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Spigolature dal FORUM PA 2012

Un “dietro le quinte” personale è sempre strano da vivere. Si vivono e colgono attimi del tutto soggettivi, momenti assolutamente unici che, nel momento preciso in cui accadono diventano parte del nostro bagaglio di ricordi. Questo FORUM PA me ne ha fatti vivere un po’, e forse può essere simpatico che alcuni li renda comuni.

Passepartout Lei non sa chi sono io!

Inizio con un episodio del tutto non-ufficiale e quasi comico, in un contesto che invece era assolutamente ufficiale, al massimo livello. Parlo dell’arrivo del Presidente del Consiglio Mario Monti al FORUM PA 2012, la mattina di mercoledì 16 maggio. Dunque, nella ressa creata dall’attesa per l’arrivo del premier mi sono trovato nelle vicinanze degli addetti alla sua sicurezza, che naturalmente mi hanno chiesto conto della mia presenza. Ho risposto che facevo parte dell’organizzazione, e gentilmente mi è stato detto: “Me lo dimostri”. A quel punto sono andato ad estrarre dal taschino della giacca il mio pass dell’organizzazione, anche con una punta di orgoglio e soddisfazione. Non ho capito subito perché, però, dopo un attimo di sbigottimento l’agente che avevo davanti ha cominciato a ridere e ha anche chiamato un collega indicando la mano che tenevo in vista davanti a lui, e si son messi a farlo in due. A quel punto ho guardato verso la fine del mio braccio anch’io e ho capito: stavo mostrando orgoglioso un biglietto del metrò, e anche come possibile attentatore di qualsiasi tipo e tendenza non dovevo risultare in nessun modo credibile, nemmeno quel tanto da essere preso in minima considerazione e trattato di conseguenza. Ho preso in fretta il tesserino giusto, l’ho mostrato e poi scherzato a denti stretti con loro sulla mia dabbenaggine. Credo di essere diventato una storiella da raccontare fra colleghi di una cerchia molto ristretta e “speciale”, e in fondo è giusto così. E non mi si dica che a certi livelli la comprensione non alberga: posso assolutamente testimoniare il contrario!

I ragazzi di 100 scuole

Un bellissimo progetto promosso insieme alla Camera di Commercio ha portato i ragazzi dell’iniziativa “100 scuole” a spasso per gli stand. Il loro lavoro, snodatosi per i primi due giorni, ha portato anche alla realizzazione di un video molto bello e (quasi, davvero) professionale. Una decina di giovani il mercoledì, presenza di massa invece il giorno successivo, ad occupare soprattutto i posti in piedi e accosciati nel corso dell’intervento di Carlo Ratti. Erano riconoscibili soprattutto per una t-shirt bianca, un pizzico di timidezza forse esagerata (ma ci stava bene), e per la grande attenzione prestata. Son cose che fanno bene al cuore.

Ecco il video realizzato dai ragazzi a FORUM PA

Ratti e la Padania che (forse non) c’è

A proposito della splendida ora passata proprio in compagnia di Carlo Ratti, il momento più simpatico è stato quello quando, parlando dei flussi regionali analizzati in Inghilterra grazie allo studio degli spostamenti effettuati grazie alle tracce lasciate dai telefonini, il professore italiano “in prestito” e trasferta a Boston ha detto: “Stiamo mettendo a punto un progetto simile in Italia. Così fra poco tempo potremo sapere con certezza se la Padania esiste davvero”. Humour anglosassone con spruzzata di spirito del tutto – è il caso di dirlo – italico. Nell’occasione, ci stava assolutamente bene.

