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Ripartiamo dal Patto per la Sanità digitale a #FPA 2015

Questa mattina (martedì 12 maggio) l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i dati del suo rapporto annuale. Un anno positivo in cui sono tornati a crescere gli investimenti e sono stati raggiunti diversi traguardi. È l’occasione giusta per riprendere in mano la governance dell’innovazione in sanità e spingere l’acceleratore sul Patto per la sanità digitale tra Governo e Regioni.

Questa mattina (martedì 12 maggio) l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i dati del suo rapporto annuale. Un anno positivo in cui sono tornati a crescere gli investimenti e sono stati raggiunti diversi traguardi. È l’occasione giusta per riprendere in mano la governance dell’innovazione in sanità e spingere l’acceleratore sul Patto per la sanità digitale tra Governo e Regioni.

Nell’ultimo anno, Governo AgID e Regioni sembrano aver finalmente sbloccato la situazione di stallo in cui l’innovazione digitale in sanità era ferma da un bel po’ di tempo. A dirlo i dati della ricerca presentata questa mattina a Milano dall’Osservatorio Innovazione Digitale del politecnico di Milano che hanno messo in evidenza i notevoli sforzi compiuti per dare vita ad un Patto per la Sanità Digitale all’interno del più generale “Patto della Salute”. Anche per questo, probabilmente nel 2014 la spesa per la digitalizzazione della Sanità italiana ha ripreso a crescere, mostrando un +17% rispetto all'anno precedente, raggiungendo livelli del 2010.

“L’Innovazione digitale rappresenta una leva imprescindibile per fermare quel processo di progressivo deterioramento che rischia di rendere qualitativamente inaccettabili ed economicamente insostenibili i servizi del nostro sistema socio-sanitario e il Governo sembra finalmente muoversi nella direzione auspicata per la Sanità Digitale.” A parlare è Mariano Corso, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità. Corso, che il prossimo 26 maggio a FORUM PA 2015 sarà protagonista del keynote di apertura dell’evento “Salute digitale: spendere meno e curare meglio” sottolinea anche i pericoli di una governance fortemente instabile: “Siamo continuamente di fronte al rischio di uno stallo istituzionale – spiega - che rischia di impedire di passare dai patti (teorici) ai fatti (concreti) occorre sviluppare un modello partecipato, in cui il governo centrale sia regolatore di alto livello, ed alle Regioni sia dato il compito di promuovere la crescita digitale e l’integrazione.”

Il Fascicolo Sanitario Elettronico: a che punto siamo?

La ricerca mostra una conferma della volontà da parte delle Regioni di proseguire con le azioni di digitalizzazione della Sanità.

A fine giugno 2014, infatti, le regioni – così come indicato dalle linee guida del marzo 2014 - hanno presentato i loro piani per la realizzazione del FSE e molte hanno avviato percorsi che, in linea con quanto auspicato nel Patto per la Sanità Digitale, porteranno a un incremento degli investimenti regionali in innovazione digitale nei prossimi anni. Ad esempio, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento, che si erano mosse anzitempo, oggi dispongono già di piattaforme dedicate e accessibili ai cittadini. Altre Regioni - come Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia e Valle d’Aosta - stanno cercando di sfruttare al meglio le esperienze già presenti per lo sviluppo e rispettare la scadenza di giugno 2015 – che quasi certamente sarà procrastinata a dicembre 2015 - entro cui rendere disponibile il set minimo di servizi ai cittadini, ovvero i referti, i verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione e il profilo sanitario sintetico.

Allo stesso tempo però è forte anche un generale sentimento di sfiducia sulla capacità del Governo di indirizzare efficacemente e concretamente dal centro lo sviluppo del Fascicolo, il che potrebbe invalidare le azioni meritorie già intraprese dal basso.

È arrivato il momento di mettere in pratica i diversi piani, spingendo tutti i decisori a collaborare per stabilire priorità di intervento concrete.

I servizi digitali al cittadino

Per Mariano Corso “Lo sviluppo di servizi digitali, potenzialmente molto apprezzati dai cittadini, rappresenta una grande opportunità per garantire qualità e sostenibilità al sistema sanitario. Tuttavia affinché i servizi risultino efficaci lo sviluppo va affiancato a una costante attenzione all’informazione, educazione ed empowerment dei cittadini, senza i quali lo sforzo e le risorse impiegate sono destinate a disperdersi”.

Solo il 13% dei cittadini, infatti, nell’ultimo anno ha utilizzato la prenotazione online delle prestazioni, l’8% ha fatto un accesso ai propri documenti clinici (es. referti) e il 5% ha effettuato un pagamento online. Eppure oltre il 20% della popolazione è interessato a questo tipo di servizi.

Un fenomeno che sta sempre più emergendo è quello delle App per la salute e il benessere: l’11% dei cittadini ha utilizzato nell’ultimo anno App per conoscere informazioni nutrizionali sugli alimenti e un ulteriore 11% è interessato a utilizzarle. Meno utilizzate (6%) le App per monitorare i parametri vitali (come pressione, frequenza cardiaca, ecc.), spesso connesse a dispositivi wearable (es. orologio, bracciale, ecc.), ma di interesse per il prossimo futuro. Sono spesso gli stessi medici curanti (44%) a consigliare App, anche se il passaparola rappresenta il principale canale attraverso cui i cittadini ne vengono conoscenza (47%).

Il tema dell’Innovazione digitale in sanità sarà al centro dell’evento “Salute digitale: spendere meno e curare meglio” il 26 maggio a Roma, nell’ambito di FORUM PA 2015- E’ già possibile iscriversi

 

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