Editoriale

Le telefonate degli statali

La circolare del Ministro delle PA e semplificazione Filippo Patroni Griffi che prevede il taglio delle telefonate interurbane e verso cellulari per i dipendenti si presta a più di una considerazione. Non si può che convenire con lui sia sulla necessità del risparmio nelle spese di gestione delle amministrazioni, sia sull’opportunità di non trascurare nessuna spesa, neanche quelle che possono sembrare marginali. Entrando però nel merito sono molto perplesso e vi sottopongo tre riflessioni veloci sotto forma di domande: perché normare gli zombie? Chi governa oggi le spese in ICT delle amministrazioni? Che fine ha fatto l’autonoma responsabilità del dirigente e il “governo per budget”?

Andiamo con ordine e cominciamo dalla prima domanda: perché abbiamo bisogno di disciplinare l’uso di strumenti del tutto obsoleti quali le telefonate “normali” interurbane che sono praticamente sparite dal lessico persino delle famiglie (ormai parliamo tutti di contratti flat) e mi ricordano le preoccupazioni di mia madre (e io ho quasi 60 anni!)? La risposta è semplice: perché le PA ancora le usano e le pagano. Eppure già la legge finanziaria del 2008, quattro anni fa, aveva solennemente dichiarato che tutte le amministrazioni dovevano passare immediatamente, o almeno a scadenza dei contratti, alla tecnologia VOIP (come sapete sono le telefonate su protocollo Internet). Norma ripresa dall’art. 78 del CAD, dando a DigitPA il compito di controllarne il rispetto. E allora non sarebbe più opportuno per prima cosa operare fortemente perché le amministrazioni si attrezzino in forma strutturale al risparmio, rispettando la legge, piuttosto che mettere lucchetti ai telefoni?
Ormai la tecnologia è assolutamente in grado di concepire tutte le nostre comunicazioni, verso tutto il mondo, come un unicum e coordinarle tutte, siano esse email, telefonia, telefonia mobile, messaggistica, ecc., con tutti i livelli che vogliamo di autorizzazioni e di sicurezza. Al FORUM PA scorso ce lo ha raccontato il Comune di Mantova, ma decine e decine di esperienze in tutta Italia di risparmio, maggiore efficienza e maggiore apertura aspettano solo di essere copiate.

E qui veniamo alla seconda domanda. Chi si sta occupando ora delle spese per telecomunicazione e tecnologia nelle amministrazioni, almeno in quelle centrali? Chi detta la linea e controlla i processi e i risultati? La legge dice che deve farlo DigitPA, con la supervisione del Dipartimento per la Digitalizzazione della PA, in concerto con il Dipartimento della Funzione Pubblica, ma che sta succedendo? In attesa del riordino e della nuova Agenzia per l’Italia Digitale, che per altro avrà sulle spalle una mole enorme di lavoro e non solo inerente alla PA, chi sta facendo cosa?
Non lo so esattamente, ma almeno nel settore che stiamo trattando, ossia del risparmio enorme che le tecnologie potrebbero consentire nel campo integrato delle comunicazioni (smettiamola di parlare di telefonate per favore che facciamo ridere tutti e soprattutto i nostri figli!), temo che non stia succedendo nulla.
Anche il monitoraggio sull’applicazione del VOIP (Voice On Internet Protocol: appunto le telefonate via Internet) che DigitPA deve svolgere per obbligo di legge è fermo al primo semestre del 2011 (l’ultimo rapporto è comunque una lettura istruttiva). Allora, mi chiedo io, invece di regolamentare l’uso dell’acqua e l’accesso ai rubinetti (e comunicare per la PA è necessario come l’acqua), non sarebbe meglio verificare e riparare i buchi nel serbatoio?

