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Quanto costa al Comune esternalizzare?

Molto spesso i Comuni italiani non riescono ad assicurare, per carenze economiche o di competenze, alcuni servizi ai propri cittadini. Quando questo avviene l’amministrazione è costretta ad “appaltarli” a soggetti terzi, il cosiddetto outsourcing o esternalizzazione. In Italia la pratica è molto comune, e non è anomalo vedere aziende private incaricate di assicurare il funzionamento di servizi pubblici ai cittadini.

Il tutto ovviamente ricade sulle tasche dell’amministrazione locale. Trattasi in maniera specifica delle spese che il Comune sostiene per eventuali prestazioni di servizi da parte di soggetti terzi rispetto l’ente comunale. Parliamo quindi di servizi che l’ente comunale deve garantire ai cittadini (es. la raccolta di rifiuti) e che decide di acquistare da soggetti terzi.

Nel 2012, per rendere l’idea, le 15 città più popolose d’Italia spendevano in media €625 pro capite per la prestazione di servizi . Classifica guidata da Milano, Roma e Venezia (nell’ordine) che spendevano tutte e tre oltre i €1.000 pro capite.

Fra le 15 città prese in considerazione, nelle ultime tre posizioni troviamo Napoli (€432,78), Catania (€375,47) e infine Messina (€182,75).

Per approfondimenti:


* openbilanci.it è la piattaforma web che rende finalmente pubblici i bilanci negli ultimi dieci anni di tutti i comuni italiani. Una grande quantità di dati grezzi e ufficiali è stata liberata ed è ora pronta per essere scaricata da cittadini, media e ricercatori. Inoltre confronti, classifiche e mappe sono di supporto per addentrarci in un ambito che non sia per i soli addetti ai lavori e che ci permetta di chiedere conto ai nostri politici.

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