Dalla carta al bit: ma i dati di salute sono protetti e gestiti nel rispetto dei diritti del cittadino?

Filomena Polito nel suo intervento mostra le sue preoccupazioni sull’andamento che sta prendendo l’informatizzazione del sistema sanitario. Giusto per fare un esempio il Ministro non ha ancora pubblicato le norme sul Fascicolo Elettronico Sanitario a fronte di un sistema che già da anni si confronta con questi temi individuando soluzioni “personali”. Per non parlare delle nuove norme del CAD che impongono una serie di obblighi oggi praticamente sconosciuti al mondo della sanità. Eppure non mettersi in regola con le norme emesse dal Garante per la Privacy è di per sé un illecito, mentre troppo spesso l’applicazione della legge 196 si fa semplicemente copiando da internet i documenti di qualcun altro ed è forse questo il problema più grosso. Il passaggio completo al digitale, infatti, non potrà mai avvenire se la protezione dei dati non sarà garantita non solo a livello tecnico o formale, ma a livello organizzativo e gestionale. La privacy non è qualcosa che va visto in fondo al processo, ma va valutata al momento del disegno del progetto altrimenti ci troveremo sempre di fronte a difficoltà come quelle che descrive Filomena Polito.

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