La terza domanda è un mio tormentone. Siamo certi che sia una buona idea indicare ad un dirigente se e come deve regolamentare l’uso del telefono di un suo collaboratore? Io credo che alcuni principi guida del nostro operare non debbano venir meno anche in tempi di crisi.
Uno di questi, direi uno dei principali se vogliamo veramente che la PA cambi rotta, è l’autonoma responsabilità del dirigente, che deve poter disporre dell’uso delle risorse sia umane sia strumentali e deve rispondere dei risultati, anche economici, della sua gestione. Certo deve essere messo in condizione di farlo ad esempio con il passaggio alla contabilità economica per unità operative, cosa di cui parliamo almeno da vent’anni e la cui mancanza fa sì che nessun dirigente sappia quanto costa il suo ufficio e quindi sia ben poco responsabilizzato nel migliorare il rapporto tra servizi resi e costi, ossia nel migliorare la sua produttività.
E’ lì che dobbiamo operare, qualsiasi altra distrazione è un pannicello caldo, ma ora, con il caldo che fa, non ci serve proprio!

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Commenti

PRECISAZIONE

Come avete potuto leggere dal documento linkato, la circolare della Funzione Pubblica che ha dato origine al mio editoriale riguarda solo i dipendenti del Dipartimento della Funzione Pubblica. Il che, a mio parere, non toglie comunque nulla ai ragionamenti che vi ho proposto.

VOIP? Cosa è, si mangia?

Tempo fa un convegno ha illustrato i costi e i danni della c.d. "ignoranza informatica" della Pubblica Amministrazione.
Altro che tecnologia VOIP, nella maggior parte dei casi è tanto se la cornetta del telefono non rimanda dei rumori pernacchianti alla risposta, specie sui vecchi modelli Sirio Telecom che meglio starebbero in un museo delle comunicazioni che sulle scivanie "operative" di molti dipendenti.
E quanti sanno usare la posta elettronica correttamente, inviare un allegato, scrivere a una mailing list? Ma che voip...
Si tagliano le chiamate verso i cellulari? Benissimo, ed era l'ora!
Basta dover sopportare la collega che passa la giornata, la GIORNATA! a chiamare un'amica dopo l'altra per raccontare i fatti suoi, infischiandosene dei vicini che lavorano (o cercano di farlo, concentrandosi tra uno starnazzo e una risata della straraccomandata intoccabile di turno).
Scendiamo dalle nuvole (di Skype): io lo uso ma se imponessi alle mie colleghe di fare altrettanto sarei crocifissa.
La chiamata sul cellulare è irrinunciabile, indispensabile!
Devi avvisare uno studente che può venire in biblioteca a ritirare il libro che aveva richiesto? Perchè mai consumarsi i polpastrelli inviando due righe gratuite al suo indirizzo di posta elettronica gratuito assegnato dall'ateneo...molto meglio creare la necessità di una insostituibile chiamata al cellulare: a casa risponde la madre e si sa, non può prendere il messaggio del figlio per motivi di privacy (!!!), e poi, tre secondi per questa comunicazione di servizio si possono ben gonfiare con 20 minuti di conversazione privata.
Chi controlla? Ma chi tutela i dipendenti corretti? perchè non legare il salario accessorio anche all'utilizzo corretto e coerente della tecnologia a propria disposizione?
I mezzi ci sono ma non conviene usarli, sempre meglio punire chi vive con onestà. Tanto i furbi troveranno sempre il modo per mangiare a spalle dello Stato.

TELECOM PIANGE

Invece di tante norme che sembrano per infanti, perché non decidono di fare adottare il VOIP in tutta la PA. Che fa dopo Telecom Italia, si mette a piangere? Affari, suoi!

Telefono: no grazie io VOiP!!!!

