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Open data e statistica pubblica

E’ iniziata ieri a Roma, organizzata dall’Istat, l’undicesima Conferenza nazionale di statistica, che “rappresenta il contenitore nel quale il Sistema statistico nazionale dialoga e si confronta, dando luogo a una sintesi delle conoscenze che negli anni ha contribuito a consolidare il ruolo strategico della statistica ufficiale”. Molti gli appuntamenti previsti dal programma, grande l’attenzione posta al tema dell’Open Data.

Tra i vari interventi della sessione Open data: una opportunità per pubblica amministrazione e società civile [video], Salvatore Marras (Formez) ha parlato della situazione degli Open Data in Italia e dell’utilizzo del portale dati.gov.it, mentre Oscar Sovani (Regione Lombardia) ha parlato del portale dati.lombardia.it, sottolineando che l’Open Data presuppone organizzazioni performanti, ovvero dotate di reattività e specifico know how metodologico e tecnico, nonché una governance complessiva in termini di committment, atti formali, linee guida condivise e posizioni organizzative dedicate.

Nella sessione Open data: per la statistica pubblica un’occasione da non perdere – che ha aperto con qualche giorno di anticipo l’International Open Data Day Italia 2013 – Sergio Agostinelli (Formez) ha fatto una panoramica sulle App presenti nel catalogo delle applicazioni di dati.gov.it che sono state sviluppate da soggetti pubblici; Vincenzo Patruno (Istat) ha mostrato in quale modo le migliori App che hanno partecipato alla competizione Apps4Italy utilizzano i dati della statistica pubblica; Stefano de Luca (Evodevo) ha mostrato una interessante applicazione basata su dati statistici degli incidenti stradali; Alessio Biancalana (Hopen) ha espresso un punto di vista degli sviluppatori software di professione; Ernesto Belisario (Associazione italiana Open Government) ha presentato sei proposte affinchè l’approccio agli Open Data, finora amatoriale, diventi professionale.

Di rilievo le considerazioni di Stefano de Luca, ovvero la possibilità, per le aziende private, di sviluppare e distribuire applicazioni e servizi anche per fini di lucro e commerciali, a partire dagli Open Data, e le proposte di Ernesto Belisario, ovvero: dare continuità alle iniziative già avviate, cercare di coordinare un minimo le iniziative e proposte che arrivano dal basso, dedicare attenzione anche alle buone idee e non solo alle App, trovare momenti e spazi di condivisione e contaminazione fra esperti in differenti discipline e attori a vario titolo, moltiplicare i luoghi di confronto fra le Pubbliche Amministrazioni e le comunità Open Data, superare la logica del crowdsourcing a favore della collaboration, magari organizzando gruppi di lavoro focalizzati con esperti interni ed esterni alla PA. 

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