Espositori informano

Il Ministero degli Affari Esteri a FORUM PA 2013

Anche quest'anno il Ministero Affari Esteri ha partecipato con un intenso programma alla 24a edizione del FORUM PA. I temi generali delle tre giornate sono stati quelli della efficienza, innovazione e risparmio energetico nelle attività e procedure gestionali del Ministero, della Cooperazione allo Sviluppo in campo sanitario, le attività degli ultimi mesi dell'Unità di Crisi ed il grande tema dell'Europa dello studio e delle opportunità. Spazio anche alla diplomazia per la crescita, relativa ai servizi forniti dal Ministero alle aziende italiane all'estero.

Il convegno "Unione europea, cittadinanza europea, democrazia europea: quale bilancio a un anno dalle elezioni europee del 2014?" ha offerto l’occasione per fare il punto su una delle sfide cruciali per le prospettive dell’integrazione europea: quella di assicurare una più effettiva identificazione dei cittadini europei con le proprie istituzioni attraverso strumenti che garantiscano processi decisionali basati sulla trasparenza e sulla democrazia partecipativa. Una piena realizzazione del principio di cittadinanza europea, nella sua accezione più ampia, diventa quindi elemento essenziale per una democrazia europea compiuta e condizione indispensabile per il progresso dell’integrazione europea. L'evento è stato seguito da una folta partecipazione di studenti delle scuole superiori e universitari, tra i quali coloro che sono intenzionati ad intraprendere carriere presso le organizzazioni internazionali o diplomatica.

La relazione introduttiva al convegno è stata svolta da Vincenzo Grassi vice direttore generale per l’Integrazione europea presso il Ministero degli Affari Esteri sul tema: "cittadinanza europea e democrazia europea da Roma a Lisbona: la partecipazione dei cittadini come sfida decisiva per il successo dell’integrazione europea". Sono intervenuti anche Roberta Angelilli, vice-Presidente del Parlamento Europeo su "libertà, sicurezza e giustizia, Carlo Casini, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo; Roberto Gualtieri della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo; Roberto Adam, Capo del Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Pasquale Ferrara, segretario generale dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

Il valore del lavoro pubblico

L’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, ha organizzato nel pomeriggio del 30 maggio un Seminario per discutere di rapporto fra funzionario pubblico e società civile: “La reputazione della Pubblica Amministrazione: in questo paese, può l'impiegato pubblico essere un alleato del cittadino? E può cambiare il modo di vedere la P.A. da parte del cittadino? Riflessioni di AIDP.pa a partire da un recente fatto di cronaca”. L’obiettivo è stato riflettere sul tema del valore del lavoro pubblico, valorizzare l’impegno della PA italiana in termini di legalità e promuovere un’amministrazione pubblica in grado di porsi obiettivi in piena sintonia con la sensibilità civile dei cittadini.

L’Unità di crisi fa il punto, Siria e Nigeria le aree più pericolose

Dal "buco nero" della Siria al Nord della Nigeria, dalla regione del Sahel al Nord del Mali, fino alla Mauritania. Sono queste secondo gli esperti dell'Unità di crisi della Farnesina le zone in questo momento più pericolose al mondo. In cima alla 'black list' dei Paesi - circa una cinquantina - costantemente monitorati dal ministero degli Esteri, spicca il continente africano.  E’ quanto ha sottolineato Edoardo Pucci, funzionario diplomatico dell'Unità di crisi, che ha presentato le attività svolte dal team, che dalla sala operativa della Farnesina controlla 24 ore su 24, l'evoluzione di quanto accade in giro per il mondo.

Una attività che è andata intensificandosi negli ultimi 18 mesi, e che riguarda principalmente interventi nei casi di sequestri e liberazioni, pirateria, calamità naturali, assistenza ai connazionali che si trovano all'estero e difesa degli interessi nazionali.

La Cooperazione italiana del settore sanitario

Un diritto umano fondamentale ma anche un fattore essenziale per la crescita economica e lo sviluppo umano. La salute è, in questi termini, un obiettivo prioritario della Cooperazione italiana, al centro del fitto programma di “Officine” organizzate dal Ministero degli Affari Esteri presso il proprio stand.

‘’Il settore sanitario è fondamentale per lo sviluppo dei Paesi e dei governi’’ con cui opera la Cooperazione italiana, ha spiegato Gennaro Gentile, esperto della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del MAE e relatore dell’incontro, durante il quale sono state rimarcate alcuni dei principi guida della cooperazione italiana nel settore: dalla lotta alla povertà e alle diseguaglianze economiche alle priorità affidate agli interventi per le fasce più vulnerabili, dal dialogo tecnico con i partner all’attenzione alla ‘domanda’ più che all’offerta dei servizi.