Purtroppo le nuove norme sui pensionamenti non consentiranno per almeno altri 7/10 anni lo svecchiamento della BUROCRAZIA (burantosaurocrazia) Pubblica.
Le alte sfere dirigenziali, in tutt'altre faccende affaccendate, (e, volontariamente od involontariamente, ma comunque responsabili di personale non sempre scelto mediante concorsi specifici) non sono attrezzati ad affrontare e a realizzare il cambiamento che già avviene nelle normali famiglie. Quando ci sono troppi galli a comandare..........
I tecnici di questo governo dovrebbero sapere quali sono gli handicap ma, data l'autonomia gestionale dei diversi Enti Pubblici, abbiamo lungo l'intera penisola una variegata rappresentazione di "Aggiornato Ufficio tipo". Il dirigente pubblico deve essere un manager e deve rispondere delle risorse di bilancio che gli vengono messe a disposizione. Inoltre deve rispondere anche della crescita formativa del personale a sua disposizione in modo da eliminare nel più breve tempo possibile il continuo ricorso a professionalità esterne che, certamente indispensabili in molti contesti, non possono fungere da supplenti di un'organizzazione che, regolarmente pagata, viene messa in riserva ed invecchia irrimediabilmente.
Una struttura efficiente richiede solo straordinariamente l'apporto di esterni ma forse è proprio questo che impedisce che ci siano strutture pubbliche "troppo" efficienti.
Per quanto riguarda gli sprechi, vorrei aggiungere che una reale conoscenza e formazione tecnologica eviterebbe il ricorso (o almeno ne migliorerebbe il risultato spesso insoddisfacente) del ricorso alle Software House esterne che forniscono i supporti lavorativi informatici alle pubbliche amministrazioni non conoscendone pienamente ed a fondo le reali problematiche sia in termini di evasione che di gestione.

le finte in house

@Aldo, forse non sei molto informato sugli affidamenti ICT delle pubbliche amministrazioni. I maggiori costi dipendono proprio dalla loro società in house, che essendo piuttosto finte e di comodo, devono a loro volta riacquistare prodotti. Due passaggi con plausibile sovracosto di mazzetta per prodotti a licenza scadenti. Quindi la prima cosa da fare è togliere queste intermediazioni aggiuntive delle società in house con privatizzazioni obbligatorie. D'altronde c'è già una legge che dovrebbe impedire per gli enti pubblici di costituire società non coerenti con il proprio fine costituzionale e essendo ausiliarie di fatto, ovvero strumentali, devono muoversi sul mercato o dismesse.

sono pienamente d'accordo con

sono pienamente d'accordo con le tue riflessioni e giuste critiche. Io prima di arrivare ad avere l'incarico di vertice, ho superato due concorsi pubblici e' ho fatto il funzionario per 8 anni. Bisognerebbe avere piu' fiducia nel personale interno. Nel mio Dipartimento ho un funzionario ingegnere informatico che ha sviluppato dei software che consentono alla mia amministrazione di risparmiare molti soldi. Ti invito a verificare sul sito del Dipartimento della funzione pubblica l'applicazione "bussola della trasparenza", fatta da questo ingegnere con pochissime risorse. Un collega Britannico alcuni giorni fa ci ha chiesto di presentarla in Inghilterra. Purtroppo l'attuale quadro giuridico impedisce qualsiasi sviluppo di carriera fondato sui meriti acquisiti nel lavoro svolto. Sicuramente la colpa e' anche di noi dirigenti che non abbiamo saputo imporre un sistema di gestione fondata sul merito. Nonostante i miei 51 anni sto rispondendo con uno smartphone e a quelli che hanno scritto che non conosciamo le tariffe telecom o flat, vorrei rispondere che il nostro abbonamento e' fatto in base ad una convenzione consip (previsto da legge) e che le telefonate da fisso a cellulare non rientrano nel flat. In ogni caso chi
deve chiamare per la sua attivita' lavorativa dei cellulari puo' farlo. Ovviamente non puo' fare chiamate personali se non anteponendo un codice per l'addebito

@Antonio lo so, è vero quello

@Antonio lo so, è vero quello che sostieni, purtroppo la lunga serie di riforme, molte partite proprio dalla Funzione pubblica, sono state adottate in pieno solo dallo stesso Ministero (purtroppo). La "bussola della trasparenza" è un best practice, spero che riesca a non perdere forza strada facendo e ad ottenere quello che in UK dieci anni fa hanno fatto con il Best Value Performance, favorendo la comparazione dell'azione pubblica amministrativa. Una osservazione, bisognerebbe integrare il set di indicatori con ulteriori criteri, in cui l'efficacia è misurata in termini di benefici effettivi dei destinatari (outcomes).

forse non tutti sanno che i sitemi tariffari stanno cambiando

Aggiungerei ai già puntuali commenti che la circolare appare anche anacronistica visto che il mercato della telefonia sta prendendo nuove strade, ad esempio Telecom per le utenze private applicherà dal 1° luglio una tariffa unica per la telefonia fissa senza distinguere le chiamate urbane da quelle interurbane.

