Editoriale

Per ora 4.028 eccedenze nella PA: troppe o troppo poche?

Prima la comunicazione di Patroni Griffi in un incontro a porte chiuse ai sindacati, poi un twitter con la cifra, infine una tabella proposta sul sito istituzionale: cominciano ad uscire i numeri dei dipendenti pubblici in sovrannumero. Sino ad ora, esaminati 9 Ministeri (ma per es. non Giustizia e MIUR), 21 Enti di ricerca e 20 Enti non economici (ma non l’INPS che è il più grande), il Ministro ha annunciato che, su circa 93.000 dipendenti ci sono 4.028 impiegati di troppo (4,3%), mentre si parla di un eccedenza di 48 dirigenti generali e 439 dirigenti di seconda fascia. Come sempre annunci di questo genere suscitano molte reazioni, anche emotive. Noi però siamo gente appassionata, ma che cerca di ragionare a mente fredda e quindi vi propongo un’analisi che parte dai fatti, legge poi le reazioni, spiega le parole e alla fine, ma solo alla fine propone una provvisoria e personale valutazione.

I fatti sono noti: dopo una stagione di ridimensionamenti fatti soprattutto con il taglio del turnover (Brunetta aveva rivendicato una diminuzione di 300.000 unità nella legislatura, anche se i numeri effettivi ad oggi appaiono assai meno importanti) siamo passati con la spending review ad una fase diciamo così “attiva” di riduzione del personale pubblico.
Così a luglio di quest’anno il Ministro della Pubblica Amministrazione parla per i dipendenti della PA centrale di una riduzione del 10% del costo del personale non dirigente e del 20% dei posti dirigenziali. Nelle slides di presentazione del provvedimento si specifica che i tagli saranno selettivi e quindi successivi ad un esame approfondito delle dotazioni e dei fabbisogni, revisionando, dove serve, gli assetti organizzativi.
Ora, dopo qualche mese, abbiamo i risultati di una prima revisione, a cui seguirà quella degli altri enti della PA centrale e poi degli enti territoriali.

Le parole: non sono chiarissime a tutti, specie a chi non si occupa di relazioni sindacali, quindi è meglio spiegarle. Ad oggi questi numeri si riferiscono alle cosiddette eccedenze. Alle persone (perché non dimentichiamo mai che parliamo di persone) che occupano questi posti saranno proposte diverse strade per un’uscita concordata (come per altro accade con il privato): dai prepensionamenti ai trasferimenti in “mobilità guidata” ai contratti a tempo parziale. Quelli per cui non sarà possibile agire in questo modo diventano tecnicamente esuberi. Gli esuberi hanno ancora qualche chance di non uscire dal mondo del lavoro in quanto sono collocati in “disponibilità” per 24 mesi, solo dopo, se non ricollocati, si passa ai licenziamenti veri e propri

Le reazioni ufficiali di alcuni sindacati in sintesi:

  • CGIL: “Stiamo andando incontro agli esodati del pubblico impiego
  • CISL: “No agli esuberi. Gestire i soprannumeri con pensionamenti e part-time
  • UIL: “Si è ottenuto un risparmio sulla pelle delle persone secondo i parametri classici dei tagli lineari”

I commenti dei cittadini e dei dipendenti pubblici

Alcuni Twitter

  • @MEnnilo incredulo
    "4.000 esuberi tra gli statali, dice Patroni Griffi. Per me nessuna cifra sotto 100.000 e' minimamente credibile".

  • @chiedoscusa ironico
    "@funzpub "In esubero 4028 unità". Perché non mettere anche i nomi? Ah non c'entrano in 140 caratteri? Chiedo scusa.https://twitter.com/FunzPub/status/268286045978763264 …"

  •  @TristeMietitore necrofilo
    "La Morte osserva: Patroni Griffi ha unfollowato 4028 impiegati."

Commenti sui siti de “Il Fatto quotidiano” (155) e de “Il sole 24 Ore”(53)

  • Ora la domanda è: perché i dipendenti pubblici (che sono 2,8 milioni + 1 milione fra precari, enti locali + a spanne 4 milioni di familiari, per un totale di circa 8 milioni) dovrebbero ancora votare per quelli che sostengono questo governo che tocca solo la classe medio bassa, cioè PD in primis, PDL o quello che resta, UDC, FLI????????

  • La vera domanda è se abbiamo bisogno di milioni di dipendenti pubblici La risposta è no.

