Le nuove politiche di formazione: l’esperienza lombarda

Il tema dei servizi all’impiego pubblici e privati è una giusta riflessione da cui partire  in questo momento.

La preoccupazione per l’occupazione e lo sviluppo che la genera è al centro delle politiche della giunta regionale lombarda. Secondo i dati INPS in Lombardia la piccola impresa nel 2009 ha tenuto, ma il dato che preoccupa è che nei primi 4 mesi del 2010 c’è una percentuale di domande di cassa integrazione che si aggira intorno al 42%. Occorre mettere in campo strumenti adeguati, la Lombardia ha risposto bene riuscendo a far fronte ad una situazione difficile dove il sistema paese è stato colpito fortemente. Si è affrontata la crisi con degli strumenti che erano già stati oggetto di sperimentazione nel 2006 quando è stata approvata la riforma del lavoro. Si è cercato di mettere sullo stesso piano i centri pubblici per l’impiego e quelli privati purché accreditati per tentare di aumentarne la presenza sul territorio. Dove è stato sperimentato questo strumento abbiamo cercato di mettere insieme politiche passive di garanzia del reddito con politiche attive. Il tema era la contestualità. E’ stato poi l’accordo stato-regioni che ha sancito per tutti l’idea determinante di un percorso di garanzia per coloro che perdono il posto di lavoro con un sostegno, ma soprattutto la riqualificazione per rientrare nel mercato del lavoro. Nel far fronte alla crisi questo strumento ci ha molto aiutato, ma è stato fatto un ulteriore sforzo, è stata messa in campo la “Dote” una risorsa che non va agli enti ma alla persona. In questo modo si obbligano gli enti a migliorarsi con l’aiuto di incentivi per re-immettere la persona nel mercato del lavoro facendo formazione.

Il tema però ora è quello di rilanciare, sulla base delle linee guida frutto dell’accordo, la formazione  e l’apprendimento, è stato così lanciato il tema dei patti territoriali, dove ogni provincia deve responsabilizzarsi all’interno di una cabina di regia condivisa. Ognuno è chiamato alle proprie responsabilità sia le istituzioni che il mondo datoriale, perché solo insieme si possono creare risorse sul tema della formazione e riqualificazione. Occorre conoscere la domanda e l’offerta con due condizioni: la premialità all’ente e all’azienda che assume e far diventare la flessibilità un opportunità, dando però una continuità di contribuzione e un nuovo welfare.

Gli strumenti da mettere in campo devono essere ovviamente la centralità della persona e il grande impegno per sostenere l’economia anche con azioni straordinarie come gli aiuti di stato.

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