Solita demagogia

La mia amministrazione (Regione) ha un contratto VOIP ed i costi generali sono molto bassi, io ho anche un cellulare di servizio dove i numeri personali sono codificati in modo che io pago di tasca mia le mie telefonate!
Il mio ufficio ha come compito quello di eseguire controlli in loco presso beneficiari di aiuti pubblici e per fare questo dobbiamo contattare le aziende/privati sui numeri forniti fissi/cellulari. Già 15 anni fa era stato bloccato tutto. E' durato una settimana, i cittadini stessi si erano rivoltati!
Vorrei poi che venissero controllate le telefonate dei consiglieri / parlamentari, infatti quelle personali dovrebbero pagarsele! Vorrei pure sapere quanto costano tutti quei telefoni ai politici! Facciamo due conti?
Già tante considerazioni sono state fatte ma se a noi vengono impedite le telefonate esterne e conteporaneamente vengono ridotti i già stretti tempi per eseguire i nostri controlli (anche questo qualcuno sta immaginando vero?) allora vorrà dire che faremo tutti richiesta di trasferimento in quanto ci verrà impedito di fare il nostro lavoro data la stupidità di chi ci governa. E posso dire che i nostri controlli sono tutti svolti nei tempi stabiliti ed anche molto meno!
E' solo un modo di distrarrre dai veri problemi, come al solito.
Se poi ci sono dei profittatori, vanno individuati e colpiti, se i dirigenti non ne hanno il coraggio vanno rimossi!
Con sempre più pessimismo, un caro saluto.
Luigi

Il problema è SEMPRE "ben altro"

@Luigi, se quello è un problema VA RISOLTO. SIAMO STUFI DI ASCOLTARE GOOD PRACTICES di regioni e comuni e dire che in ogni provvedimento, anche circostritto e ben poco efficace come questo, ma che comunque entra nell'agenda dei temi sgangherati e almeno li rendono visibili a tutti, così che nessuno trovi pi+ alibi, si dà sempre la solita spiegazioni tendenziosa, ovvero che la finalità è togliere il controllo. Ma fate quello che dovete fare senza tante dietrologie.

Caro Carlo, Probabilmente c'

Caro Carlo,
Probabilmente c' e un equivoco di fondo nato dall'importanza che i media hanno dato ad una circolare interna firmata dal sottoscritto e non dal Ministro. La circolare l' ho emanata in quanto le risorse per le spese telefoniche del dipartimento sono state di molto ridotte nel 2012. Pertanto ho voluto dare indicazioni a tutti i dirigenti di essere più accorti sull'utilizzo del telefono (non solo quello) e di rispettare delle regole di base, come quella di non poter utilizzare a titolo personale i telefoni dell'amministrazione. Hai ragione che in alcuni passaggi la circolare può sembrare obsoleta, ma ancora oggi se dal fisso si chiama un cellulare ci sono costi aggiuntivi rispetto all'abbonamento flat. La circolare deve essere intesa proprio come una responsabilizzazione dei dirigenti nell'uso delle risorse pubbliche. Io l'ho fatta senza che mi sia stata richiesta dal Ministro.
Un caro saluto
Antonio Naddeo
Capo Dipartimento Funzione Pubblica

telefonate?