  • Vorrei sapere quanti degli esuberi sono in forza a Palazzo Chigi, Quirinale, Viminale, Senato, Camera dei Deputati, Consiglio di Stato, CSM, etc etc. Mi sa tanto che, dopo lunghi studi e ricerche, si stan mandando a casa gli unici 4mila non raccomandati...

  • Probabilmente ha fatto confusione, circa 4000 sono i dipendenti che lavorano veramente.
    Pubblica amministrazione da sfoltire completamente e chi rimarrà senza lavoro potrà consolarsi pensando a tutti gli anni che ha passato a rubare lo stipendio.

  • I dipendenti della pubblica amministrazione italiana sono perfettamente nella media europea come numero e totalmente al di sotto per retribuzione. Guardate una qualsiasi statistica reperibile ovunque. Andrebbero invece abolite le aziende partecipate, le quali cumulano i vantaggi del settore pubblico con quello privato senza avere oneri ne dell'uno ne dell'altro. Altra anomalia tutta italiana sono gli stipendi stratosferici dei manager pubblici assunti senza concorso in base al padrino politico di turno.

  • Questi sono pazzi!!!! 4000 eccedenze??? ....al giorno forse!!! per almeno 2 anni di seguito!!! feste, week end, permessi, ferie, malattie, ponti e scioperi compresi!!!!!!!!!!! e comunque, per primi, incominciamo dai dipendenti del Quirinale, del Senato, della Camera, dagli Ambasciatori, dai Consoli, dai Prefetti, dagli Ammiragli, Generali, Colonnelli, dai manager di Stato, dai dipendenti delle Regioni (per prime quelle autonome), dai dipendenti delle Province .....e sai quando mi fermo??!!!!!!!

E potrei continuare per pagine e pagine, tutte di questo doppio tenore, ma è il momento di una personale valutazione.

Proviamo quindi ad abbozzare una risposta alla domanda del titolo, a cui i commentatori sui giornali hanno risposto in modo così drammaticamente opposto. 4.028 eccedenze su 94mila impiegati sono troppe o troppo poche?

Io credo che la risposta è impossibile senza farci un’altra domanda: “troppe o troppo poche per far che?” Per quale pubblica amministrazione? Per quale perimetro dell’azione pubblica? Per quali servizi? Per quale welfare?

Credo che non sia più eludibile una scelta strategica in questo senso. Io sono convinto che una buona amministrazione pubblica sia un “bene comune” da preservare e credo che dobbiamo cercare un assetto non “compatibile” con i soldi che abbiamo, ma “sostenibile” nel senso che costi alla collettività per quanto sia in grado di preservare e arricchire il capitale sociale e quindi il benessere equo e sostenibile delle nostre comunità. In questo senso, come ebbi già modo di scrivere anni addietro, la domanda giusta non è “quanto costa la PA?”, ma “quanto vale, ossia quanto siamo disposti a pagarla per la qualità e la quantità dei servizi che ci rende?”
Ma questa risposta dobbiamo darla con la testa, non con la pancia delle reazioni emotive, siano in un senso o nell’altro. Dobbiamo darla dopo aver visto i numeri e dopo aver preteso trasparenza: questo è il senso del mio e nostro forte e testardo impegno per l’open government.

Potremmo scoprire che questo valore è basso e allora forse alla cifra fatta dal ministro dobbiamo aggiungere uno zero e, invece del 4,3% di riduzione, la PA andrebbe dimezzata! Possiamo invece scoprire, come io credo, che in essa ci sono professionalità e impegno tali da rendere tanto alto questo valore da pensare sì ad una ristrutturazione e una riallocazione delle risorse, comunque necessaria per la PA più vecchia e peggio distribuita del mondo, ma non al ribasso, ma piuttosto al rialzo: inserendo giovani, nuove competenze, nuovi entusiasmi.

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Commenti

il vero problema è che nel

il vero problema è che nel pubblico impiego la presenza politica è molto forte! l'esubero dei dipendenti ma soprattutto dei dirigenti che spesso sono voluti dal politico di turno ... si trovano non nei posti dove devi lavorare veramente ma nelle segreterie politiche o dipartimenti tutti principalmente con visibilità politica dove viene pagato uno stipendio anche solo se fai da soprammobile ma carino!
Con i tagli siate sicuri che non colpiranno MAI queste persone ma i soliti sfigati che non sono appoggiati o raccomandati ....... dopo 22 anni nella pubblica amministrazione non finisco mai di vedere sempre le stesse cose, gli stessi meccanismi ...

