La Banca Dati nazionale dei contratti pubblici per la semplificazione e la trasparenza nel settore dei servizi e forniture

La relazione mette l’accento sulla novità introdotta dal Decreto sviluppo con la previsione di un sistema di anagrafica per gli operatori nel settore dei servizi e forniture per la gestione dei patrimoni pubblici. Adriana Cimino sottolinea come questo sia per ora l’unico intervento messo in campo per rispondere alle esigenze di conoscenza emerse in questo settore: quanti sono gli operatori economici presenti sul mercato? Dove operano? Con quali strumenti vengono fatti i controlli su queste imprese? Il Decreto Sviluppo prevede che tutte le stazioni appaltanti debbano inviare alla Banca Dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, i documenti presentati dagli operatori economici in fase di gara e comprovanti il possesso dei requisiti per la partecipazione. Un passo importante per la qualificazione delle imprese, la trasparenza e la semplificazione, perché le stazioni appaltanti in fase di controllo potranno accedere alla Banca Dati, la verifica di certificati non veritieri sarà oggetto di comunicazione sul casellario e  ogni operatore avrà un suo bagaglio di certificati come avviene per il settore dei lavori.

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