L’esperienza RIPAM nel Comune di Napoli

L’intervento è una testimonianza diretta dell’attività portata avanti all’interno del Comune di Napoli dal personale selezionato e formato attraverso il Progetto RIPAM. A dieci anni dall’ingresso di questo personale all’interno dell’amministrazione partenopea, si può constatare come i servizi più innovativi del Comune siano stati messi a punto proprio dagli uffici a più alta concentrazione RIPAM: per esempio il SISVAL - Sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali introdotto nel 2003, oppure il Sistema informativo territoriale SIRET creato nel 2006. Bellini suggerisce poi che, in futuro, l’adesione al Progetto RIPAM sia subordinata al possesso di un “bollino”, che certifichi alcune caratteristiche dell’ente: l’attenzione alla formazione (che sia stato investito nella formazione dei dipendenti almeno l’1% della spesa di personale nell’ultimo esercizio lavoratori); la qualità del management (pubblicazione dei curricula sul sito dell’amministrazione); l’impegno alla formazione continua per i lavoratori assunti con procedura RIPAM (almeno 100 ore annue). La domanda è: quali enti oggi rispetterebbero questi parametri?
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