E-learning nell'education

Il cast degli organismi che facevano parte dell’organizzazione è composto da dodici attori che cercano di diffondere questo tema. Ci sono Ministeri, Agenzie Pubbliche, il Coordinamento delle Regioni e Associazioni, per declinare l’e-learning a vari livelli sul territorio nazionale. L’idea è di capire come il tema di e-learning può essere un elemento di innovazione all’interno di scuola ed università. La penetrazione dell’ e-learning nell’università è più semplice rispetto alla scuola, ci sono anche corsi di laurea completamente in modalità e-learning. Nella scuola la situazione è più difficile da monitorare, sulla questione della tecnologia sono stati dati strumenti innovativi che impattano su decine di migliaia di insegnanti che utilizzano queste modalità di insegnamento, per esempio classi 2.0.

Nella nuvola di parole chiave possiamo individuarne diverse legate alla formazione on-line, sono presentati nell’intervento tre esempi per far capire meglio le modalità di formazione: creatività, tecnologia/lim e  e-collaboration.  Questi sono esempi molto significativi, occorre però capire bene chi sono gli attori di questo processo. Viene per questo utilizzato uno schema a forma di tetraedro dove ai vertici della figura sono preseti questi attori: il sistema delle regioni, le imprese, le agenzie pubbliche e il sistema scuola-università. In mezzo ad essi si trova il governo con una funzione di coordinamento e stimolazione critica. Nell’ottica in cui ragioniamo possiamo arrivare a definire dei compiti precisi di ogni attore chiamato in causa e le possibilità di sperimentare e valorizzare. L’idea è che l’e-learning nella scuola e nelle università potrebbe avere un effetto di vario tipo con la consapevolezza che c’è una rilevante importanza rispetto all’aggiornamento dei docenti, un’altra legata all’integrazione tra territorio e contesto e, infine, quella legata al modo di fare scuola ed il linguaggio dei giovani

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