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"La valorizzazione delle competenze nella PA" il video del keynote di Luca Attias

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Veramente un bellissimo

Veramente un bellissimo keynote. Finalmente un vero manager competente nella gestione delle risorse umane, come se netrovano pochi dalle nostre parti.

Riflettevo

Un manager con una competenza tecnico informatica di livello internazionale assoluto, considerato uno dei massimi esperti in tutta la Pubblica Amministrazione nella gestione delle risorse umane e nella valorizzazione delle competenze, con capacità comunicative e una propensione all'innovazione, direi, senza eguali:

COSA CAVOLO LO TENIAMO A FARE IL DIRIGENTE GENERALE ALLA CORTE DEI CONTI

A proposito di Corte dei conti evitando commenti per decenza

Quanto vale l’Italia? E con quali criteri bisogna valutarla? Economici, culturali, monetari? Bisogna fermarsi al Pil, al debito sovrano, alla stabilità dei governi o c’è anche altro? Secondo la lettera inviata dalla Corte dei Conti alle Agenzie di rating, da tempo interessate da un’istruttoria aperta dal Procuratore Generale del Lazio Raffaele De Dominicis, sembra che Pil e debito pubblico non bastino, almeno per un Paese che ha un patrimonio storico, artistico e letterario prodotto (e sì, prodotto, proprio come da un’azienda) in millenni. Per questo, secondo il ragionamento della Corte dei Conti, le tre agenzie che dal primo luglio 2011 al 13 gennaio 2012 abbassarono a più riprese il rating dell’Italia quasi a livello «spazzatura» con effetti negativi sullo spread, sui tassi di interesse dei titoli di stato e quindi sul debito sovrano, avrebbero sbagliato le proprie analisi creando enormi danni all’Italia. I danni sarebbero stati valutati in 234 miliardi di euro. La cifra non viene confermata dalla Corte dei Conti tanto più che l’istruttoria è ancora in corso. «È del tutto prematuro nella attuale fase di indagine qualsiasi quantificazione in merito ad un eventuale risarcimento» afferma in una nota la magistratura contabile, ma la cifra viene confermata da fonti accreditate.
Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, non ha voluto commentare nello specifico la notizia, ma da titolare oggi del Tesoro e da Direttore di Bankitalia ai tempi dello spread sopra i 500 e delle aste dei Btp a 3 anni con cedole al 6%, si è tolto qualche sassolino: «ho sempre trovato che il ruolo delle agenzie di rating come valutatore del rischio di un paese fosse eccessivo e credo che la nostra azione, sia al Governo sia alla Banca d’Italia, è stata quella di chiarire che non c’è solo il giudizio delle agenzie».
Secondo la lettera della Corte dei Conti, Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch nelle loro valutazioni non avrebbero tenuto conto della ricchezza immateriale dell’Italia, ricchezza data dal patrimonio artistico e culturale, storico e letterario. Calcolare quel valore è complesso. Chiariamo: il punto non è dare un prezzo alla fontana di Trevi per venderla in caso di bancarotta, quel calcolo meglio lasciarlo a Totò, ma si può calcolare tutto il giro d’affari che quel bene è in grado di produrre (dalle statuine che riproducono il capolavoro del Bernini all’affitto per spot e film che, tra l’altro, si richiamano a «La Dolce Vita» altro capolavoro che ha contribuito a creare l’Italian Syle). È il paradosso dell’Italia che un genio come Orson Wells aveva ben capito. «In Italia - diceva nel «Terzo Uomo» - sotto i Borgia hanno avuto guerre, terrore, omicidi e stragi ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento». Per fortuna nel `500 non c’erano le agenzie di rating e nemmeno gli spread.
Tornando all’oggi, la sortita della Corte dei Conti non è piaciuta per niente alle agenzie, soprattutto a S&P’s che ha diffuso la seguente dichiarazione: «l’accusa è inconsistente, superficiale e priva di ogni fondamento; ci opporremo con tutte le nostre forze». Di contro il ministro dei Beni e Attività culturali Massimo Bray ha molto apprezzato: «Il valore del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico dell’Italia è indubbio e non può essere messo in discussione. A fronte di questa ricchezza emergono enormi potenzialità di crescita che dobbiamo saper valorizzare al meglio».