Concordo in pieno!! e posso

Concordo in pieno!! e posso tranquillamente esserne testimone

Eccedenze e altre storture nella P.A.

Ho lavorato nella P.A: come precario per un anno e mezzo con qualifica C1 e prima ho lavorato per oltre 30'anni in mie imprese. Quello che ho constato è:
1. Un bassissimo livello di produttività dovuto ad un antidiluviana applicazione dei computer.
2. Una burocrazia da azzeccagarbugli, dove due pareri dati da dirigenti di pari livello non coincidono quasi mai.
3. Un atteggiamento molto ambiguo nei confronti dell'utenza: l'utenza viene vissuta come controparte, cioè, ad esempio, non si può consigliarla sui percorsi più rapidi ed efficaci per ottenere servizi ai quali sostanzialmente hanno diritto, o dimostreranno, se riusciranno ad individuare da soli i percorsi più idonei, di avere diritto.
4. Gli uffici pubblici non si parlano tra loro: l'anagrafe non colloquia con il ministero delle finanze, ad esempio una conseguenza è che ci sono persone che hanno codici fiscali diversi in anagrafe e alle finanze o persone che sono sposate per l'anagrafe e non per la finanza. Inoltre non si parlano neppure le anagrafi dei diversi Comuni, per cui quando una persona si trasferisce da un Comune ad un altro, il Comune di partenza sa quale sia il Comune di destinazione, ma se la persone si trasferisce di nuovo altrove, il Comune di partenza non ne sa più nulla. Infine, ma sono solo esempi e l'elenco potrebbe essere lunghissimo, siccome i dati non sono neppure incrociati fra loro, può essere che una persona X risulti sposata con una persona Y, ma che la persona Y non risulti sposata nella stessa anagrafe. Insomma la situazione è molto grave, ma la cosa più grave è che non viene percepita la gravità. In particolare le difficoltà maggiori si hanno nell'incrocio tra dati locali e dati statali, ma in entrambi i casi il fattore più grave è la mancanza di una mentalità informatica e di considerare il cittadino una controparte rispetto al servizio pubblico, invece che il naturale destinatario e il vero 'padrone' del servizio pubblico: ciò deriva da un equivoco di fondo, diventato dogma in Italia, per cui ad esempio un diritto del cittadino non genera automaticamente un dovere per il servizio pubblico, ma un diritto non ha nessun valore se non viene esatto nella forma stabilita dalla pubblica amministrazione.
5. L'omogeneità all'interno di uno stesso ufficio non lascia alcuna via di infiltrazione all'innovazione, in quanto si stabiliscono priorità di anzianità, dove i nuovi venuti o si adeguano o vengono estromessi, anche dove propongano iniziative che siano oggettivamente migliorative in quanto il livello di schermaglie all'interno dei pari grado e anzianità volto ad acquisire maggior potere all'interno dell'ufficio è spesso talmente velenoso tra provocare malattie psicosomatiche anche gravi, figuriamoci se può essere lasciato libero il ben che minimo spazio per i nuovi venuti, anche se più competenti.
6. Per contro, non viene ricercata quasi nessuna omogeneità tra un ufficio e l'altro, ad esempio, qualche dirigente concede che ci possa essere uno scalda-vivande o un frigorifero per i dipendenti e qualche altro dirigente non lo concede. In alcuni uffici si possono installare le macchinette che distribuiscono il caffè ed in altri no. Per i fumatori c'è una specie di tolleranza malintesa, in quanto non essendoci spesso un locale fumatori all'interno dell'ufficio e neppure all'interno dell'edificio, per fumare si deve uscire dall'edificio, ma se si esce si deve timbrare e quindi queste persone verrebbero