Le politiche sociali: l’esperienza Palermitana

Si parte dal dato oggettivo che le città meridionali ma non solo, sono sottoposte a gravi difficoltà economiche e il problema dei minori rischia di essere dimenticato per vari motivi. Il primo è perché i tessuti sociali complessi acuiscono le problematiche, altro motivo è che il mondo del privato sociale vive con difficoltà la gestione operativa di questo settore e rischia di creare un meccanismo, che alla lunga porta a problemi enormi. A Palermo per contrastare questo problema si è costituita una rete di centri aggregativi, circa 35, per creare una rete che segua un modello unico e coordinato sul territorio, anche con l’utilizzo di nuove dinamiche progettuali. Ma tutto questo rischia di essere vanificato se non si ha poi stabilità economica ed amministrativa. Il sistema del welfare deve spendersi sulla logica della stabilità, è arrivato il momento di valorizzare le dinamiche più efficienti assicurando un sovvenzionamento perlomeno triennale. Altro punto rilevante è cercare di far capire che, la logica delle politiche di contrasto preventivo all’inserimento del minore in una struttura residenziale, non è un lusso ma una necessità non solo per il minore, ma anche per l’impatto economico. Bisogna quindi cercare di spostare il problema sulle politiche giovanili e sulla prevenzione e poi costruire dei percorsi di protagonismo, in cui il giovane non sia solo fruitore ma  anche e soprattutto attore. È un investimento sul futuro che il paese non può assolutamente ignorare.

Nessun voto

Mp3 player

Per ascoltare la traccia audio, usa il pulsante play

Nello stesso convegno Vai al programma Vai al programma del convegno