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L’approccio partecipativo nell’Healthcare: una introduzione a patient empowerment e al choosing wisely

I Medici di Base (MdB) sono i “gatekeepers del SSN”, a cui è affidata l’assistenza e la cura di un gran numero di pazienti (la grande maggioranza dei MdB è costituita dai cosiddetti “massimalisti”, che assistono circa 5mila pazienti!), ai quali erogano servizi vari: dalla visita domiciliare, al rilascio di ricette per medicinali (anche semplici ripetizioni di ricette per farmaci continuativi), ai certificati di malattia, o di sana e robusta costituzione, alle richieste per prestazioni specialistiche o ricoveri. Il Sistema Sanitario Nazionale (e non solo il sistema italiano) si trova quindi a dover mediare fra le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica e di ottimizzazione della risorsa tempo da un lato, e una tendenza dei pazienti al “consumismo sanitario” dall’altra. Questo in un panorama in cui, all’invecchiamento complessivo della popolazione, consegue che il capitolo più importante nella quotidianità del servizio sanitario sia l’assistenza alla cronicità.

Una richiesta di assistenza sovradimensionata rispetto alle reali esigenze dei pazienti ha come possibile risvolto una minore accuratezza della assistenza stessa, e un aumento della probabilità che si verifichino ritardi o errori.  

Migliaia di pazienti in Italia (milioni nel modo) soffrono per complicazioni e si espongono a rischi che potrebbero essere ridotti grazie ad una più diffusa consapevolezza dei servizi disponibili e dei canali di accesso, che conducesse ad una centralità e ad un coinvolgimento più diretto dei pazienti stessi come reali partner del processo di assistenza.

Le società dei paesi sviluppati sono costrette oggi ad affrontare valutazioni importanti e ridimensionamento dei costi – in particolare riflettendo su ciò che è o crea valore. I governi non possono prendere da soli queste decisioni, e neppure il personale sanitario: come nell’industria il valore viene definito da colui che fruisce o meno del servizio erogato, così per la sanità il paziente dovrebbe partecipare ai processi decisionali sulle politiche sanitarie (BMJ 2013;346:f1990).

Nello specifico, quella che viene definita come “participatory medicine” è una visione che rivoluziona l’approccio all’assistenza sanitaria, che auspica un cambiamento radicale nei sistemi di potere e una rinnovata attenzione sulla missione principale dei sistemi sanitari, una vera e propria rivoluzione (la “Patient Revolution” chiamata a gran voce in (BMJ 2013;346:f2614), che conduca alla partecipazione congiunta di medici e pazienti alla progettazione e attuazione di nuove politiche, sistemi e servizi, e decisioni cliniche.

Pazienti e medici insieme possono identificare e ridurre gli interventi ingiustificati e inefficaci: in altre parole possono cooperare per scegliere con consapevolezza: Choosing wisely.

In un’ottica che miri alla qualità e all’adeguatezza dell’assistenza sanitaria, il cittadino dovrebbe  essere in grado di valutare quando e attraverso quali canali sia opportuno richiedere quali servizi di assistenza, in modo da evitare sovraccarichi per il SSN – che si traducono in lentezza e scarsa qualità. Perché ciò sia possibile ha bisogno di strumenti di supporto in termini di informazione e formazione sul proprio stato di salute e sui servizi a sua disposizione, che lo aiutino ad auto-assistersi da un lato, e ad accedere facilmente e rapidamente all’assistenza sanitaria dall’altro.

Gli strumenti online di supporto ai pazienti con malattie croniche o acute (per esempioACOR.com) sono risorse preziose: infatti mentre “i medici devono tenersi aggiornati su un'ampia varietà di patologie, e farlo mentre visitano decine di pazienti al giorno; i pazienti invece tipicamente conoscono solo loro una malattia, ma dal momento che sono costretti a dedicarci molto tempo, le loro conoscenze su quello specifico argomento possono essere molto approfondite” (BMJ 2013;346:f1990).

Informazioni “non istituzionali” sulle patologie e sull’assistenza sanitaria possono avere un valore enorme per i pazienti, e possono migliorare molto la loro esperienza di assistenza. Un paziente informato (un “paziente 2.0”) è quindi una risorsa preziosa per il sistema sanitario, e un potenziale produttore di valore per altri pazienti.

Dall’altra parte, ai medici (in particolare i MdB, gravati spesso da liste molto lunghe di assistiti) devono essere offerti canali di contatto e assistenza diversi da quello tradizionale della visita, e meno costosi di quest’ultimo dal punto di vista del tempo; poter scambiare con il paziente informazioni rapide e puntuali – magari integrate da immagini o altri dati – può consentire al medico di assisterlo adeguatamente in tutte quelle situazioni in cui non sia richiesta una presenza fisica.

Uno studio del Weill Cornell Medical College mostra che fornire a medici, infermieri e operatori sanitari accesso in tempo reale ai cosiddetti Virtual Health Records – delle cartelle cliniche trasversali, cioè composte da dati prodotti in diverse strutture sanitarie sparse sul territorio – ha degli effetti benefici sull’assistenza ai pazienti, ed inoltre evitava costi inutili: infatti – come mostra lo stesso studio – medici e operatori sanitari che hanno accesso ai dati del paziente sono più in grado di evitare di ospedalizzare i pazienti che non hanno bisogno di cure ospedaliere.

A maggior ragione, poter ri-prescrivere un farmaco continuativo, emettere un certificato, richiedere una prestazione specialistica, sono tutte operazioni che possono essere svolte rapidamente dal medico senza necessità di un contatto diretto o prolungato con il paziente: uno strumento che consenta di farlo a distanza ed elettronicamente, migliorerebbe la qualità del servizio in termini di rapidità (evitando code negli ambulatori), ottimizzazione dei costi, diminuzione del carico di richieste al SSN, alleggerimento del carico di lavoro sul MdB, maggiore consapevolezza e soddisfazione del paziente.

In questo contesto UNAMELALGIORNO rappresenta un progetto di innovazione nel dominio dell’Heatlhcare digitale. UNAMELALGIORNO è uno strumento digitale di e-health che ha l’obiettivo di migliorare la relazione tra paziente e medico di base e – di conseguenza – quella tra paziente e SSN; infatti, mira ad accrescere la consapevolezza dei cittadini circa il proprio stato di salute da una parte e l’accessibilità dei servizi sanitari dall’altra.

UNAMELALGIORNO è una piattaforma di e-health accessibile da PC, tablet e smartphone studiata per ottimizzare il rapporto paziente-medico di base. L’ingresso nella piattaforma avviene attraverso un login personale che dà accesso ad una serie di funzionalità a seconda del profilo scelto; il medico avrà a disposizione:

  • il suo archivio pazienti, con il fascicolo sanitario completo di ciascun paziente
  • un calendario per segnare appuntamenti
  • un sistema di messaggistica diretta con i pazienti
  • un archivio di risorse informative e consigli da sottoporre all’attenzione del paziente

Il paziente potrà usufruire di servizi quali:

  • richiesta di certificati e prescrizioni farmaceutiche di routine
  • prenotazione di una visita medica presso il medico di base
  • programmazione di screening preventivi
  • accesso alle informazioni relative alla tua storia sanitaria
  • consigli puntuali sulle proprie patologie

UNAMELALGIORNO è un progetto di BSD, uno studio di ergonomia e progettazione della user experience da sempre coinvolto nello sviluppo di progetti di design per lo Smart Healthcare.

 

Riferimenti

BMJ 2013;346:f1990 Dave deBronkart How the e-patient community helped save my life

BMJ 2013;346:f2614

 

 

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