Le politiche sociali sono un problema di cultura

Rimane aperto sulla vicenda dell’infanzia non un problema politico ma un problema culturale da affrontare. L’esperienza di Napoli è interessante e può diventare una mappa di lavoro da seguire. Occorre mutare i processi educativi in funzione dei cambiamenti sociali, che si riflettono anche sulle nuove generazioni. Il problema che rimane molto forte è incentrato su questa battaglia culturale, non basta più solo l’apporto economico che deve provenire dall’istituzione. La cattiva legislazione dei governi che si sono succeduti in questi anni sulle politiche sociali ha portato a questa fase di stallo, si sta perdendo lo spirito della 285 e della 328 e di quella straordinaria riforma e autoriforma dei servizi sociali, recando grosse problematiche soprattutto al mezzogiorno d’Italia. Bisogna partire dal presupposto che l’investimento sul capitale umano è il centro dello sviluppo, e che il buco delle politiche giovanili si fa sentire dopo l’adolescenza, quando il diciottenne deve lasciare le comunità. Bisogna porre all’attenzione su un nuovo processo culturale e far capire che queste spese sono importantissimi per il paese.

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