La storia di ANCEP e la riforma della Costituzione

L’idea dell’associazione nasce circa 10 anni fa, anche se poi ufficialmente è stata costituita solo tre anni fa. La prima idea di formare questa associazione inizia a presentarsi dopo la riforma della costituzione, in cui regioni ed autonomie locali assumono un maggior peso all’interno della struttura istituzionale italiana. Nasce per questo l’esigenza di capire cosa sarebbe cambiato e quale sarebbe stata la nuova fotografia dei rapporti istituzionali. La sedimentazione del potere nello stato italiano è relativamente repubblicana, le leggi cambiano ma i rapporti di potere sono difficili da cambiare. La struttura del potere in Italia è essenzialmente burocratica, il vecchio ordine delle precedenze vede l’apparato burocratico dello stato in prima linea. Quindi dopo la riforma c’è l’esigenza da parte degli addetti ai lavori del cerimoniale di capire se e come sono cambiati questi rapporti. In questo processo di riflessione è intervenuto il dott. Sgrelli che, per la sua collocazione pubblica e per la sua cultura, può essere sicuramente considerato il maestro dei cerimonialisti  italiani. Questa riforma interessava da vicino le regioni. La regione è un apparato che ha ricevuto con la riforma la consacrazione ad ente legislativo e di governo, quindi dotato di un parlamento. Si è posto dopo ciò il problema dell’ordine delle precedenze rispetto alle figure del presidente dei consigli regionali e dei consiglieri. Ci furono molte riunioni a cui i cerimonia listi dei consigli regionali furono invitati ma i primi loro oppositori furono proprio i colleghi delle giunte regionali, che non aveva nessun interesse alla valorizzazione di un organo che potesse costituire un contraltare in termini di rappresentanza delle giunte regionali. Questo non era un problema di semplice risoluzione, il merito va al dott. Sgrelli che invitò anche i cerimonialisti dei consigli regionali a questi incontri. Da questi problemi nasce l’idea dell’associazione e nasce sull’atto debole regionale perché è proprio quest’ultimo che ha bisogno di conquistare un momento cosciente di lavoro istituzionale. Oggi si apre un enorme campo di lavoro e uno spazio per una nuova professionalità per coloro che operano in questo settore. È un ruolo non valorizzato nonostante serva molto essendo di supporto all’organizzazione pubblica, ma è anche scomodo, perché è il ruolo dove la regola formale ha un ruolo fondante e non la si può cambiare a piacere. Questa associazione deve avere quindi un ruolo di garanzia oltre che di formazione e di crescita di una cultura nazionale.

Si dovrebbe fare una riflessione ulteriore per capire quale potrebbe essere un livello intermedio che potrebbe ottimizzare lo sforzo sia promozionale che formativo. Probabilmente il giusto livello intermedio è quello provinciale, questo potrebbe essere l’inizio di una storia nuova.

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