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Trasparenza: nel 2015 un FOIA anche per l'Italia?

Il FOIA (Freedom of Information Act) verrà inserito nella riforma della Pubblica amministrazione: lo ha annunciato sabato scorso Anna Ascani, parlamentare del Partito democratico e componente dell’intergruppo Innovazione della Camera, nel corso dell’incontro “Il Freedom of Information Act italiano a portata di mano” al Festival internazionale del giornalismo di Perugia.

Questo impegno preso dal ministro Marianna Madia potrebbe essere finalmente il punto di svolta per una norma sull’accesso agli atti e ai documenti della PA che è già presente in 100 paesi, che molte associazioni impegnate sul tema della trasparenza stanno chiedendo da tempo e che era stata citata come prioritaria anche dal premier Matteo Renzi nel suo discorso di insediamento.

immagine tweet anna ascani

Questa notizia arriva dopo altri due passaggi importanti per il FOIA:

  • l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Documento di economia e finanza che è “il primo atto governativo italiano a citare espressamente il Foia”, come sottolinea Alessandro Longo su Wired; (qui a pagina 21 il testo recita: “Nella prospettiva del “freedom of information act”, saranno aumentati gli investimenti per la trasparenza attraverso la diffusione degli open data e saranno ulteriormente sviluppate le iniziative già realizzate per la trasparenza negli appalti pubblici (Open EXPO) e nella spesa delle amministrazioni pubbliche italiane (Soldi Pubblici). Sarà data attuazione al Piano nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali”)
  • la presentazione, il 18 febbraio scorso, ai parlamentari dell’intergruppo innovazione della proposta di legge per un FOIA italiano redatta da Foia4Italy, coalizione a cui aderiscono una trentina di associazioni della società civile. Ecco il testo della proposta

Questi i dieci punti irrinunciabili secondo la proposta affinché si possa parlare di FOIA:

1. Il diritto di accesso è previsto per chiunque, senza obbligo di motivazione (eliminando le restrizioni previste dalla Legge n. 241/1990)
2. Possono essere oggetto dell’accesso tutti i documenti, gli atti, le informazioni e i dati formati, detenuti o comunque in possesso di un soggetto pubblico
3. Si applica non solo alle Amministrazioni ma anche alle società partecipate e ai gestori di servizi pubblici
4. Le risposte delle Amministrazioni devono essere rapide (max 30 gg)
5. Le eccezioni all’accesso sono chiare e tassative
6. L’accesso a documenti informatici è gratuito (non sono dovuti nemmeno costi di riproduzione)
7. Nel caso di atti e documenti analogici, può essere richiesto solo il costo effettivo di riproduzione e di eventuale spedizione
8. Quando un’informazione è stata oggetto di almeno tre distinte richieste di accesso, l’amministrazione deve pubblicare l’informazione nella sezione “Amministrazione Trasparente”
9. In caso di accesso negato, i rimedi giudiziari e stragiudiziali sono veloci e non onerosi per il richiedente
10. Prevede sanzioni in caso di accesso illegittimamente negato

Nei prossimi mesi si vedrà in che misura questi punti verranno ripresi o emendati e se davvero questo sarà l’anno decisivo per il FOIA italiano.

 

 

 

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