Le rispondo, non tanto perchè non condivida tutte le buone pratiche ed i controlli, finalizzati all'abbassamento della spesa ma, piuttosto per far rilevare che, quando si è nudi, è inutile parlare della qualità della stoffa di vestiti che non si hanno. Sono funzionario tecnico di una soprintendenza, dirigo un laboratorio che, a quasi 10 anni dall'apertura è ancora sprovvisto di telefono o citofono. Uso un cell. di servizio a cui sono sempre reperibile ( e intendo sempre) pur non essendo obbligata o volontaria per la reperibilità. Seguo lavori pubblici e ho contatti con le imprese, anche fuori regione. Il mio Ufficio mi riconosce solo i centralini istituzionali e, su richiesta, i num. delle imprese o degli enti con i quali di volta in volta lavoro. Poco può il dirigente nel controllo, affogato com'è di responsabilità e lavoro. Comunque non è mai successo da quando l'ho ricevuto, non perchè io non chieda ma solo perchè l'Ufficio, visti i tagli, manco si prende più la briga di negarmeli per iscritto
. Le mie telefonate private sono precedute da un codice. quel che spendo mi è addebitato con fattura sul conto. Se ve le mostrassi ( e le conservo), vedreste che la metà della spesa è verso imprese ed enti, per risolvere velocemente i problemi di lavoro. Spesa che mi accollo io sul mio congelato stipendio. Potrei usare il pc? Lo faccio, ma la rete è wireless. Va e viene. Il mio pc ha quasi dieci hanni. Ho chiesto una memoria esterna e mi guardano perplessi; uso il mio e le USB di casa per lavorare. Ho chiesto che ci collegassimo con Skipe aspettando la Fonia dati..Idem. Mi sapete dire di che rigore stiamo parlando? Se abbiamo la penna non abbiamo l'inchiostro, a meno che non si voglia spremere sangue. Controlliamo la distribuzione delle risorse, la quantità di lavoro svolto, la qualità e il rispetto delle scadenze. Verifichiamo che tutti i dipendenti e i funzionari corrispondano al loro ruolo con i mezzi indispensabili per pretenderlo e con la verifica, tramite protocollo ed altri atti, del loro lavoro. Ma non fingiamo che burocrazia e rallentamenti dipendano da loro e che tutti sono ladri o fannulloni, non ci sto e ci soffro.

Sulle precisazioni del Capo Dipartimento

Prendo atto delle precisazioni di Antonio Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica di cui ben conosco impegno e competenza, che definiscono la portata della circolare e che ne chiariscono meglio le ragioni. In effetti le telefonate da fisso a cellulare sono a volte frutto di cattive abitudini piuttosto che di necessità. Rimane però pur sempre vero che ora tecnologie facili, economiche e pervasive ci aiutano a comunicare a costo praticamente zero con tutti, come ben sanno i nostri figli. E' un peccato e per me una continua rabbia vedere la PA lavorare tanto al di sotto delle tecnologie che ormai riempiono le case di ciascuno di noi. Non è colpa di questa o quella amministrazione, ma forse di una mancanza di governance complessiva, di un disegno comune che permetta alle amministrazioni di comprare la migliore innovazione, invece che ripercorrere strade consuete.
Le considerazioni sul VOIP, sulla gestione dell'ICT nel complesso della macchina pubblica e sulla necessità della contabilità economica che renda responsabile e autonomo ciascun dirigente restano a mio parere valide.

Buongiorno, ritengo che il

Buongiorno, ritengo che il cammino verso la conquista dell'innovazione tecnologica debba necessariamente passare anche per un cambiamento di mentalità. L'input deve essere dalla Pubblica Amministrazione, ma deve essere alimentato, e monitorato..e soprattutto fatto digerire a tutti, non solo ai dirigenti che se ne devono fare carico , ma anche ai dipendenti che ne sono i veri realizzatori. Imporre qualcosa senza dimostrarne l'utilità e non solo in termini economici, perchè alla maggioranza dei dipendenti (anche se così non dovrebbe essere) questo importa poco! Si tende subito a mettere in luce altre voci di spesa superflue. Ben venga la fine dei telefoni, largo alla tecnologia...ma dalle mie parti , a Carpi (Mo) in piena emergenza terremoto, quanto il Comune è stato la protezione civile almeno nelle primissime ore...il caro vecchio telefono è stato ben più di un amico!

