Il Comune di Perugia e la Regione Umbria il passaggio da Ato ad Ati

Ad oggi ci sono poche certezze normative che riguardo la scelta dei comuni in fatto di servizi pubblici, c’è per questo la necessità di completare le normative.

Si prende qui in esame il caso del Comune di Perugia in collaborazione con la regione Umbria, dove si sono fatte delle scelte precise come il mantenimento di un’elevata qualità dei servizi e una notevole produttività dei servizi erogati sia per l’acqua che per i rifiuti che per il gas che per i servizi di trasporto pubblico. In Umbria una normativa regionale ha modificato gli Ato in Ati, cioè in ambiti territoriali integrati. Sono presenti sul territorio 4 Ati che gestiscono acqua e rifiuti. Gli Ati umbri sono composti da sindaci o delegati dei sindaci e quindi in questo modo non c’è nessuna remunerazione ulteriore per i componenti e il tutto rimane di competenza dei comuni.

Il ruolo di governo dei servizi pubblici locali deve rimanere ai comuni per restare ancorato al territorio. Fin dagli anni ‘80 si è fatta la scelta di affidare la gestione dei servizi a società miste composte da privati ed enti pubblici.

I comuni soprattutto quelli più piccoli non hanno la consapevolezza della scadenza delle concessioni sul gas forse proprio perché manca una normativa unica in merito, c’è per questo tutta la problematica legata al riscatto delle reti del gas da parte dei comuni.

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