Articolo

Dal dato grezzo alla visualizzazione dei consumi energetici su Google: un buon esempio di gestione innovativa dei dati

Una mappa dei consumi energetici nazionale con gli edifici più efficienti e quelli più energivori indicati chiaramente e accessibili liberamente da chiunque per operare controlli incrociati, per pianificare le politiche energetiche e valutarne i risultati o semplicemente per innescare meccanismi di imitazione virtuosa di risparmio energetico. Non si tratta di un progetto fantascientifico. Al comune di Anzola nell’Emilia lo hanno già fatto, primi in Italia, utilizzando dati già in possesso di tutte le amministrazioni e portandosi avanti con il lavoro previsto la Patto dei Sindaci (PAES).

Artefice di questa piccola meraviglia il gruppo coordinato da Patrizia Saggini direttore area amministrativa e innovazione del Comune e guidato dalla convinzione, biglietto da visita di Patrizia, secondo cui l’informatica in una organizzazione pubblica non si può ridurre alla banale gestione di hardware e software, anzi, se non è accompagnata ad uno sviluppo organizzativo, non porterà mai a nessun risultato. Patrizia ha descritto il progetto nel dettaglio in un bell’articolo sul suo blog personale. Lo riportiamo integralmente certi che possa essere d’aiuto e di ispirazione a molti.

 

La più grande sfida di una Smart City è creare un ambiente sostenibile, per esempio ottenendo la riduzione dei consumi di energia; proprio per questo l’Unione Europea ha promosso il Patto dei Sindaci per il risparmio energetico – PAES, attraverso cui dovrà essere fatta una pianificazione dei consumi energetici sul territorio, incentivando la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili.

Presupposto della pianificazione di qualsiasi azione è conoscere la situazione di partenza, cioè i dati dei consumi del territorio (utenze domestiche e produttive); così come per monitorare l’efficacia delle azioni previste nel piano è necessario verificare le variazioni dei medesimi dati, in modo da misurarne gli scostamenti e vedere se le azioni previste hanno avuto risultati positivi o meno. Proprio per questo è essenziale partire dai dati del consumo energetico del territorio, tanto che è stato coniato lo slogan “Raw data energy now”: ma come può fare un Comune ad entrare in possesso di questi dati? Si possono ottenere dai gestori che si occupano di energia? E soprattutto, come contattare i gestori, ora che il mercato non è più in condizione di monopolio e siamo in regime di libera concorrenza?

In realtà, i dati dei consumi delle utenze di energia elettrica e gas sono già da tempo in possesso degli Enti Locali: infatti, a partire dalla Legge Finanziaria del 2005 (art. 1 commi 332, 333 e 334 della legge n. 311 del 31/12/2004), l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei Comuni questi dati attraverso il SIATEL, al fine di effettuare verifiche tributarie. I dati dei consumi sono annuali e sono riferiti ai soggetti residenti in un dato immobile, identificato con i dati catastali. Purtroppo questi dati hanno un formato poco leggibile, e quindi (nel nostro Comune ndr) siamo partiti con l’idea di inserirli nel Sistema Informativo Territoriale, con l’obiettivo di visualizzarli sulla mappa del territorio, utilizzando i dati degli immobili e dei residenti come chiavi di ricerca.

Proprio a questo punto ci siamo resi conto che se questi dati vengono opportunamente elaborati con un algoritmo che compara i consumi totali di un edificio con la superficie dell’immobile, si può arrivare alla classificazione energetica delle abitazioni del territorio… Ed ecco, il gioco è fatto! Dal mash up di 3 diverse banche dati (catasto immobili, anagrafe, consumi energetici) si crea un possibile sistema di monitoraggio dei consumi energetici del territorio.

Ultimo passo, ma non il meno importante, è rendere a disposizione i dati in formato Open: per cui abbiamo scelto il .kml, perché immediatamente visibile e rappresentabile con Google Earth, e il file è a disposizione di tutti sul portale Open Data della Regione Emilia-Romagna a questo link (va scaricato e aperto con Google Earth ndr).

I dati così pubblicati non hanno alcun riferimento personale, perché sono comunque riferiti all’immobile nel suo complesso, che vengono visualizzati con il colore corrispondente al livello di classificazione energetica attribuito.

I dati ovviamente andrebbero resi più precisi, mappando anche gli immobili che contengono impianti che producono energia da fonti rinnovabili: in questo caso chi possiede le informazioni è GSE, società pubblica che autorizza gli impianti di produzione di energia (e che ha già risposto favorevolmente alle richieste avanzate dal Comune di Anzola ndr).

E inoltre occorre tenere presente che un immobile può avere un basso consumo energetico perché disabitato, e in questo caso è sufficiente verificare se ci siano soggetti residenti; ma tutto ciò rappresenta un ottimo punto di partenza per la rappresentazione della situazione del territorio, soprattutto per iniziare a condividere a vari livelli cosa vuol dire classificazione energetica, e come si rapporta rispetto ai consumi annui, su come si può risparmiare e che incidenza può avere questo risparmio sull’ambiente; in una parola, è utile per creare cultura e condivisione di un modello virtuoso.

Nel documento pubblicato a questo link sono riportati in modo più esaustivo i riferimenti normativi, alcuni accenni alla privacy, le modalità di accesso ai dati, i requisiti di sistema, l’unione delle banche dati, pubblicazione del file in formato aperto, possibili utilizzi dei dati.

A questo punto, l’esperimento può essere replicato su tante realtà, piccole e grandi: perché non creare una mappa nazionale dei consumi energetici?

L’ambiente sostenibile e il risparmio sono un vantaggio per tutti, vediamo se riusciamo ad ottenere dei miglioramenti usando i dati che abbiamo! Una grande sfida per tutti.

 

Articolo pubblicato con il titolo: “Open Data ed Energia” il 4 Dicembre 2013 su http://www.patriziasaggini.it e reperibile a questo link .

Your rating: Nessuno Average: 4 (4 votes)

Contenuti del Dossier