Banche Dati e fiscalità: la condivisione dei dati diventa centrale

I progetti ELIS-FIS, ELIS-CAT  spesso vengono visti principalmente come strumenti per la lotta contro l’evasione fiscale, ma l’obiettivo più importante e fondante di tali progetti è rappresentato dalla lotta all’elusione fiscale. Lo strumento, alla base del raggiungimento di questo obiettivo, è la realizzazione di banche dati che siano ordinate, complete, integrate e sottoposte a continui aggiornamenti attraverso meccanismi automatici. Un sistema di banche dati così organizzato permette indirettamente il raggiungimento di un altro principio che dovrebbe caratterizzare l’azione amministrativa: la semplificazione. Con un sistema di banche dati organizzate, integrate e continuamente aggiornate, l’ente locale ha a disposizione tutti i dati necessari per la fiscalità, trovandosi così nella posizione di non dover più chiedere al contribuente nessun ulteriore adempimento. La semplificazione derivante da un sistema di questo tipo si presenta anche come una opportunità in ambito immobiliare per la gestione della totalità della fiscalità: contributi erariali e contributi agli enti locali. Il problema posto all’attenzione da Mauro Cammarata, in questo contesto, è l’impossibilità per gli enti locali di avere a disposizione le banche dati complete dei contribuenti, per cui l’ente locale, pur avendone gli strumenti, si trova nella posizione di non poter riscuotere a causa del negato assenso alla concessione delle informazioni sul contribuente da parte del governo centrale. In vista di un processo di attuazione del federalismo fiscale e alle direttive europee che ci imporranno dei rompere il monopolio di Equitalia per la riscossione dei tributi, il problema della realizzazione delle banche dati e della condivisione dei dati in esse contenute si fa centrale.

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