discriminate rispetto ai non fumatori che possono prendersi una pausa senza uscire dall'ufficio, specialmente dove hanno le macchinette del caffè all'interno, quindi senza dover timbrare. Insomma la tanto pedissequamente perseguita omogeneità, in realtà è pura chimera e viene rigidamente richiesta solo per far riconoscere un potere all'interno di una lobby dell'ufficio, complici impotenti i dirigenti medesimi. Quando si dice che il vecchio usciere può aiutarti più di un dirigente non è vero ma rispecchia la realtà di queste lobbies interne agli stessi uffici.
7. La piaggeria nei confronti dei dirigenti è disarmante, direi quasi patologica.
8. La innamovibilità dei pubblici dipendenti, che possono essere mossi solo su loro richiesta, genera un potere non riscontrabile in nessun altro Paese del Mondo.
9. Infine la irremovibilità del dipendente pubblico, che rimane a vita nel ruolo che vuole, e che non può mai essere licenziato neppure in caso di palesi sentenze definitive, ad esempio per essere stati assunti con le facilitazioni per disabili avendo prodotto documentazione falsa redatta da medici compiacenti e altri simili stratagemmi, che abbiano stigmatizzato l'imbroglio, non possono venire rimossi e rimangono a pieno titolo in quel ruolo che non sarebbe mai spettato loro. Questa poi è una prassi consolidata nelle pubbliche amministrazioni, anche per quanto riguarda altre 'irregolarità': ad esempio per sanare l'abusivismo edilizio, viene richiesta una specie di tangente che non necessariamente sia in denaro liquido, o non necessariamente sia anche qualcosa di illecito o di malfatto per la comunità, infatti può essere la costruzione di un piccolo parco di quartiere, o di un'area adibita a parcheggio pubblico o altre opere di cui si senta la necessità in quella zona, ma comunque sia si tratta sempre di una forma strisciante di corruzione da una parte e di concussione dall'altra, perl lo più sottoposta a trattativa privata. A titolo di mero esempio, se le condizioni per le costruzioni abitative o industriali fossero messe per iscritto anziché concordate di volta in volta, i tempi sarebbero drasticamente abbattuti, non si potrebbe parlare di concussione e neppure di illegalità in quanto uno scritto pubblico illegale della P.A. sarebbe inammissibile o quanto meno immediatamente sanzionato del potere giudiziario.
10. Sostanzialmente sono convinto di non sbagliare affermando che se si potessero, anche gradualmente eliminare le 'storture' che ho evidenziato, con metà del personale attuale si potrebbe raggiungere una produttività doppia di quella attuale: mi consente di affermarlo la mia esperienza ultra-trentennale in organizzazione aziendale. Si tratta di una mia previsione prudenziale che non richiede assunzione di personale esterno e che può andare a regime in tutta Italia nel tempo massimo di un quinquennio, dove nel primo anno si addestrino i dipendenti più idonei ad organizzare lo start-up e a verificare e correggere per fasi la realizzazione del piano, e gradualmente negli anni successivi si individuino i dipendenti da mettere a riposo e si crei la struttura per il funzionamento del nuovo sistema produttivo. Infine non richiederebbe alcuna spesa in quanto si autofinanzierebbe con i propri stessi risparmi dovuti alla diminuzione di personale e alla crescita di efficienza. C'è un'unica condizione, che, come nel privato ho la certezza che non avrei alcuna difficoltà ad ottenere, così nel pubblico ho la certezza che non potrei ottenere a nessuna condizione, ossia carta-bianca, pur nei limiti della legalità.

