Telemedicina: il ruolo delle Società scientifiche, la SIT

La SIT Società Italiana Telemedicina e sanità elettronica è una Società medico-scientifica, costituita con atto pubblico, che opera in ambito nazionale ed internazionale, favorendo i contatti tra gli studiosi, gli esperti ed i cultori della telemedicina e della sanità elettronica. Essa si è posta l'obiettivo di promuovere e valorizzare le tecnologie più efficaci per la salute dei cittadini e le tendenze gestionali e organizzative più all'avanguardia a livello internazionale, al fine di permettere al mondo scientifico e medico di avvalersene ed essere, così, maggiormente competitivo, snellendo, al tempo stesso, gli iter di processo medico sanitari. Nel recente Congresso nazionale di Firenze ha presentato il Manifesto Italiano della Medicina Telematica dove, tra l'altro, si afferma che per convincere i decisori pubblici a mettere a regime alcune prestazioni di telemedicinaclinica, come, ad esempio, la teleassistenza domiciliare, il telemonitoraggio medicale delle patologie croniche, il teleconsulto specialistico, la telecardiologia, la teleradiologia etc., occorre fare riferimento alle evidenze, pubblicate secondo gli standard della ricerca medico-scientifica, relative ai vantaggi oggettivi che un tale percorso può portare in termini di qualità, efficacia, efficienza, appropiatezza, sicurezza ed economicità dei processi di cura. Occorre dunque partire individuando delle priorità, ossia selezionando quelle aree dove esistono già solide evidenze che l’implementazione della telemedicina sia realmente vantaggiosa, non solo in un contesto sperimentale, ma anche nella pratica clinica abituale. La valutazione di tali evidenze, deve essere corroborata da una disamina di “health technology assessment” e queste verifiche non debbono essere autoreferenziali, ma effettuate da soggetti indipendenti come società scientifiche e l’Istituto superiore di sanità. Una volta definite tali premesse sarà il Ministero della Salute, coadiuvato dal Consiglio superiore di sanità e dalle società scientifiche di settore, ad emanare linee guida e documenti di indirizzo che poi le regioni saranno chiamate a valutare e ad adottare, allocando le risorse necessarie a garantire una fattiva implementazione nell’ambito dei normali percorsi assistenziali regionali.

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