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Smart Paradigm & Eco Wedding

Come per l'internet delle cose (IoT) anche la valorizzazione della “plurifunzionalità della scelta” rende il vivere lo spazio urbano un indice di sostenibilità. Un esempio che unisce i valori quali innovazione, sviluppo economico, attrattività, benessere, rispetto ambientale, riuso e rituali sociali è il green wedding.

Negli ultimi anni grazie all'integrazione quotidiana delle dimensioni smart da parte di molti Comuni Italiani e a molte imprese lungimiranti che hanno puntato sulla ricerca e sviluppo, e su un nuovo modo di comunicare e ascoltare le persone, si è sviluppata una maggior sensibilità nei riguardi della tematica ecologica e più in generale sull'etica della sostenibilità a "tutto tondo". Questa predisposizione a pensare al futuro in termini di sostenibilità, si deve a fattori che gravitano attorno sia alla diffusione di informazioni sui gravi disastri ambientali, sia all'importanza che viene data “al come” un territorio, sempre più attento ai sui cittadini, possa rendere gli spazi e i tempi di vita sostenibili.

Relazionarsi con la realtà sociale permette di cogliere le sfumature che l'Innovazione porta con sé per sua natura. Per quanto questo concetto possa (per senso comune) rimandare alla tecnologia, il suo principio risulta basato sulla comprensione della costruzione dei processi e dei relativi comportamenti sociali, anche attraverso lo studio di nuove forme di network che variano dall'ambito lavorativo a quello del tempo libero, creando un sincretismo armonico e sempre meno miope della vita sociale. Lo sviluppo di questa nuova forma di cultura, di sincretismo di soluzioni e valori, contamina anche i rituali che scandiscono la vita degli individui.

Come per l'internet delle cose (IoT) anche la valorizzazione della “plurifunzionalità della scelta” rende il vivere lo spazio urbano un indice di sostenibilità. Un esempio che unisce i valori indicati fin ora quali innovazione, sviluppo economico, attrattività, benessere, rispetto ambientale, riuso e rituali sociali è il green wedding.

I matrimoni ecologici in Italia sono stati considerati inizialmente come una sorta di "bizzarra sciccheria", per differenziarsi dalle nozze tradizionali e volti a manifestare una filosofia compresa da pochi, quella dell'ecologia; oggi invece sono riscoperti come accezione anti crisi.

L'integrazione della Dimensione Environment del "paradigma Smart City"  nell'agire quotidiano (anche inconsapevole), nei rituali che scandiscono la vita sociale,  oltre che nelle cose (andando ad interagire con temi inerenti l'IoT, il riciclo intelligente e l'uso di materiali intelligenti per incanalare energia sostenibile come  l'eolica-solare-geotermica ecc..) pone l'accento su come la dimensione smart living risenta dell'esigenza di essere ampliata in ulteriori ambiti d'indagine.

Questa prospettiva si fa portatrice di una "lettura del cambiamento" non solo di mode o della cultura materiale in sé, ma registra come, in un mondo puntellato da "Micro-Shock Sociali", stia prendendo forma una Cultura riferita all'"Altro generalizzato" (io penso agli altri ma senza avere necessariamente un preciso riferimento del “per chi lo sto facendo” e che rimanda al concetto del civic intelligence) e al suo essere attivo nello spazio e “per il Tempo” (e non più esclusivamente “nel tempo”). Un scelta quindi consapevole della quotidianità, che caratterizza il vivere delle Smart Cities o di Smart Land.

Si sta sviluppando quel "living intelligence" non più fossilizzato sui servizi, ma su di una Cultura della Scelta Intelligente che necessita di servizi, strutture e informazioni aperte e che caratterizza le città e i sui cittadini, andando ad implementare la loro crescita smart anche in termini di social innovation.

Alcuni esempi legati al matrimonio ecologico si concentrano nell'uso di materiali ecosostenibili, riciclati o socialmente etici. Le soluzioni disponibili per la realizzazione variano in base alle esigenze e alle possibilità economiche ed ai valori che si vogliono esortare (dall'ordine online allo slow food). Si parla quindi di riuso, innovazione e digitalizzazione, obiettivi che si possono definire multilivello e stratificati in tutte le dimensioni della quotidianità (si pensi all'uso delle app per trovare un numero di telefono, una via, un negozio, un libro ecc).

Si riscontra, attraverso la nascita di questi fenomeni sociali che prendono forma dalle scelte degli individui, un possibile principio di “Cultura dello smart” che mantiene un carattere legato a quell' “IO” che è sì, portavoce di una stratificazione sociale ancora forte e tendenzialmente ancora legata alle basi di una società verticale (in cui si è accentuata una divisione sociale non più statica fra "ricchi e poveri"), ma basata su una sedimentazione della pluri-Identità degli attori sociali (in arene d'azione diverse ma comunque inserite nello stesso contenitore) socialmente riconosciuta, e una consapevolezza dell'agire sociale anch'essa sempre più condivisa. Attivarsi anche verso questo nuovo modo di vivere uno dei rituali più significativi della vita sociale è una delle attività che possono aumentare fattori come l'attrattività territoriale, la crescita economica e occupazionale delle Città e più in generale del territorio, esortando tutte le sue potenzialità e garantendo sostenibilità in tutte le sue forme: sociale, economica e ecologica.

 

*Sociologo Monitoring and Smart Strategic Plannig, Mirko Palmieri collabora con il Comune di Padova. E' stato uno dei selezionati dalla call di SCE2014, volta a raccogliere soluzioni per la smart city. Guarda il video del suo intervento a Bologna.

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