La semplificazione come fattore di competitività, fra promozione della concorrenza e tutela del cittadino-consumatore

Di semplificazione si parla tanto e da anni, con conseguenze positive (il tema è ormai patrimonio comune e condiviso) e rischi (bisogna garantire effettività e risultati ed evitare che il tutto si riduca a slogan comunicativo efficace, ma privo di contenuti). Il mio è un contributo dichiaratamente parziale, senza pretesa di esaustività: il punto di vista e l'esperienza presentati sono quelli di un dirigente di un'amministrazione centrale dello Stato qual è il Ministero dello sviluppo economico. Il progressivo ed ormai consolidato spostamento da compiti di gestione a compiti di regolazione, indirizzo, monitoraggio, riduce il ruolo della semplificazione amministrativa e del miglioramento qualitativo delle procedure curate direttamente, a favore dell'innovazione normativa nei settori di competenza. La semplificazione diviene fattore fondamentale di competitività e sviluppo e elemento indispensabile di tutela dei diritti del cittadino consumatore. Il tema delle semplificazioni è ormai maturo: non bastano più le norme di carattere generale che rischiano di limitarsi ad affermazioni di principio. Sono indispensabili interventi specifici e puntuali, misurabili nei risultati, resi coerenti e non frammentari dalla collocazione in un progetto complessivo da governare unitariamente. Così è stato a mio personale giudizio per le liberalizzazioni della passata legislatura (le cosiddette lenzuolate), e così può essere in questa legislatura per l'attuazione della Direttiva Servizi.
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