Tra il 2008 e il 2012, i progetti della Cooperazione italiana in campo sociale e sanitario sono stati oltre 250, dei quali 150 affidati, per la loro esecuzione, alle Ong. Complessivamente, il finanziamento 2008-2012 messo in campo sul canale bilaterale è stato di oltre 470 milioni di euro, dei quali oltre 300 milioni sottoforma di dono e poco più  170 milioni sottoforma di credito d’aiuto. A beneficarne sono 70 paesi del mondo, grazie alle 258 iniziative messe in campo dall’Italia. A seguire, gli interventi sulla sanità di base (16%),  sulla disabilità (12%), sulla tutela dell’ambiente (10%) e sulle grandi endemie e sulle risorse umane (8%). Quella della Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina è un’azione a tutto campo, che va dalla lotta alle pandemie al sostegno all’assistenza sanitaria di base fino al sostegno al personale sanitario.

Dematerializzazione e piattaforma @doc: la P.A. senza carta

‘’Una per Tutti, Tutti per Una: la Pa che fa sistema”: La dematerializzazione e la riorganizzazione del flusso del lavoro in un’unica piattaforma – chiamata @doc - di gestione documentale condivisa è stata al centro dell’incontro, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri, teso ad illustrare l’obiettivo comune di un’ Amministrazione integralmente digitale, senza uso di carta. Un obiettivo che ha stimolato la creazione di una piattaforma di gestione collaborativa e multicanale quale modello di riferimento che possa essere adottato anche da altri enti istituzionali. Il progetto @doc è stato creato per conciliare inclusività e sostegno ai cittadini e alle imprese. Rafforzando, così, l’intero Sistema Italia.

“Il MAE ha da tempo intrapreso la strada della dematerializzazione e la piattaforma @doc ha già raccolto le adesioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Garante della Privacy” e “questo è un primo nucleo di diffusione” del progetto, ha spiegato Massimo Civitelli, Direttore Generale della Direzione Generale per l’amministrazione, l’informatica e le comunicazioni della Farnesina. Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Luigi Ferrari, Direttore Centrale dell’ICT del Ministero degli Esteri, secondo il quale, “la nostra piattaforma documentale digitale è all’avanguardia” e lo dimostra il fatto che sia stata adottata da altri due, importanti rami della P.A. A ciò, ha rimarcato Ferrari, va aggiunto il sostegno della Presidenza del Consiglio e dell’Agenzia per l’Italia Digitale all’iniziativa, elementi che danno così “la possibilità di introdurre nuove funzionalità e rendere la piattaforma @doc sempre più avanzata e innovativa”. Con una novità, rivelata dallo stesso Ferrari: “nei prossimi 18 mesi la piattaforma sarà estesa alle 220 sedi diplomatiche e consolari” in giro per il mondo. Un ulteriore sviluppo per un progetto che sia avvia rapidamente al D-Day, il giorno della Pubblica Amministrazione senza carta, ovvero il passaggio dal Codice dell’Amministrazione Digitale ad una P.A senza carta.

 Presentato Annuario statistico Mae: aumentano gli italiani residenti all’estero

Gli italiani, complice forse anche la crisi, tornano a emigrare. I nostri connazionali residenti all'estero sono aumentati infatti del 5% dal 2011 al 2012 e oggi sono oltre 4.662.000. E' uno dei dati raccolti dall'Annuario statistico del Ministero degli Affari Esteri e diffusi come anticipazione al Forum PA durante una delle ‘officine’ organizzate presso lo stand della Farnesina.

''L'Annuario racconta il Ministero degli affari esteri in cifre'', ha spiegato il capo dell'Ufficio di statistica della Farnesina, Sabrina Ugolini, sottolineando come il documento non voglia “essere solo uno strumento d'informazione per addetti ai lavori, ma anche uno strumento di comunicazione rivolto a un pubblico più ampio''. Oltre alle dimensioni crescenti della comunità di italiani residenti all'estero, particolarmente interessanti sono i numeri concernenti i servizi consolari e amministrativi. Tra il 2011 e 2012, per esempio, il numero delle carte d'identità rilasciate e' quasi raddoppiato (+47%), dato dal quale traspare un aumento della mobilità all’interno dell’Ue. Anche il numero di visti concessi dall’Italia, inoltre, è aumentato nell'ultimo anno (+9%), confermando una tendenza ormai consolidata. Nel 2012 l'Italia ha concesso circa 1,9 milioni di visti, diventando il terzo Paese europeo dopo Francia e Germania per visti concessi. I principali richiedenti sono Russia, Cina, Turchia, India e Ucraina. Risalta, infine, anche il dato degli interventi coordinati dall'Unità di crisi della Farnesina: dal 2010 al 2012 sono cresciuti del 51%. 

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