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Il Ministro Ciaccia a FORUM PA: 90 miliardi di euro per recuperare il gap italiano

Oggi a FORUM PA apertura di mattinata breve ma intensa e concentrata nello sviscerare tutti i problemi del settore, quella dedicata dal vice ministro responsabile per le Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia al tema “Reti infrastrutturali e qualità dello sviluppo: la Public-Private-Partnership”, uno degli incontri più attesi della penultima giornata di questa XXIII edizione.

Ciaccia ha esordito affermando che “il nostro è un secolo particolare, in un mondo e in un sistema complessivo profondamente mutati rispetto a quello precedente. L’economia che lo contraddistingue lo avvolge globalmente, e questa situazione non può funzionare se non con un sistema di infrastrutture tecnologiche all’altezza, elemento relativamente nuovo e in divenire che, per i trasporti, ricopre un ruolo fondamentale”. Questo, secondo Ciaccia, “mentre l’Italia sconta un gap enorme da recuperare, e lo deve fare in fretta altrimenti la scommessa è persa, per sempre”. Quella ereditata dal passato, infatti “è una situazione connotata da risorse scarse, in un contesto confuso: basti pensare che, inviate dalle Regioni, giacevano ben quattrocento proposte per il compimento di opere: un totale economicamente del tutto insostenibile, a maggior ragione in una situazione di crisi complessiva”.

“La legge obiettivo, nata con lo spirito giusto, è arrivata a circa 400 opere, assolutamente al di sopra delle possibilità di chiunque”. Secondo Ciaccia, il provvedimento ha fatto la fine della finanziaria, anche a causa delle modifiche al titolo V della Costituzione. “Oggi bisogna puntare sull'Europa e sulla logica dei corridoi, cioè delle grandi vie di comunicazione stradali, ferroviarie e del mare che mettono in dialogo tutto il continente”. “Noi sui Corridoi - ha specificato il viceministro - abbiamo previsto uno stanziamento di circa 90 miliardi di euro. Stiamo cercando in questo modo di recuperare il tempo perduto e stiamo sollecitando gli altri paesi, come ad esempio l'Austria, a non perdere tempo”. “Le tratte italiane dei quattro corridoi della rete Ten-T che interessano il nostro Paese (il Corridoio Adriatico-Baltico, il Corridoio Mediterraneo, il Corridoio Helsinki-La Valletta e il Corridoio Genova-Rotterdam) e i porti e gli aeroporti considerati terminali della stessa rete sono, e saranno, l’oggetto dell’attenzione prioritaria del Governo all’interno del Programma delle infrastrutture strategiche ai sensi della Legge Obiettivo, Programma che andrà eventualmente modificato in coerenza”. Nell’ambito delle reti Ten-T sono state programmate opere per 90,3 miliardi di euro di cui cantierate per 26,2 miliardi e completate per 27,3 miliardi. Nessun altro Paese europeo ha fatto altrettanto.

“Per la prima volta siamo stati noi a sollevare la questione con l'Austria e la Germania invitandoli a mantenere il passo con i partner.” “Sui corridoi - secondo Ciaccia - non c'è stata la solita letterina con cui Bruxelles ci ha detto di fare i compiti. La Ue ha riconosciuto i meriti. Ci ha detto bravi, avete dimostrato di essere importanti per l'Europa e i soldi ce li mettiamo anche noi”.

Mario Ciaccia, ha anche specificato che “i possibili destinatari dei project bond per il finanziamento delle infrastrutture potranno essere anche i piccoli risparmiatori”. Ciaccia ha distinto tra obbligazioni con un rischio senior, destinate agli investitori istituzionali, e titoli con rischio junior, che possono riguardare anche i piccoli risparmiatori. “Molti investitori internazionali sono interessati a questo strumento - ha aggiunto il viceministro - si tratta di titoli emanati dalle società di progetto, con un sistema di garanzie forti (dalla Cassa Depositi e Prestiti a fondi di investimento, fondi sovrani, assicurazioni) che possono finire anche nelle mani di pensionati e famiglie”.

Notevole, è evidente, l’impegno richiesto alle imprese private (e viceversa): cosa c’è da aspettarsi da questa sorta di partnership adesso agli albori? Per Ciaccia “solo momenti di collaborazione positiva, anche perché ho potuto notare che si sono finalmente ‘riaccesi gli occhi’ dell’interesse verso di noi, e il nostro modo di muoverci appare evidente, soprattutto alla luce dei 25 miliardi di euro recentemente stanziati dal Cipe. Con i privati credo si stia recuperando in termini di fiducia, e penso potremo continuare a lavorare sempre più in simbiosi”.

Un lavoro comune, peraltro, già avviato con il ‘Piano Città’, teso “ad un recupero della dimensione umana, del patrimonio edilizio, e puntando anche su una mobilità sempre più intelligente. Del resto, chi dovrebbe essere rivolto al recupero delle città se non soprattutto il mondo dell’edilizia avendo come punto di partenza la bellezza delle nostre costruzioni, uno splendido esempio per tutto il  mondo?”. In questa direzione, per Ciaccia, “vale per tutti l’esempio di quanto già fatto a Bari Vecchia, una zona che era degradata e che è stata riqualificata grazie ad un progetto disegnato su misura. Sulla scorta di quanto portato a termine in quell’occasione abbiamo aperto, da qualche giorno, un tavolo con diversi interlocutori (pubblici e privati) per avviare il recupero di altre situazioni simili già identificate, e per questo abbiamo a disposizione già due miliardi di euro per cominciare ad operare”. Nel particolare, “fra tutte le ispezioni che abbiamo fatto nell’ambito del nostro panorama scolastico abbiamo identificato ben 3.596 edifici che abbisognano di un nostro intervento, e ben 72mila edifici pubblici da sistemare: si pensi solo all’impatto occupazionale positivo che potrebbe derivarne. Faremo tutto il possibile per recuperare al meglio i nostri quartieri, e puntare al concetto di ‘città delle persone’, per favorire un ritorno vero al vivere insieme”.

Il vice ministro Ciaccia ha vissuto momenti professionali alterni, fra settore pubblico e privato: questo suo ritorno nell’alveo della pubblica amministrazione come è vissuto, anche in termini di eventuale cambiamento percepito, tornando ‘nella casa della PA’? Il vice ministro non ha dubbi: “La frequentazione delle due diverse professionalità – quella pubblica e quella privata – mi consente una visione d’insieme tale da farmi affermare  che nella pubblica amministrazione di oggi ho trovato un mondo davvero ricco in termini di professionalità, in parte però ancora da esprimere. Credo occorra restituire capacità, responsabilità e orgoglio ai nostri dipendenti, consentendo loro di sentirsi parte nel migliore dei modi del sistema produttivo che loro compete. Stiamo lavorando anche per questo, e anche qui la fiducia non mi manca”.

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