Il modello normativo di governance e i limiti delle realtà amministrative locali

In una amministrazione locale che stenta a sopravvivere nella stretta asfissiante rappresentata dall’incertezza del quadro normativo di riferimento, dai vincoli eccessivi del patto di stabilità, dalle prospettive nebulose di un federalismo sempre più equivoco, dalla scarsità delle risorse finanziarie disponibili, resa più acuta dalla grave situazione di crisi del Paese, è certamente arduo introdurre modelli innovativi di governance. Eppure la via dell’innovazione e della piena attuazione dei principi della riforma della PA, che puntano non soltanto all’efficacia e all’efficienza, ma anche alla trasparenza, all’integrità, al riconoscimento e alla valorizzazione del merito, si manifesta come l’unica possibile per il riscatto istituzionale degli enti locali. In tale direzione, occorre agire sui modelli organizzativi nel rispetto dell’autonomia normativa dei comuni e delle province per introdurre nuove soluzioni legate alla logica del risultato e sulla formazione di una classe dirigente capace di realizzare gli obiettivi assegnati in un quadro di legalità e di imparzialità, inteso come normale presupposto dell’azione amministrativa.

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