Stella mattutino

La mattina di venerdì 18 è stata letteralmente illuminata dall’intervento di Gian Antonio Stella. In verità, più che ascoltare le sue parole era divertente vedere la faccia di quelli che lo stavano ascoltando, nonché guardando le slide che il giornalista del Corriere della Sera faceva scorrere in rapida ma eloquente sequenza. Sarà che mi potevo permettere di farlo perché, a parte le primizie dell’ultimo periodo (le novità discoperte giorno dopo giorno sembrano non finire mai, e Stella è una fonte inesauribile, sempre aggiornata) avendo letto già nei suoi articoli che il presidente della Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder guadagna più della cancelliera tedesca Angela Merkel, e qualsiasi boiardo d’alto livello (anche in pensione) del nostro Stato assolutamente molto di più di Barack Obama (e faccio solo questi due esempi, per carità… di Patria) ho smesso da tempo di stupirmi. Invece, chi ne aveva contezza per la prima volta palesava un’espressione incredibile, variante tra la bocca aperta, lo scuotimento del capo e l’incazzato vero e nero. Una “tensione” che è durata per tutto il periodo dell’esposizione, scioltasi in un applauso finale convinto ma anche quasi rassegnato, come in fondo lo sono anche gli articoli magistrali che Stella, periodicamente, pubblica sul Corriere in accoppiata con Sergio Rizzo.

Febbre a 37

Sono passati 37 (trentasette!) anni da quando avevo visto per l’ultima volta Federico Pedrocchi. Allora iniziavamo a lavorare insieme in una delle prime radio libere italiane a Milano, adesso lui si occupa di smart cities per la radio privata nazionale più importante. Mi ha telefonato qualche giorno prima dell’inizio del FORUM, mi ha chiesto se ero proprio io oppure un omonimo che riemergeva dai ricordi del passato e (assicuratosi dell’identità) detto che avrebbe moderato un incontro a FORUM PA dedicato alla mobilità nelle città del futuro. Così ci siamo dati appuntamento un paio d’ore prima del suo intervento, e quando ci siamo incontrati era come se ci fossimo visti il giorno prima. Sono quelle cose che succedono quando gli incontri di una vita ti restano dentro e senza tempo, e non c’è un perché da spiegare. Ci siamo fissati un altro rendez-vous a Bologna, per la prima edizione di Smart City Exhibition: stavolta di tempo ne passerà per fortuna molto meno, visto che ottobre è dietro l’angolo.

Streaming, che passione!

Sarebbe stato impossibile seguire tutti gli eventi, e così è stato fino a questa edizione, quando la diffusione del servizio in streaming ha rappresentato una delle vere svolte della “partecipazione attiva” a FORUM PA. Ne abbiamo approfittato anche noi, magari quando con una mano scrivevamo un pezzo, e con occhi ed orecchi cercavamo di non farci perdere nulla di quanto di interessante (tutto) avveniva nei padiglioni. E’ così che abbiamo potuto vivere in vivo live, grazie ad InnovaTiVi, perle (ma sono solo degli esempi) come gli interventi del presidente dell’Istat Enrico Giovannini, dell’economista Alberto Cottica, del presidente di Dpixel Gianluca Dettori, del capo dipartimento del Ministero del tesoro Sabina De Luca. Chi ancora non ne avesse approfittato, è invitato a farlo, se interessato: su questo sito trovato praticamente tutto quello che di imperdibile è successo in qui giorni. Un’occasione da non lasciarsi scappare, che dalla prossima edizione potrà essere solo perfezionata - ma neanche tanto, visto come ha funzionato alla grande questa volta.

