Informazione e formazione a supporto della partecipazione dei cittadini

Chi vuole continuare a svolgere un ruolo di mediazione tra amministratori e amministrati, tra la politica e i cittadini, si trova a fare i conti con l’arretratezza complessiva della classe dirigente del nostro Paese. Questo è lo scenario nel quale vanno giudicati i risultati della Legge 150, che in sé aveva i germi vitali per dare continuità al disegno riformista/riformatore dell’ultimo decennio del secolo scorso. È necessario partire dai limiti nell’applicazione della 150 per restituire alle amministrazioni pubbliche quei livelli di efficienza ed efficacia nella funzione di comunicazione e informazione che oggi non hanno, a partire da un elemento di fondo: il limite politico e funzionale che ancora oggi caratterizza i nostri enti pubblici. Tra le soluzioni possibili, una qualificazione rilevante della professionalità e una dimensione di formazione permanente per i giornalisti, ma aperta alla società civile, secondo moduli individuati territorio per territorio, per consentire di fare della comunicazione e dell’informazione uno dei terreni di impegno centrale di questo Paese.

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