Sono d'accordo

Sono d'accordo con l'editoriale. Sono un pubblico dipendente (da 36 anni). Dopo una carriera spesa, nel mio piccolo, a tentare di "migliorare le cose", constatato lo sfacelo irreparabile in cui la mia Soprintendenza per i Architettonici e Paesaggistici è sprofondata a causa delle c.d. riforme organizzative (fatte dai partiti che avevo votato anch'io) avrei optato per andarmene in pensione (non sono più pro-positivo come un tempo anche se resto forse il più ottimista fra tutti i miei colleghi, tutti canuti e stanchi) meglio lasciare ai giovani, più vivi, più qualificati.
No. fermi tutti! Non esce nessuno, non entra nessuno. (non usciranno nemmeno i 664 previsti nel MiBAC perchè li hanno individuati nell'"organico di diritto" di 19.000 che è maggiore del personale in servizio: 18.000).
Aspettiamo l'Apocalisse?

e i prossimi saranno gli enti locali??

Ho visto anch'io con stupore il Tweet della Funziona Pubblica, e il commento di Wired, che salutava con gioia la notizia che così gli italiani avrebbero potuto monitorare il conseguente risparmio della spesa apubblica.....
Al che ho pensato: quindi dovremmo essere contenti che entro 2 anni 4.028 persone rimarranno senza un lavoro??
Siamo veramente convinti che questo sia un vero risparmio per la spesa pubblica, o ci saranno comunque ricadute indirette??
Un'altro assurdo: dal 1 gennaio leggo che anche gli enti locali saranno soggetti ai tagli calcolati con lo stesso metodo... per cui lo scenario probabile sarà che verranno considerati in esubero un certo numero di dipendenti, a differenza di tutti quelli che hanno un contratto (privatistico, di alta professionalità, di collaborazione, chi più ne ha, più ne metta)..... e questo vi sembra VERO RISPARMIO??

"eccedenze" nella P.A.

Ritengo assolutamente centrale e corretta la domanda di Mochi Sismondi sulle eccedenze: "troppe o troppo poche per quale pubblica amministrazione?". In assenza di "scelte strategiche" qualsiasi numero è opinabile e serve soltanto per scatenare i più bassi istinti dei più svariati "commentatori". Vorrei ricordare a tutti, interni ed esterni alla pubblica amministrazione, legislatori, decisori, esecutori, ecc., la "strategia semplice" proposta qualche tempo fa da Mauro Bonaretti per un percorso di vera e concreta crescita del Paese, basata su un unico fondamentale progetto tripartito: INNOVAZIONE ISTITUZIONALE, INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA, INNOVAZIONE TECNOLOGICA. Di conseguenza invito Mochi Sismondi a promuovere una forte mobilitazione su tale "strategia semplice", provocando proprio la reazione delle numerose forze sane e competenti presenti nella pubblica amministrazione. E' ora di dire BASTA agli imperanti sproloqui sulla PA da parte di professori (!), studiosi (sic!), politici (?), "cittadini" (...), che veramente nulla sanno della PA, delle sue articolazioni e della sua complessità. A proposito di sproloqui inviterei il Dr. Mochi Sismondi, appena complimentato per la provata intelligenza, a evitare la pubblicazione di "cinguettii" e commenti di cittadini d'accatto. Sì, amici miei, proprio "cittadini d'accatto", o pensavate che tutti i "minus habens" stessero dentro la pubblica amministrazione????

Esuberi nella PA

Non sono un dipendente pubblico e non lo sono mai stato, ma trovo condivisibile e ragionevole l'editoriale di Carlo Mochi Sismondi.
Ho, però io una lacuna. Carlo Mochi Sismondi è un dipendente pubblico? Se si, come credo, la sua funzione svolge davvero un servizio pubblico necessario alla comunità nazionale?

Ovviamente non ho nulla contro questa degna persona, anzi. Ma la domanda me la pongo perchè prima di ogni decisione sulle risorse, bisognerebbe aver chiaramente definito gli "obiettivi e le finalità" per cui quelle risorse si vogliono utilizzare (come lo stesso editorialista dice nella sua analisi). Solo allora sarà possibile valutarne la quantità e l'adeguatezza.

Non va dimenticata poi la complessità derivante dalla "Giungla normativa". Se una legge prevedesse che occorre scavare tante buche e un'altra imponesse di riempirle, avremmo tanta gente affaticata e risultato produttivo nullo (l'esempio è paradossale ma non la nostra realtà).

L'opinione pubblica percepisce solo l'inadeguatezza dei risultati, che è innegabile. Le cause dovrebbero essere definite e rimosse dalla politica. Inutile girarci attorno. I politici sono il problema.

Speriamo solo che la valutazione di questi tagli sia stata fatta da politici con "obiettivi" validi ed utili al paese.

Chiarimento

Carlo Mochi Sismondi non è un dipendente pubblico, ma un imprenditore privato saperi.forumpa.it/people/carlo-mochi-sismondi-3, così come interamente privata è la struttura di FORUM PA.

Chiarimento recepito

Grazie per il chiarimento. Spero sia pure chiaro che il riferimento a Carlo Mochi Sismondi non era personale, ma solo un modo per collocare il problema della produttività e dell'efficienza della PA, nel contesto di obiettivi e finalità di una corretta gestione "cosa pubblica".

Esuberi nella P.A.

Lavoro nella P.A. da 33 anni. Mi dispiace leggere commenti che si limitano a ripetere i tanti luoghi comuni sugli impiegati dello Stato. Forse siamo troppi, forse tra noi c'è un alto numero di nullafacenti, ma è vero anche che sarebbe più urgente una migliore organizzazione del lavoro, con conseguente verifica dei carichi di ciascun ufficio e di ciascun dipendente e con l'assunzione dei provvedimenti che ne seguirebbero: anche il licenziamento, nei casi in cui si scovassero i fannulloni (per evocare un termine caro al precedente ministro). Per fare tutto questo gli strumenti esistono già e sono nelle disponibilità dei dirigenti. Detto questo, ciò che si fa notare in giro è un'atmosfera molto sciatta, al limite della cialtroneria, di cui i primi a farne le spese sono proprio i dipendenti. Grazie dell'attenzione.