Anche io riflettevo

ma dove sono andati a finire tutti buoni propositi di Brunetta e di altri Ministri finti-innovativi. Non solo fannulloni, premi, incentivi, meritocrazia, valutazioni. Mi sembra che 20 anni fa l'Amministrazione fosse in uno stato di salute migliore rispetto ad oggi, e probabilmente fosse addirittura più meritocratica. Questo è forse l'unico spazio di tutto il web dove veramente si dicono le cose come stanno e sarà frequentato massimo da qualche centinaio di illusi come me.

preferisco non dettagliare la mia affermazione

una persona molto in gamba in un ente inutile può essere addirittura dannosa !

io invece non capisco, me la

io invece non capisco, me la spieghi meglio ?

te la spego io

A cosa serve realizzate un perfetto sistema informatico (che ha un costo non irrilevante soprattutto di manutenzione) in un ente nutile che non lo utilizza ?
spero di essere stata abbastanza chiara

sono d'accordo

anche se non hai dettagliato la risposta si capisce benissimo ciò che vuoi dire

Più che altro c'è da

Più che altro c'è da domandarsi cosa cavolo resti a fare in Italia uno così !

niente di cui stupirsi

siamo la nazione che meno sa valorizzare i propri talenti. Lo ha illustrato chiaramente lo stesso Attias nella sua presentazione, a parte alcuni contesti dove le doti artistiche o sportive sono difficilmente confutabili, siamo assolutamente incapaci di riconoscere le best practice e ancora peggio nella maggior parte dei casi non siamo proprio interessati a farlo.

Talenti all'estero

non è vero come molti dicono che i talenti italiano vanno all’estero solo per uno stipendio fisso. Ci vanno anche (o forse soprattutto) perché si possono mettere alla prova, perché possono essere misurati per quello che valgono e perché trovano degli ambienti favorevoli. In questo contesto, non bastano gli incentivi fiscali per far tornare la gente in Italia, ma ci vuole ben altro.

Per le aziende di informatica

Un apetto che mi sento di aggiungere è che il grido d'allarme lanciato da Luca Attias non è rivolto solo ai politici o ai dipendenti pubblici ma a tutti indistintamente. Per esempio una parte consistente dei lettori del portale del Forum PA immagino sia costituito dalle aziende di informatica che operano nel settore pubblico, credo che anche da loro (se non altro per motivi finanziari e di futura sopravvivenza) debba arrivare un contributo importante nella direzione segnata dall'ingegnere, contributo che al momento sinceramente stento a percepire.

Combattiamo i nostri vizi

Se non cominciamo a valorizzare le competenze vere in questa Italia alla deriva non andremo mai da nessuna parte e la nostra distanza dal resto del mondo civilizzato continuerà ad aumentare. Il keynote da degli spunti veramente interessanti sia da questo punto di vista che per quel che riguarda la lotta all'individualismo, alla corruzione e a tutti i vizi che ci caratterizzano.

Complimenti, questa volta veri

Questo è un post che fa piacere leggere !

Forza Italia

Credo che dobbiamo smetterla di evidenziare tutta una serie di difetti degli italiani che a mio avviso rappresentano in molti casi dei punti di forza che per esempio hanno condotto un paese come l’Italia a far parte dell’elite mondiale.
Siamo sicuri che l’individualismo, la scaltrezza, l’ingegno magari non sempre utilizzato con grande trasparenza e onestà, il lobbysmo siano proprio degli aspetti negativi e non sia ciò che ci ha consentito di arrivare dove siamo arrivati ?

Mio figlio e i canguri

Quanto capisco mio figlio quando mi dice che vuola andare a vivere in Australia

Complimenti

Ne ho sentite tante di stupidaggini ma uno che esalta l'individualismo per fortuna ancora non mi era capitato.

