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Fondi UE: ne usufruisce circa un terzo dei Comuni italiani

E' appena uscito il terzo rapporto IFEL sullo "Stato di attuazione del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013. Stato d'attuazione e ruolo dei Comuni". Rispetto ai due precedenti lavori, le analisi relative all'attuazione dei progetti FESR 2007-2013 sono state condotte non più sulla base degli elenchi dei Beneficiari prodotti dalle Autorità di Gestione competenti, bensì utilizzando come fonti ufficiali i dati pubblicati da OpenCoesione. Il rapporto è stato presentato oggi a FORUM PA 2013 all'interno del convegno "OpenCoesione: vieni ad aprire i dati sulle politiche di coesione".

Un'analisi dettagliata sullo stato dell'ente locale e della sua propensione verso i finanziamenti erogati dalla Comunità Europea. L'importanza del rapporto IFEL è certificata dal fatto che ad usufruirne sono circa un terzo dei Comuni italiani, nello specifico 2.603 enti su 8.092.

Nel dettaglio: al 31 dicembre 2012, vi sono 46.743 progetti  per un valore di costo rendicontabile UE pari ad oltre 18,5 miliardi di euro,  ed un sal del progetto che al 45,7%. Oltre il 50% (53,7) degli interventi sono appannaggio d’imprese e privati, a seguire vi  sono le scuole, l’università e gli  Istituti di ricerca pubblici (18,7%). Infine i Comuni (13,7), le Regioni (9,2%) e Province (2,5%).

I comuni pur trovandosi “a valle” nell’iter amministrativo per l’esecuzione dei progetti comunitari, fanno registrare una percentuale di operazioni ancora non avviate inferiore rispetto alla medesima percentuale calcolata per le amministrazioni regionali e provinciali attuatrici di progetti FESR. Dei 6.421 progetti in capo ai comuni uno su cinque (il 19,5%) è ancora fermo ai “blocchi di partenza.

Al 31 dicembre 2012, in Italia circa un comune su tre (il 32,2% degli 8.092 comuni italiani) è attuatore di un progetto finanziato dai POR FESR 2007-2013. E’, questa, una percentuale che varia a seconda della geografia: raggiunge il 62,6% nelle regioni della Convergenza ed il 23,8% nelle regioni della Competitività. In particolare in Puglia, Basilicata e Calabria si assiste ad un fenomeno definibile di “polverizzazione dei beneficiari”, poiché più del 90% dei comuni delle singole regioni è attuatore di almeno un progetto FESR. Anche l’avanzamento finanziario dei progetti è fortemente eterogeneo a livello territoriale. Rispetto alla media dei comuni, per i quali i pagamenti rendicontabili UE corrispondono al 36,5% dei costi rendicontabili UE, si rilevano picchi verso l’alto, come nel caso in Competitività della P.A. di Trento (90,7%), Umbria (48,0%), Abruzzo (74,3%), Molise (87,6%) e come nel caso di Puglia e Basilicata, in Convergenza, con un avanzamento al di sopra del 40%.

A livello nazionale la maggior parte dei progetti con comuni attuatori si inserisce nel campo dell’energie e dell’efficienza energetica (il 24,8% del totale, ma con una rendicontazione molto bassa pari al 5.5% del tot.), seguito da ambiente e prevenzione dei rischi (23,4%), attrazione culturale, naturale e turistica (15,6%) e rinnovamento urbano e rurale (13,2% ma con una rendicontazione altissima intorno al 22,8%).

La maggior parte dei progetti in capo ai comuni è di piccola taglia finanziaria: il 43,5% ha un costo rendicontabile UE inferiore ai 150.000 euro ed il 26,8% un costo compreso tra i 150.000 ed i 500.000 euro.

I “piccolissimi progetti” sono più diffusi nelle regioni dell’Obiettivo Competitività (incidono per il 48,4% sulla totalità dei progetti dell’Obiettivo), con picchi superiori all’80% in Valle d’Aosta, nella P.A. di Trento, in Veneto, e in Abruzzo. Al contrario sono meno diffusi nelle regioni Convergenza (39,9%), con il massimo raggiunto in Calabria a quota 62,4%. 

A livello di ampiezza demografica si nota come l’incidenza di comuni attuatori sia direttamente proporzionale alla popolosità dei comuni stessi (Tabella 11): si passa dal 25,5% dei comuni beneficiari tra le amministrazioni comunali nelle quali vivono meno di 2.000 abitanti, fino al 75% nei comuni che superano i 250mila residenti.

I progetti fino a 150mila euro di costo rendicontabile UE sono i più diffusi tra i comuni attuatori  fino a 10.000 cittadini, al contrario sono gli interventi nella classe di costo compresa tra i 500.000 euro ed 1,5 milioni di euro quelli più frequentemente in capo ai comuni con una popolazione superiore ai 20mila abitanti.

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