N.B. Scusate, togliete l'apostrofo a qual è.

...un attimo...

Lavoro nella P.A., sono entrata per concorso come funzionario con competenze tecniche. E certamente andro' in pensione sempre come funzionario. Credo di aver sempre cercato di lavorare onestamente, spesso senza guida o girando a vuoto per una cattiva organizzazione del lavoro, per interessi politici o di "casta" prevalenti su ogni logica, per un impiego poco onesto dei fondi pubblici.
In tanti anni di lavoro nella P.A. ho visto assunzioni di dirigenti senza concorso, spesso nominati per uffici che non avevano nessuna ragione di esistere, carriere sfolgoranti pressoche' "miracolose", lievitazione oltre misura degli stipendi apicali,
Cerchiamo, per favore, le vere cause del mal funzionamento e degli sprechi nella P.A., ne guadagneremmo tutti, anche in dignità.

esuberi pubblico impiego

Mi dispiace, ma nessuno dei commenti letti coglie nel segno. Il vero problema non è tanto discutere di esuberi (che in verità ci sono e devono giustamente essere dichiarati), ma la valutazione del merito e delle professionalità interne alla P.A.
Occorre urgentemente uscire fuori dalle logiche delle clientele, dell'appartenenza ad un clan, delle raccomandazioni, che fanno si che quasi mai venga preposto ad un ufficio o servizio pubblico il funzionario il cui curriculum dimostri, o possa dimostrare, che tale funzionario è il più meritevole di ricoprire quell'incarico.
Dietro la coltre dell'uso della dicrezionalità (principio che finalmente la Corte dei Conti sta lentamente cominciando a scardinare ove le scelte di allocazione di risorse Umane siano, ictu oculi, illogiche ed irragionevoli, Sent. n. 22 del 10/01/2012), sono state avallate nomine ed attribuzione di responsabilità scellerate a discapito di persone dotate di elevata capacità e professionalità.Usciamo da questo sottobosco di clientele e scambi di favore e vedremo come la produttività e l'efficienza della P.A. faranno un balzo in avanti, poi possiamo anche parlare di esuberi (che poi vorrà dire, rebus sic stantibus, mandare a casa i meno raccomandati. Poniamo fine a questo schifo.

non bravo....bravissimo!!!

non bravo....bravissimo!!! ricordate gente che chi andrà a casa sarà chi non è raccomandato e in virtù di ciò colui che di fannullone non ha nulla!!!
Dopo aver letto alcuni commenti di cittadini esultanti il mio unico pensiero è stato "avete i politici che vi meritate...perchè siete mononeuronali fin nelle viscere....avrete le istituzioni scolastiche che vi meritate per i vostri figli....avrete l'assistenza sanitaria che vi meritate" ricordate che va via la qualità (coloro che sono riusciti ad entrare per meriti ma senza raccomandazione) con quei 4000 dipendenti pubblici

Avvilente

Bravo, fortuna che c'è ancora qualcuno che scrive con cognizione di causa. Siamo un paese dove tutti nascono allenatori e crescono politici, tecnici, economisti e professori! Ovvero tutti bravi a dare giudizi su tutto senza avere la minima conoscenza di quel che dicono e crticano.
Senza dilungarmi vorrei soltanto dire che è avvilente leggere i commenti di cui sopra da parte di chi, con laurea e master alle spalle (e non sono certo l'unico, c'è una massa silente di gente molto preparata intorno a me ), lavora con impegno e dedizione per l'amministrazione, non guardando fuori dalla finestra nè contando i minuti che mancano all'uscita, curandosi altresì di aggiornarsi costantemente cosa che, nel mio campo, non vedo parimenti fare da chi ha scelto la strada della libera professione. E' altrettanto avvilente vedere colleghi che effettivamente si comportano in quel modo , contribuendo di fatto, a creare questo clima nell'opinione pubblica che "trova facile" scaricare le sue ire, e magari anche i suoi fallimenti, contro la pubblica amministrazione in quanto tale. E' semplicemente avvilente vedere e leggere quanta ignoranza, qualunquismo e pressapochismo c'è in giro. Torno al mio lavoro che già ho perso tempo inutilmente...