Platea adulta

Ne ha già parlato Carlo Mochi Sismondi, ma mi è impossibile non riandare alle immagini che mi sono rimaste impresse sabato 19 maggio, il giorno e il momento dedicato alla premiazione delle scuole. Vedo i ragazzi in trasferta di Brindisi, seduti nelle prime file con gli occhi lucidi, poco dopo aver appreso che nella loro città è accaduto l’inverosimile, vedo che si alzano tutti per raccogliere l'applauso di altri giovani più o meno come loro, e sento il loro accompagnatore dire che era prevista una diretta video dell’evento, saltata com’è naturale perché tutte le scuole della città sono state chiuse. Nemmeno la sceneggiatura di un film horror avrebbe mai potuto prevedere un risvolto così crudele e meschino, ulteriore schiaffo (anche se minimo, visto il contesto) in un set sul quale si è girata una storia purtroppo reale di follia inimmaginabile. Dev’essere per questa grande prova di dignità che i ragazzi di Brindisi hanno poi visto sfilare sul palco anche i loro compagni giunti un po’ da tutta Italia in maniera compostissima, educata e civile, come se si fosse tutti diventati adulti un po’ più in fretta, e “abitanti” della stessa terra: “Siamo tutti brindisini” non lo ha detto nessuno ma lo sentivano tutti. Sono sicuro che se qualcuno di quei ragazzi si fosse fermato a Roma anche il giorno dopo per andare a vedere la finale della Coppa Italia allo Stadio Olimpico mai avrebbe fischiato l’inno nazionale, come in tanti surrealmente (e senz’altro apparentemente adulti a tutti gli effetti) hanno invece fatto. Questione di maturità, appartenenza, educazione e rispetto per le istituzioni: caratteristiche che sul palco di quella sala convegni a Forum Pa brillavano in maniera evidente, in centinaia di piccoli-grandi protagonisti.

Voglia di gadget

Nei giorni del FORUM mi è capitato di seguire a spot qualche residuo “cacciatore” di gadget. Si tratta di uno dei fenomeni più diffusi, a qualsiasi latitudine e di qualunque manifestazione si tratti, in ogni ambiente fieristico del mondo. Nel corso dei miei brevi pedinamenti ho assistito a scene da battaglia campale fra uomini maturi e apparentemente inappuntabili per l’aggiudicarsi di un cappellino della Regione Lazio, un paio di padri disputarsi una pallina rossa e spugnosa-finto tennis omaggio di un operatore telefonico mobile (spero di non sbagliarmi), l’esaurirsi di matite e penne ogni volta che venivano poste negli appositi cestelli fronte-stand un po’ dovunque, innumerevoli borse… Mi sono sempre chiesto poi che fine fanno davvero, queste raccolte indifferenziate, ma un’idea di massima me la sono fatta. Comunque, è evidente che si tratta di un fenomeno – deleterio – in netta flessione. La voglia di conoscenza e di sapere che contraddistingue il Forum sta sempre più emarginando la figura dei migranti del feticcio. La location che raccoglie in sé l’eccellenza della pubblica amministrazione nazionale con tutto quello che ne consegue non ha niente a che fare con spillette e calendarietti, e le occasioni “per farsi dei regali”, in un appuntamento del genere, sono assolutamente di tutt’altro tenore.

Una macchina ultraventennale, ma in buonissimo stato

A FORUM finito, quando ci siamo salutati e abbiamo brindato insieme, il presidente di FORUM PA ha detto che era andato tutto bene anche perché ognuno di noi sapeva esattamente come muoversi e aveva ben chiari quello che doveva fare: compiti singoli che si incastravano perfettamente in quelli degli altri. E’ così che le cose sono filate lisce e si è arrivati alla fine della manifestazione nel migliore dei modi. Questo è avvenuto nei momenti di routine ma anche in quelli d’emergenza, che sono stati tali solo per noi, e nessuno se n’è accorto. Penso alle improvvise defezioni (poche), al “saltare” di qualche collegamento, agli inconvenienti (tecnici e umani) che in situazioni monstre come questa non mancano mai. Dietro a chi faceva “fronte” in maniera visibile c’è tutto un mondo che ha contribuito a fare girare la macchina nel migliore dei modi, e a questo si deve il grande successo della ventitreesima edizione di FORUM PA, che è davvero stato tale, come hanno riconosciuto tutti. L’arrivederci all’anno prossimo, così, vien quasi naturale. Noi, tutti noi, ci stiamo in pratica già lavorando.

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