoltà (economia, giurisprudenza, scienze politiche, ingegneria, medicina e chirurgia, farmacia, scienze matematiche fisiche e naturali) dell'Università degli Studi, l'importante stazione di Firenze Rifredi, il nuovo Palazzo di Giustizia, l'Aeroporto di Firenze e l'inizio dell'Autostrada A11.
Nel Quartiere 5 è presente poi la maggioranza degli insediamenti industriali rimasti dentro i confini del comune di Firenze e non spostatisi nell'hinterland, come il Nuovo Pignone-General Electris. L’Istituto è collocato a breve distanza dal parco delle Cascine, fra Via Baracca e Via di Novoli, sulla principale direttrice urbana verso Peretola e Prato, nell’area una volta corrispondente ai giardini di Villa Demidoff (come testimoniato dalle due edicole che sono presenti all’ingresso principale) , ora oggetto di recupero architettonico ed edilizio: Nel piano di recupero architettonico della zona, la valorizzazione del tessuto urbano di Novoli, prima periferia residenziale degli anni ’50 e ‘60, poi compromessa dalla presenza di campi nomadi all’Olmatello, in prossimità del vecchio mercato ortofrutticolo (ora Mercafir) e dell’ingresso all’A 11, ha visto l’edificazione del nuovo Palazzo di Giustizia e la lottizzazione ad uso abitativo e funzionale dell’area di San Donato e dell’omonimo parco:

Il contesto sociale
Stando ai dati rilevati dal Servizio Statistica del Comune di Firenze per l’anno in corso (Aprile 2015), il Quartiere 5 non solo è il più popoloso della città, ma ha anche la più alta percentuale di stranieri in rapporto alle nazionalità presenti sul territorio comunale. Giova inoltre osservare che il Quartiere 5 ospita nuclei familiari “non nucleari” (più di tre componenti): i cui componenti si collocano prevalentemente nella fascia d’età “attiva” (15-64). 

L’utenza scolastica
Da poco meno di un decennio, per i mutati assetti socio-territoriali (flussi migratori, ricongiungimenti familiari, stanzialità di II generazione) si assiste, nelle classi a corso ordinario del plesso di Firenze (in border line con la provincia di Prato), ad una iscrizione in massa di alunni di nazionalità non italiana:

ANNO SCOLASTICO

TOTALE
ALUNNI

ALUNNI
ITALIANI

ALUNNI
STRANIERI

ALUNNI ROMENI ALUNNI PERUVIANI

ALUNNI CINESI

ALUNNI ALBANESI
2012 2013 439 152 287 14 27 167 16
2013 2014 516 182 334 14 27 213 14
2014 2015 541 210 331 17 21 198 20

 

Dall'accoglienza all'inclusione
Questi sono studenti che spesso arrivano dai loro Paesi di origine direttamente nella scuola superiore; inoltre non tutti hanno frequentato la scuola secondaria di primo grado o elementare; molti   hanno un passato scolastico precario nel proprio Paese ed alcuni sono addirittura analfabeti, con conseguenti   enormi difficoltà di apprendimento. 
Gli studenti di origine cinese invece spesso hanno fatto le scuole (qualcuno anche le superiori) ma hanno difficoltà per l'apprendimento della lingua a causa dell’enorme diversità della tipologia della loro lingua rispetto alla nostra.
C’è poi da sottolineare che la presenza di un numero così elevato di ragazzi di origine cinese determina una difficoltà di integrazione degli studenti ma contemporaneamente anche una difficoltà di apprendimento della nostra lingua, venendo meno la motivazione di un contatto con i coetanei italiani.Senza dunque voler stilare un “cahier de doleance”, le criticità tipiche di un istituto professionale si sommano inevitabilmente a quelle di un contesto socio-territoriale specifico:

  •  fatica di comunicazione con alunni e famiglie;
  • in molti casi difficoltà se non impossibilità del semplice svolgimento dei programmi di scuola superiore;
  • debolezza degli alunni volenterosi nell’affrontare l’esame di Stato per ovvi problemi linguistici
  • difficoltà per gli studenti di origine italiana;
  • difficoltà dei docenti che si sentono spesso inadeguati e impreparati
  • difficoltà di un continuo controllo e stimolo alla frequenza, poiché tantissimi alunni cinesi alternano la scuola a periodi di lavoro;
  • difficoltà a gestire ragazzi immigrati con difficoltà linguistiche ma comunque adolescenti che spesso non vengono a scuola ma vanno con frequenza e di nascosto dai genitori in sale da gioco. I genitori sono inconsapevoli e impotenti di fronte a queste trasgressioni dei figli proprio per la barriera comunicativa che c’è tra le famiglie e la scuola;
  • mancanza di fondi per i corsi di alfabetizzazione, per la semplificazione dei testi e per programmi con livelli diversificati che rendono una sola classe più classi;
  • mancanza di un mediatore come figura istituzionale che è generalmente previsto per le scuole elementari e medie (dove paradossalmente l’integrazione è più facile) e non per le scuole superiori dove c’è comunque da assolvere un obbligo scolastico.

Negli ultimi due anni, grazie alle attività di orientamento in ingresso con le Scuole Secondarie di I grado ed al proficuo rapporto fra Funzioni Strumentali dedicate all'Intercultura, è in aumento l'ingresso di studenti cinesi di Seconda Generazione, molti dei quali frequentanti anche la Scuola Cinese dell'Istituto Gandhi presso la Secondaria di Primo Grado Paolo Uccello (Quartiere 5).