Esuberi p.a.

Il problema non è appunto la cifra di quante unità debba essere ridotta la p.a ma di come.
Come va riformata completatamente, digitalizzata, messa online. Di come va introdotto un sistema di accounting, di responsabilizzazione diretta dei dirigenti rispetto ai risultati e in generale alle loro scelte.
Di come vanno amplifica (elevate al quadrato) le pene per corruzione e concussione.
Attualmente comunque fanno più danni gli incompetenti che i corrotti.
Di come sia assurdo il considerare la p.a. un cimitero per elefanti, un settore avulso dal privato.
Io andrei anche oltre introdurrei SOLO contratti a termine nella p.a. con permanenza nella stessa normalmente per 5 anni e per un max di 10 anni. Meccanismi di rotazione dei lavoratori tra settore pubblico e privato.
Si deve andare oltre, il lavoro nella p.a. deve essere quello di un civil servant, quello di una persona che presta le sue competenze e la sua opera per qualche tempo per la collettività e poi ritorna al suo lavoro nel privato.
Il merito e la responsabilità debbono essere l'unica guida per la parametrizzazione delle retribuzioni.
Debbono essere azzerati tutti i privilegi accumulati dalle varie caste pubbliche.
C'è molto da fare ragazzi, e vedrete dovrà essere fatto, il mondo come lo conosciamo dovrà cambiare, altrimenti diventeremo il futuro terzo mondo.

Sono perfettamente daccordo

Sono perfettamente daccordo che vadano seguite le due vie della digitalizzazione e della responsabilizzazione; questi due aspetti sono tra l'altro collegati: la digitalizzazione favorisce la trasparenza e di conseguenza evidenzia dove le responsabilità risiedono. Noto anche con soddisfazione che si sottolinei l'importanza della responsabilizzazione dei dirigenti sul perseguimento degli obiettivi, dato che è molto semplicistico scaricare la causa di ogni inefficienza su funzionari e impiegati definendoli "fannulloni" o quant'altro.

Farei una certa attenzione a valutare seriamente le implicazione degli altri passaggi:

"il lavoro nella p.a. deve essere quello di un civil servant, quello di una persona che presta le sue competenze e la sua opera per qualche tempo per la collettività e poi ritorna al suo lavoro nel privato"

"Il merito e la responsabilità debbono essere l'unica guida per la parametrizzazione delle retribuzioni."

Entrare ed uscire dalla P.A. dopo cinque o dieci anni di servizio prestato: non riesco ad immaginare quali possano essere nè i meccanismi di individuazione di tali soggetti ( il solito concorso? Base volontaria?) nè le motivazioni di qualcuno che avendo capacità ed esperienza nel mondo del lavoro privato vada a prestare servizio presso una P.A.: farsi dimezzare la retribuzione? Questo è il livello attuale.
Di chi stiamo parlando di semplici funzionari o superdirigenti invogliati da retribuzioni elevate?
Ma non si stava parlando di eliminare i compensi d'oro dei megadirigenti pubblici?

IL VERO PROBLEMA DI FONDO è stato evidenziato dal moderatore del FORUM:
"Cosa vogliamo che faccia, che servizi vogliamo che produca la Pubblica Amministrazione?"
Per poter dire che i dipendenti sono troppi (o magari sono pochi) e che la spesa è eccessiva, o che vanno fatti degli investimenti per rilanciare il funzionamento della P.A. dobbiamo rispondere alla domanda: "PER FARE CHE COSA?".

Sono convinto che seguendo le due vie della DIGITALIZZAZIONE e della RESPONSABILIZZZIONE si potrà avere una P.A. che produce servizi importanti per la collettività, trovando le condizioni per poter ESPRIMERE le PROFESSIONALITA' che sono già nella P.A., ma queste voci vanno accompagnate da altre due: INVESTIMENTI e FORMAZIONE PERMANENTE