la PA lavora al di sotto

la PA lavora al di sotto delle sue possibilità, perchè chi la governa è troppo preso da questioni che nulla hanno a che fare con la vera necessità di riformarla. Si fanno solo proclami per scaricare le responsibilità degli incapaci che occupano le solite poltrone e si trascinano gli errori per secoli. Ha ragione da vendere quando Lei dice che la tecnologia di oggi muove il mondo e noi restiamo immobili a guardare e a lamentarci. Il pesce puzza sempre dalla testa, non c'è niente da fare! Cordiali saluti

Tecnologia VOIP

io penso che la tecnologia VOIP porterebbe dei risparmi solo ed esclusivamente se le amministrazioni che la utilizzano hanno una infrastruttura telematica recente e performante, altrimenti devono necessariamente affrontare le spese di adeguamento, spese che sicuramente partono dai 30mila euro in su.
Un centralino voip ha un costo, a questo poi vanno abbinati dei telefoni speciali che devono lavorare su reti molto veloci gestite da apparecchiature di rete dedicate, senza contare che necessariamente ci si deve appoggiare ad un gestore di telefonia esterno.
Queste sono spese che, in una infrastruttura piccola, non verrebbero mai recuperate.
Teniamo conto anche della tipologia delle telefonate:
ci potrebbe essere un risparmio nel caso di strutture con molte ramificazioni ed uffici periferici che hanno necessità di colloquiare tra di loro, mentre ci sarebbe solamente un aggravio di costi per gli enti locali su una o due sedi i cui uffici non hanno necessità di colloquiare tra di loro. Infatti nella stessa struttura il costi interni ad uno stesso centralino sono inesistenti.
Poi poniamo il caso di un ente che ha come utenza privati cittadini o aziende: si troverebbe ad utilizzare una struttura voip in partenza che deve trasferire le telefonate su linea telefonica normale con nessun guadagno in termini di risparmio.

ma lo sanno che i numeri fissi non esistono quasi più???

vorrà dire che ci metteremo in fila davanti all'ufficio del dirigente per poter telefonare agli utenti, poichè ormai quasi più nessuno comunica alle P.A. il telefono fisso.

Sono d'accordo soprattutto

Sono d'accordo soprattutto perché ormai esistono nuove tecnologie alle quali la PA potrebbe attingere a piene mani (vedi skype) altro che urbane e interurbane!!

telefonate

E' il solito falso problema. le telefonate fanno spesso parte della normale attività e quindi devono essere fatte. Anche io lavoro presso una P.A. e dato che tutte le telefonate passano da un unico collettore vi assicuro che è possibile controllare e visionare chi telefono e verso chi effettua telefonate. Il problema è che nessuno fa questi controlli cioè una verifica che la telefonata verso un ipoptetico collelare sia stata fatta per cogenti motivi di lavoro. Il pesce puzza dalla testa e se abbiamo un corpo dirigente che di dirigente ha solo gli stipendi e non la capacità anche di controllo è inutile qualsiasi discorso. Propongo al Ministro che visto che abbiamo gli stipendi bloccati fino al 2014, visto che le attività languono per mancanza di finanziamenti pubblici, perchè non istituire la gogna pubblioca per i lavoratori pubblici sorpresi a rubare una telefonata?

E come fanno le PA che devono

E come fanno le PA che devono contattare i cittadini?

Ma i conti li hanno fatti bene?

Qualcuno si è chiesto quanto si risparmia con una semplice telefonata in termini di tempo e di velocizzazione di alcune questioni burocratiche? Torniamo alle raccomandate AR con tanto di protocollo, ecc. ecc. ecc., coinvolgendo il lavoro di tre o quattro persone quando con tre minuti di telefonata si risolve il problema e si può semplificare? Non tutti i cittadini o le imprese hanno la PEC né sono obbligati ad averla.
E qualchuno ha la percezione che ormai i cittadini da rintracciare più che il telefono fisso hanno il cellulare?
Come sempre il costo del tempo che un impiegato perde in azioni superflue che potrebbero essere evitate non viene mai conteggiato. Se lo si facesse seriamente, si vedrebbe che il costo di una telefonata è assolutamente irrisorio rispetto al costo del tempo di un dipendente inclusi gli oneri sociali.
E il servizio al cittadino sicuramente ne guadagna in efficienza.
Punire poi gli abusi a livello personale è un altro paio di maniche, e non è crto una novità.

che pena....

