L’UNCEM e la comunità sostenibile

La nomenclatura comunità sostenibile deriva dai documenti europei ma in Italia è recepita solo in riferimento alle aree naturali protette e quelle delle isole minori, anche se in realtà dovrebbe essere applicata ovunque. L’UNCEM ritiene che sulla prospettiva della sostenibilità possa incardinarsi una nuova politica ambientale e un nuovo corso delle politiche istituzionali del paese. C’è la fine delle politiche distributive e della finanza derivata e quindi il potenziale inizio di un nuovo tipo di istituzione proprio in funzione di questi servizi ambientali che è quello di assegnare un ruolo produttivo alle amministrazioni che governano i territori.

Si ritiene che nell’ambito delle politiche ambientali un ruolo prevalente debba essere assegnato a quelle aree considerate marginali, ma che producono le risorse necessarie ad alimentare le politiche della sostenibilità (risorse idriche, energetiche ecc...). La comunità sostenibile è quella che si dà obiettivi negoziati con i territori che gli stanno intorno rispettando i ruoli e le specificità. È necessario un nuovo rapporto fra le aree, perché questo accada occorre che la governance e le competenza delle risorse vengano decentrate.

C’è bisogno dello schema delle comunità sostenibile che il Formez sta stilando, ma anche di protocolli per gli amministratori locali.

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