Parlo di una P.A con stipendi

Parlo di una P.A con stipendi allineati al privato dove non deve esistere l'isolamento dal mercato del lavoro per chi vi fa parte ne la cristallizzazione nel posto fisso e inamovibile. Sia il dirigente sia l'usciere deve avere la possibilità di entrare ed uscire dal mercato del lavoro pubblico e privato. Non è ammissibile che si "vinca" un posto pubblico, si faccia carriera in maniera automatica a prescindere dai meriti e dai demeriti della persona, o peggio si faccia carriera in base alle proprie appartenenze o aderenze. Tranne pochissime realtà il lavoratore pubblica si fossilizza nelle sue competenze e in molti case regredisce professionalmente proprio perchè non esiste nessun incentivo al miglioramento in base al merito, ma sola la certezza (ancora per poco) dell'inamovibilità dal posto fisso.

porte aperte

assolutamente d'accordo entrata e uscita libera

Esuberi? Allora perchè è

Esuberi? Allora perchè è stato bandito nello scorso mese di ottobre, un concorso presso il Ministero dell'Interno di nr. 30 posti della carriera prefettizia. Che si fa ? Si devono ridurre del 20'% i posti della Dirigenza della Pubblica Amministrazione e dall'altro lato si organizzano concorsi per chi e per che cosa? E' in atto la riduzione delle provincie e l'accorpamento di alcune Prefetture-Utg oltre l'eliminazione di alcuni Enti.
Credo che se esistano degli esuberi non c'era bisogno di fare un altro concorso e poi dove li collocheranno. A fare che ?

nessuna risposta a mia posta certificata Agenzia entrate

8.10.2012 invio posta certificata a dp.1roma@pce.agenziaentrate.it per avere notizie rimborso IRPEF che devo avere di 445 euro anno fiscale 2009, dopo 1 mese senza risposta vado di persona (viaggio extraurbano), mi dicono inutile viaggio: errore tecnico non può correggerlo che sistema centrale, la casella postale verifico lì che era giusta ma non mi dicono perché non mi han dato cenno risposta, voglio fare reclamo per mancanza risposta a posta certificata (x rimborso presentata istanza anche se dicono inutile) mi dicono di farla on line, mi collego e riempio modulo, si dice che dovrei ricevere mail per specificare problema, non arrivata. Che altro posso fare? C'è qualcuno fra i 4.028 che mi può rispondere, prego?

Mi scusi ma a me sembra che

Mi scusi ma a me sembra che l'indirizzo sia sbagliato, dopo la @ non dovrebbe esserci scritto pec e non pce?

consegnata

Il giorno 08/10/2012 alle ore 16:49:31 (+0200) il messaggio
"errore sistema mi impedisce di avere rimborso" proveniente da
"laura.spampinato@postacertificata.gov.it"
ed indirizzato a:
"dp.1roma@pce.agenziaentrate.it"
� stato consegnato nella casella di destinazione.

Identificativo messaggio:
E43E5382.00032346.40DA0F1F.E6CEC6C9.posta-certificata@cecpac.posteitalia
ne.it

la signora fisicamente ha telefonato al piano alto per sapere se era esatta e le han confermato davanti a me :((

OK... ma

Ok, ma la stringa di indirizzo della Agenzia dovrebbe ' automaticamente ' effettuare la correzione. Trattasi di ' evidenza ' che ogni androide dovrebbe segnalare e correggere. Diversamente Software da aggiornare...Vedi per esempio, come agisce Google o qualiasi altro motore di ricerca.

anche altre pce, esempio

Denominazione: Agenzia delle Entrate

Email: agenziaentratepec@pce.agenziaentrate.it

n.b. indirizzo per metterlo in agenda lo avevo linkato direttamente da sito

mi ha fatto rabbia la cosa perché fanno tanti convegni strapagati per dire che dobbiamo superare il gap, dotarci tutti di pec e poi mi fanno andare inutilmente a piedi spendendo soldi di viaggi e rischio personale (pensate a persone anziane!)

eccedenze nella PA?

Dopo aver fatto una riforma delle pensioni che prolunga l'età pensionabile e senza preoccuparsi di capire come risolvere il problema di quelle persone che in questi ultimi 4 anni sono stati in qualche modo espulsi dal lavoro (i cosiddetti esodati: che non si riesce a stabilire quanti siano !!!!), trovo incoerente e offensivo questo modo di affrontare il problema nella PA.

Con il tema degli esodati non risolto non si possono pre-pensionare altre persone andando in deroga alle regole dell'allungamento delle condizioni di pensionamento appena stabilite!!!!!!!!!

Che ci si organizzi e si gestisca una mobilità interna alla PA e si trovi un modo utile di utilizzare le persone che ci sono.