La circolare mi fa venire in mente almeno 15 anni fa, quando ho inziato a lavorare.... ed essendoci casi di telefonate "strane", abbiamo immediatamente bloccato la possibilità di fare telefonate all'estero.
Due considerazioni: la prima è che quasi sicuramente in quel dipartimento sono successi fatti analoghi, e quindi si sono trovati nella condizione di trovare una parvenza di soluzione (non tenendo conto che basterebbe utilizzare le norme penali e civili che già esistono); la seconda è che - come evidenziato nell'articolo - non si fa nessun riferimento ai contratti di CONSIP e altri proprio per la PA.... motivo?? Forse il Ministro non era a conoscenza di tutti gli aspetti......

Cosa c'era gia' e cosa manca ancora...

COSA C'ERA GIA':
1. Norme che obbligano il personale ad usare il telefono per i soli bisogni e non per uso personale
2. Sistemi di profilazione sulle centrali telefoniche (i 9 profili di utenza: solo interni, solo urbane, solo cellulari PA, ecc)
3. Convenzioni Consip per fonia fissa e cellulare che rendono la chiamata fisso-cellulare equivalente al fisso-fisso
3. Convenzioni Consip, SPC per acquistare fonia VOIP con ulteriore abbattimento dei costi

COSA MANCA ANCORA:
1. La disciplina dell'uso personale del telefono fisso di servizio. Chi chiama con il cellulare di servizio deve digitare il 4146 imputando a se' il costo personale, CHI CHIAMA CON IL FISSO? É opportuno regolarlo perché come nelle Aziende, nella PA é più conveniente che un dipendente prenoti la visita medica 2 minuti durante l'orario di lavoro piuttosto che chieda 2 ore di permesso retribuito per farlo...
2. Il controllo periodico e a) l'addebito delle telefonate personali; b) il monitoraggio delle frodi (chi si fa l'auto ricarica al cellulare a carico dellla PA...

Solite uscite demagogiche

A parte che mi sembra strana questa faccenda delle extra-urbane (ma che razza di contratti di telefonia abbiamo? roba che a casa mia non mi preoccupo più di questo da un pezzo!) e considerato che molti contatti avvengono sui cellulari delle persone con la quale ti devi rapidamente mettere in contatto, vorrà dire che faremo fare queste telefonate al Dirigente. E se - come prevedibile - sarà affaccendato in ben altro scriveremo mail chiedendo pietosamente di essere ricontattati al più presto. Poi quando sarà sarà...alla faccia dell'efficienza.
Solito modo di fare i finti risparmi. Se ci sono traffici anomali è facilissimo capire da dove provengono, come al solito si butta via il bambino con tutta l'acqua sporca. Che pena essere ancora statale al giorno d'oggi! ti danno quei quattro soldi ma quante umiliazioni pubbliche e continuative, tanto che ormai ti vergogni a dire in giro che lavoro fai. Che tristezza!

sono d'accordo con te...ma

sono d'accordo con te...ma forse il problema è che Griffi ha una concezione telefonica ancora ferma agli anni 70!!!!!

AHAHAH CHE RIDERE!

Pura demagogia! Finalmente tagliamo anche gli statali! Bè da noi, agenzia fiscale, abbiamo un contratto per chiamate llimitate ed internet flat con Fastweb, abbiamo il blocco totale sui cellulari: le chiamate vs cell possono essere fatte solo utilizzando un codice del dirigente, ogni chiamata è annotata in apposito registro con durata, chi l'ha fatta e quando. Internet la utilizzano solo 5 persone, su un ufficio di 50, che sono stati autorizzati dalla direzione centrale. Certo, poi ho il rpoblema che se devo contattare delle ditte che si trovano fuori provincia o comunque non riscontrabili sull'elenco telefonico bè.....questo è un problema della ditta! Ma caro dott. Naddeo, scrivere che "la telefonia costituisce un'importante voce che ancora oggi assorbe molte risorse" mi sembra alquanto anacronistico, o avete ancora i contratti degli anni 80 con la telecom?