Percorso emblematico

la strada percorsa dall'ingegnere è emblematica di come siamo messi male. Ha provato a dare indicazioni tecniche e nessuno lo ha ascoltato, poi è passato a dare indicazione sulla gestione delle risorse umane e nessuno se ne è accorto, quindi si è orientato sugli aspetti organizzativi e normativi e l'effetto è stato prossimo allo zero. Oggi, preso atto che niente può succedere agendo "fuori di noi", è passato a descrivere problemi sociologici cogliendo forse l'essenza del problema ma arrivando alla drammatica conclusione, lui in prima persona, che la soluzione è troppo difficile per esistere.

La questione morale

Siamo un gruppo di cittadini interessati a tenere desta l'attenzione degli italiani su quello che, a nostro avviso, è il problema principale dell'Italia, la "questione morale". Dai tempi di Enrico Berlinguer e in misura purtroppo sempre crescente, la "questione morale" avvolge il nostro Paese, impoverendolo anche culturalmente ed impedendone un sano sviluppo. Di fronte a questa ormai endemica patologia, intendiamo dare un nostro contributo per analizzarne le radici, affrontarne tutti gli aspetti e lottare per invertire questa deriva.

//www.laquestionemorale.it/

Riflessione

Ho la sensazione che di iniziative come questa in giro ce ne siano parecchie. L'intento per carità è sempre lodevole ed esprimono anche una forte insofferenza verso l'immobilismo e la corruzione presente nel Paese, ma ho anche l'impressione che oltre ad essere tutte iniziative separate e non coordinate tra loro non incidano affatto nel cambiamento del Paese. Mi sembra che come nascono si spengono senza che quasi nessuno si sia accorto della loro esistenza.

Così si valorizzano le competenze

Razionalizzare i sistemi informatici delle Pubbliche Amministrazioni e consolidare le infrastrutture IT, indicati dall'Agenda Digitale. Questi gli obiettivi dell'accordo di collaborazione siglato tra il Presidente del Cnel, Antonio Marzano, e il Presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri. Si tratta del primo caso in Italia in cui due istituzioni mettono a fattor comune le proprie esigenze tecnologiche, con risparmi certi per la finanza pubblica. Con l'accordo - spiega una nota - le due istituzioni condivideranno le rispettive esperienze nella gestione delle infrastrutture IT e avvieranno un'azione congiunta finalizzata alla razionalizzazione dei costi di gestione e all'ottimizzazione delle risorse IT, intervenendo sulle strutture di erogazione dei servizi IT, in particolare sul numero dei data center pubblici italiani, ritenuto unanimemente eccessivo, ove comparato anche a livello internazionale, nonche' sul livello di sicurezza attuato nell'elaborazione di dati.
Se non valorizzi le competenze queste operazioni non riuscirai mai a metterle in campo.

Dalla home page del sito dell'Agenzia per l'Italia digitale

La Corte dei conti ha fatto il colpaccio anche questa volta.

AGID, CNEL e Corte dei conti per la riduzione dei data center

In pochi mesi AGID, CNEL e Corte dei conti sono passate dal disegno alle fasi attuative di un progetto che si inquadra nel contesto di una delle principali linee d’azione indicate dall’ Agenzia stessa: la drastica riduzione dei data center della PA e il conseguente innalzamento tecnico-qualitativo degli stessi.
Con questo accordo i due Istituti intendono condividere le rispettive esperienze nella gestione delle infrastrutture ITC e avviare un'azione congiunta finalizzata alla razionalizzazione dei costi di gestione e all'ottimizzazione delle risorse, intervenendo sulle strutture di erogazione dei servizi sulla base di un cronoprogramma già condiviso e che sarà attuato completamente nel corso del 2014.
Si tratta del primo caso in Italia per quanto riguarda le Pubbliche Amministrazioni Centrali, a riprova della dinamicità dei due Organi di rilievo costituzionale e di fatto aprono uno scenario di grande interesse nazionale nell'ambito della cooperazione tecnologica inter-istituzionale che condurrà a risparmi certi per la finanza pubblica e ad un efficientamento delle infrastrutture.
L’Agenzia per l'Italia Digitale ritiene che l’accordo sottoscritto dal CNEL e dalla Corte dei Conti rappresenti un modello di grande importanza per il Paese, sia per il ruolo istituzionale dei due organi, sia per la strada che l’accordo indica.
Dalle parole ai fatti: innalzamento qualitativo dei servizi erogati dalla PA, attuazione delle disposizioni contenute nel CAD riguardo il disaster recovery e, infine, accorpamento dei due data center presso la sede della Corte dei conti.

