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Istat: in dieci anni sceso del 20% il numero delle PA in Italia, 11,5% in meno i dipendenti

Il mondo del non profit cresce e si diversifica, la Pubblica Amministrazione si snellisce, il settore delle imprese subisce trasformazioni nel contesto della crisi e della globalizzazione. È quanto emerge dal 9° Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit, la rilevazione censuaria a cui hanno partecipato oltre 300mila organizzazioni non profit, 13mila istituzioni pubbliche e un campione di 260mila imprese (tutte quelle con 20 e più addetti e circa 190mila unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni).

A soli quattro mesi dalla chiusura delle rilevazioni sul campo, l’Istat ha diffuso oggi i primi dati che sono disponibili sul data warehouse del Censimento per essere consultati, navigati, elaborati e riusati. Oltre all’accesso diretto al data warehouse, Istat mette a disposizione gli Approfondimenti: analisi e letture di dettaglio dedicate a specifiche dimensioni che sono state  oggetto di indagine nelle tre rilevazioni del Censimento.

Ecco i primi dati relativi al mondo della PA (qui la scheda di dettaglio diffusa oggi).

Diminuisce il numero delle istituzioni pubbliche che, al 31 dicembre 2011, sono 12.183, il 21,8 per cento in meno rispetto alla precedente rilevazione del 2001. La riduzione è legata a una serie di interventi normativi e di processi di razionalizzazione che hanno portato negli anni alla trasformazione di enti da diritto pubblico a diritto privato e all'accorpamento tra istituzioni diverse.

Nel 2011 i lavoratori attivi (dipendenti) della PA sono poco più di 2,8 milioni, 116mila i lavoratori esterni, 11mila i lavoratori temporanei, 69mila i volontari impegnati nelle amministrazioni pubbliche, al netto dei militari e degli appartenenti alle forze di polizia. Rispetto al 2001 gli addetti diminuiscono dell’11,5 per cento (368mila unità), i lavoratori temporanei del 21,3 per cento (3mila), mentre aumentano in misura considerevole, il 18 per cento, i lavoratori esterni (poco meno di 18mila).

Tra gli enti locali, sono i Comuni ad aver subito la più forte contrazione del numero di addetti (-10,6 per cento), un po' meno si registra nelle Regioni (-8,6 per cento).

Solo le Province, le Comunità montane e isolane e le Unioni di comuni hanno aumentato nel decennio i dipendenti (+11,3 per cento le prime, +42,9 per cento le seconde) in coerenza con l’aumento del loro numero (da 102 a 109 le prime e da 355 a 573 le seconde).

La diminuzione del personale dipendente (-24,8 per cento) si riscontra anche nelle altre istituzioni pubbliche (Camere di Commercio, ordini e collegi professionali, università ed enti di ricerca). Significativa anche la contrazione (-14,2 per cento) del numero di addetti negli Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e nelle amministrazioni dello Stato: Ministeri, Agenzie dello Stato, Presidenza del Consiglio.

La PA arretra nei settori del Welfare. Diminuisce l’occupazione dipendente in settori di attività tradizionalmente pubblici e aumenta al contempo il numero degli addetti nelle imprese e nelle istituzioni non profit. Dall’indagine emerge quindi l’effetto “sostituzione” tra un settore e l’altro in termini di occupazione e unità economiche. Se, da una parte, rispetto al 2001 diminuisce l'occupazione dipendente nell’istruzione e nella sanità e assistenza sociale pubblica (rispettivamente –10,3 per cento e -8,6 per cento), dall'altra aumenta contestualmente nelle stesse attività economiche il numero degli addetti nel non profit (+78mila nell'istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila). Una conferma del progressivo ampliamento dei servizi di mercato chiaramente misurato dal Censimento.

Tutti i materiali sono disponibili sul sito del Censimento:

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