Il rischio di deriva della democrazia italiana

Negli ultimi tempi si registra, afferma Luciano Vandelli, un’attenzione, quasi senza precedenti, sulla crescente disaffezione dei cittadini dalla politica, sulla scarsa fiducia nei partiti, e sul tema dei costi della politica. Il rischio è che si verifichi una sorta di deriva della nostra democrazia, dovuta ad una progressiva presa di distanza dei cittadini dal funzionamento delle istituzioni. Il tema dei costi della politica diventa così non solo un problema di risparmio del denaro pubblico, ma un problema di funzionamento della democrazia, di composizione della classe politica e di separatezza di questa rispetto alla società.
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Il Gran Complotto degli statali

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Vi prego, in merito alla mancanza di una vera democrazia, concedetemi la seguente sintesi:

1) Lo Stato italiano, sarebbe a dire l'accentramento di potere nelle mani di una immutabile ed inamovibile Elite, avente potere sovrano su popolazione e territorio, è stato da lungo tempo sostituito da una organizzazione politica di dichiarata ispirazione democratica e repubblicana, pure tesa verso l'ulteriore sviluppo ed applicazione di queste due concezioni. La parola Stato è invero del tutto fuori luogo in riferimento al nostro Paese. Con essa si indica infatti il governo e l'amministrazione di una statica Elite autoritaria. Al contrario i termini Democrazia e Repubblica qualificano un Paese in cui la sovranità appartiene al popolo, presupponendo quindi una dinamica gestione collettiva del complessivo Bene Comune. Stato e Repubblica sono di fatto concetti ed ideali socio/politici agli antipodi.

2) Pur sopraggiunte Democrazia e Repubblica sono però rimasti gli statali. Come niente fosse.

A fin di chiarezza, permettetemi di ampliare un momento la visione. Nell'antichità, quando non vi era alcuna sviluppata organizzazione pubblica, i due concetti di Democrazia e Repubblica potevano pure limitarsi ad indicare una mera forma e tipo di governo, i cui ruoli venivano periodicamente restituiti al popolo per eliminare sul nascere il formarsi di qualsiasi Elite. Con il sorgere dell'imponente Funzione Pubblica moderna, i concetti di Democrazia e Repubblica non avrebbero più, però, dovuto prescindere dalla periodica restituzione al popolo dei ruoli del pubblico impiego (i quali sono una proprietà collettiva, una autentica res publica, un sacro bene comune), attuando quindi una loro redistribuzione tra tutti quei cittadini che fossero dotati dei necessari requisiti e desiderosi di ricoprirli.

Senonché gli unici ufficialmente autorizzati a, perché con poteri tali da, far avanzare la società innanzitutto culturalmente, sarebbe a dire la dottorale compagine di ricerca umanista universitaria (filosofica, giuridica, politica, sociologica, storica, etc.) s'è evidentemente ben guardata dallo sviluppare ed applicare queste idee. Innumerevoli "baroni", come sono comunemente definiti per il carattere corrotto e feudale che ancora oggi contraddistingue il loro ambiente, essendo essi per primi degli statali, hanno evitato anche soltanto di avvicinarsi ai due concetti in grado di dissolvere ogni Elite, badando invece a mantenere in ogni circostanza l'uso della parola Stato. Solo mantenendo il Paese in una situazione di parziale realizzazione democratica e repubblicana essi sarebbero riusciti a conservare il "loro" posto fisso con gli indebiti privilegi connessi. E così hanno puntualmente fatto.

Ecco: son oggi dunque qui gioiosamente a presentare l'ipotesi che, chiarendo finalmente cosa sia una Repubblica Democratica e ricordando che l'Italia ambisce ad esserlo, si possa finalmente entrare in un periodo più evoluto della nostra storia. Come già avviene per i ruoli di governo, anche i ruoli della Funzione Pubblica devono essere rimessi al popolo dopo un certo periodo di tempo. Come un Presidente del Consiglio è tenuto a restituire al popolo italiano la sua carica dopo un certo tempo, allo stesso modo un pubblico dipendente, quale che sia il suo rango, deve essere tenuto a restituire al popolo la sua mansione. Solo una regolare redistribuzione tanto dei ruoli quanto delle mansioni, tanto dei più alti quanto dei più bassi livelli, è in grado di scongiurare la comparsa di qualsiasi casta o mafia e corruzione.

Gentili Signori, vorreste aiutare il popolo italiano a conquistare una piena organizzazione repubblicana e democratica?

Ringrazio e saluto cordialissimamente,

Danilo D'Antonio

Monti della Laga, Abruzzo

339 5014947

Per un equo impiego pubblico a rotazione
http://www.agoravox.it/ecrire/?exec=articles&id_article=7858

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