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FPA2015: infrastrutture, datacenter e applicativi. La pa digitale passa da qui.

Tutte le pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali sono chiamate a lavorare al piano triennale di riorganizzazione dei dataceter e a cooperare per la sua attuazione. Si tratta senza dubbio dell’aspetto più rilevante offerto dal modello di pubblica amministrazione “on the cloud”, ma anche il patrimonio applicativo delle pa può essere razionalizzato grazie al cloud computing gerenardo vantaggi immediati per le organizzazioni pubbliche. In collaborazione con l’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, presentiamo un’anticipazione dei temi che guideranno il focus della mattina del 26 maggio a FORUM PA 2015. Al centro dell’appuntamento dati, casi, visioni e indirizzi.

Su queste pagine abbiamo ripetuto più volte quanto il nostro paese abbia necessità di una strategia nazionale organica e condivisa sul cloud computing che ci permetta di allinearci ai nostri vicini europei e alle loro cloud strategy.

Ciò tuttavia non vuol dire che su questo tema si debba avere un atteggiamento attendista e che le amministrazioni non possano o non debbano impegnarsi a trovare soluzioni per risolvere i problemi di tutti i giorni di efficienza, risparmio e qualità del servizio, ricorrendo all’utilizzo del cloud computing esattamente come tutte le altre organizzazioni (pubbliche e private) del globo. Con Alessandro Piva, responsabile della ricerca dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, proviamo a fare il punto su quali siano le strade percorribili e quali gli scenari più promettenti.

“Quello che cerchiamo di realizzare con la ricerca che portiamo avanti come Osservatorio – spiega Piva - è utilizzare casi ed evidenze empiriche nazionali ed internazionali per fornire indirizzi utili ai decisori delle amministrazioni. A FORUM PA 2015 stiamo organizzando, ad esempio, un evento previsto per il 26 maggio mattina che avrà proprio questo obiettivo: presentare dati, scenari concreti, casi studio e soluzioni che permettano alle amministrazioni e agli operatori del mercato di avere un quadro chiaro della situazione e delle opportunità”.

Se è vero, infatti, che il maggiore beneficio che il cloud computing può portare nella pubblica amministrazione può essere ottenuto soltanto attraverso una strategia nazionale che fornisca le basi per ridisegnare complessivamente l’infrastruttura IT della PA è anche vero quando parliamo di cloud parliamo di servizi a più livelli. In questo senso le organizzazioni più attente si possono già muovere sull’efficientamento delle infrastrutture e sulle applicazioni.

Abbiamo quindi approcci differenti a seconda delle tipologie di ente.

A livello centrale, i ministeri e i grandi enti che hanno una dislocazione territoriale sono quelle che si possono muovere in maniera più organica, e che di fatto hanno realizzato i progetti più interessanti.

Gli enti locali, invece, che sono le amministrazioni a diretto contatto con i cittadini possono trarre beneficio dall’adozione di servizi “on the cloud” in senso stretto su cui l’offerta è certamente matura. “Per come sono conformate – spiega Piva – le piccole amministrazioni locali assomigliano molto di più alle pmi che non alle grandi organizzazioni centrali, quindi i benefici legati alla flessibilità, alla scalabilità e alla personalizzazione delle modalità di pagamento delle soluzioni applicative cloud possono incidere in maniera maggiore. I casi di amministrazioni che hanno lavorato bene in questo settore, ottenendo vantaggi notevoli, sono numerosi e troveranno ampio spazio all’interno dell’evento a FORUM PA 2015”. Studiare le soluzioni già realizzate, infatti, permette di capire in che modo sono state superate una serie di problematiche che ancora persistono e che in alcuni casi frenano l’adozione di questo tipo di soluzioni, basti pensare alla normativa che prevede che certi tipi di dati siano “custoditi” all’interno dei confini nazionali.

Infine ci sono le amministrazioni regionali che sono a metà strada. “Le Linee Guida alla Razionalizzazione delle Infrastrutture ICT delle PA assegnano, infatti alle Regioni il ruolo di guida nel percorso di ottimizzazione dei Data Center delle amministrazioni del territorio e le singole realtà sia stanno interrogando su quale sia l’assetto più corretto, mentre sul lato dei servizi applicativi solo alcune Regioni si stanno muovendo e solo sulle competenze specifiche come la sanità”

Oltre a presentare i casi studio e le buone prassi, quindi l’evento del 26 maggio sarà, anche l’occasione per fare il punto sullo stato di attuazione dei piani di razionalizzazione del patrimonio infrastrutturale e applicativo delle pa italiane e per affrontare gli aspetti di criticità: dalla governance, al rispetto dell’autonomia locale, dalla gestione dei dati, all’integrazione tra sistemi, dalla sicurezza, alla tutela del tessuto economico locale dei fornitori...

L’appuntamento è per il 26 maggio alle 9.30 con l’evento “Come innovare la Pubblica Amministrazione grazie al Cloud Computing” a cui è già possibile iscriversi.

 

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