Riforma Brunetta: a che punto siamo?

Alfredo Ferrante introduce il convegno “A due anni dalla riforma, cosa è cambiato e cosa no?”, che tenta di chiarire soprattutto i seguenti aspetti: quanto la “riforma Brunetta” è legata alle precedenti riforme della PA (quelle avviate da  Amato-Ciampi e  Bassanini) e poi, soprattutto, quanto e come la PA è cambiata, per operatori e cittadini, a seguito del dlgs 150/2009. Ferrante sottolinea due aspetti della riforma: il primo è l’accento posto sul tema della trasparenza totale, che si lega alla valutazione delle performance e alla lotta alla corruzione; il secondo aspetto, più problematico, è la famosa tripartizione “25-50-25” per i premi di produttività, che quando sarà implementata potrebbe creare molte tensioni. Secondo Ferrante, una riforma così complessa richiederebbe di evitare atteggiamenti troppo “muscolari”, che creano rancore verso i pubblici dipendenti, come la “campagna anti-fannulloni”: se infatti è vero che ci sono inefficienze all’interno della PA, è anche vero che queste posizioni possono nuocere al processo di implementazione della riforma. In conclusione, Ferrante sottolinea come l’inevitabile appesantimento negli adempimenti dovuto alla riforma non possa e non debba bloccare un processo che è prima di tutto un impegno preso nei confronti dei cittadini (in particolare per quanto riguarda il tema della trasparenza).

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