Il riposizionamento strategico
L’analisi dei dati statistici sui flussi in ingresso e in uscita (contrasto alla dispersione ed al drop out) hanno portato l’Istituto a riallacciare contatti “storici”, risalenti alla seconda metà degli anni ’90, con gli stakeholders locali, soprattutto con una organizzazione ONG deputata alla mediazione interculturale, il COSPE, nella figura di Maria Omodeo, titolare di cattedra all’Università degli Studi di Firenze per l’insegnamento di Lingua e Cultura Cinese, promotrice della Rete “Ragazzi in movimento”, promossa dalla Regione Toscana per favorire lo scambio interculturale fra le scuole toscane e le scuole cinesi della regione dello Zhejiang. Grazie alla sua intermediazione, è stato stilato un ulteriore protocollo di rete, denominato “Scambiando s’impara”, fra scuole secondarie di primo e di secondo grado interessate sul territorio ai forti flussi migratori della popolazione scolastica cinese, con la messa in atto di un partenariato attivo con AICIC (Associazione di Interscambio Culturale Italia Cina), autorevolmente presieduta dal collega Pan Shi Li, preside della Scuola Cinese del centro Ghandi e referente di contatto con la comunità locale e con gli uffici regionali cinesi del Ministero per l’Emigrazione (Qao Ban).
Così, nel gennaio 2014 si è svolto presso l’Istituto un primo convegno della rete locale, in cui è stata posta la prospettiva di un “ribaltamento” del vissuto storico dell’Istituto: da scuola dei cinesi a scuola per il cinese.
Nei mesi successivi, lo studio dello scenario sociale ed economico del territorio, dove operano numerose imprese commerciali, logistiche e turistiche nell’interscambio Italia-Cina, ha portato allo sviluppo di un progetto sperimentale di “curricolo internazionale in lingua cinese”, che è stato presentato al Seminario Nazionale MIUR per Dirigenti di scuole multiculturali che si è tenuto a Prato, nel mese di Aprile 2014, alla presenza del Ministro Stefania Giannini: Determinante è quindi stata la missione del Dirigente Scolastico nel Maggio 2014, durante la quale sono stati ratificati i partenariati di scambio e collaborazione didattica con due importanti Istituti Superiori cinesi, nonché i colloqui con i funzionari del ministero per l’educazione (provveditorato locale) e per l’emigrazione, incentrati sul problema del successo umano e formativo dei ragazzi cinesi, altalenanti fra due mondi e due culture (i cosiddetti “rientrados”), e sulla conseguente necessità di attivare procedure formali di “accompagnamento” della documentazione scolastica.

Così, nel Giugno 2014 è stato sottoscritto un accordo pluriennale fra l’Istituto e AICIC (con il sostegno del COSPE), per l’attivazione nella sezione sperimentale dell’IP Servizi Commerciali di n° 2 ore settimanali in orario aggiuntivo di lettorato in lingua cinese con docenti madrelingua; e nel settembre 2014, con l’applicazione dell’autonomia in organico di fatto, ha avuto inizio la sperimentazione sulla classe 1C dell’IP Servizi Commerciali:


 

* con docenti madrelingua della Scuola Cinese di Firenze
* ore nelle quali sono presenti due docenti in compresenza

Rispetto ai consueti moduli CLIL offerti nei licei linguistici e scientifici, il curricolo d'istituto progettato in via sperimentale per l’IP Servizi Commerciali (e prossimamente per il neo costituito IT Turistico) mira all'acquisizione bilingue delle discipline tecnico-professionali (economia aziendale e turistica, diritto), con un significativo potenziamento delle competenze specifiche in uscita dal quinquennio. Importante è inoltre la possibilità offerta in partenariato dalle imprese locali per l'implementazione di attività di alternanza scuola-lavoro dedicate, su cui l'Istituto ha già in essere una esperienza consolidata.

Una volta acquisito e consolidato il curricolum internazionale cinese, visto il trend di incremento degli istituti con curvatura bilingue italo-cinese, non è impensabile l’ipotesi di valorizzare anche sotto il profilo giuridico (valore legale del titolo di studio) il grado di specializzazione linguistico -professionale dei futuri diplomati, anche per una prosecuzione universitaria degli studi nei due paesi. Il processo di internazionalizzazione a cui l'Istituto intende dare avvio, mira perciò, nello sviluppo delle attività, al pieno riconoscimento del percorso didattico bilingue, secondo il modello ESABAC.

Una scuola come la nostra, che fino ad ora è apparsa di difficile e complessa gestione, con lo statuto di scuola internazionale potrebbe trasformarsi in una scuola di eccellenza, grazie al potenziamento delle attività di inclusione ed allacciando rapporti sempre più frequenti e proficui con la Cina a beneficio di tutto il territorio.


Barbara Degli Innocenti è il Dirigente scolastico dell'IIS Sassetti Peruzzi - Firenze e curatrice di questa presentazione. In occasione della scorsa Biennale dello Spazio Pubblico è intervenuta nel laboratorio "Scuola e Spazio pubblico interculturale" coordinato da Vinicio Ongini, del MiUR con il supporto di FORUM PA,

 

Nessun voto