Dove sono le competenze ?

La domanda non è come valorizzare le competenze è dove sone queste competenze ?. Uno o due bravi manager fanno sfracelli in un'unica Amministrazione e tutto il resto sembra quasi non esistere e neppure seguire l'esempio appare possibile, vi sembra normale ?. Attias fa delle cose normalissime che tutti dovrebbero fare e diventa un eroe, un eroe però che nessuno prova neppure ad imitare. L'enfasi dato all'accordo con il CNEL è giusto e drammatico allo stesso tempo.

Non ci sono purtroppo

E non si parla chiaramente di competenze tecnologiche ma di competenze manageriali, si parla di avere una vision riguardante il futuro digitale della Pubblica Amministrazione.

Infatti

Infatti, molti pensano che la Corte dei conti sia un ente tecnologicamente superiore, la realtà è che è un ente che ha avuto un approccio manageriale superiore nel campo informatico, la differenza è sostanziale.

la digitalizzazione non è solo un fenomeno tecnologico

Analisi corretta, la questione non è affatto tecnologica ma manageriale. Ridurre la digitalizzazione ad un fenomeno tecnologico è un errore che si fa sovente sia nelle Amministrazioni che in molte realtà private con risultati disastrosi.

la cultura fa la differenza

aggiungerei: dotato di cultura non comune.

la strategia dell'ignoranza

Leggetevi a proposito l'ultimo editoriale di Carlo Mochi Sismondi."la strategia dell'ignoranza" è illuminante.

I miei complimenti

veramente un bellissimo editoriale, grazie per la segnalazione.

sempre istruttivo

//saperi.forumpa.it/story/75052/una-poesia-e-unimmagine-augurarvi-un-buon-2014

segnale preoccupante

oramai anche i più ottimisti stanno diventando pessimisti

Bravo

Un dirigente pubblico che oggi come oggi cita De Andrè, Olivetti e prende Pietro Mennea come esempio di abnegazione è un eroe.

magari ce ne fossero mille

magari ce ne fossero mille così, forse saremmo veramente un Paese diverso e decisamente migliore

Si ma ha anche portato una

Si ma ha anche portato una grande sfiga a tutti quanti, sono morti.

Che ne dici ?

a parte che non è vero, pensavo comunque di dare il tuo nome ad Attias per la prossima presentazione ...................

non ti azzardare

non ti azzardare

a proposito di bravura

leggetevi l'ultimo editoriale di Carlo Mochi Sismondi, ne vale veramente la pena

//saperi.forumpa.it/story/74808/necrofilia-amministrativa#comment-25054

Grazie per la segnalazione un

Grazie per la segnalazione un editoriale veramente notevole.

un suggerimento

//settecamini.blogspot.it/2013/07/informatica-nella-pubblica.html

Almeno la rete ci premia

incredibile si è creato un altro mini blog:

://settecamini.blogspot.it/2013/07/informatica-nella-pubblica.html

ogni budget diventa un budget It

Vi volevo proporre questo bell'articolo che ho trovato in rete perchè richiama in qualche modo "la filosofia digitale" proposta da Luca Attias all'ultimo Forum PA.

La spesa It mondiale raggiungerà 3.800 miliardi di dollari nl 2014, con un incremento del 3,6% rispetto al 2013, ma non sono queste cifre a misurare quella che Gartner definisce la “Digital industrial economy”: a entusiasmare sono le nuove opportunità offerte dalle ultime evoluzioni della tecnologia. Tanto da far parlare di “inizio di una nuova era”. Si esprime così Peter Sondergaard, senior vice president di Gartner e global head of Research della società di analisi, secondo cui il mondo digitale non è più una prospettiva ma realtà. Ciò si traduce in una trasformazione a trecentosessanta gradi: ogni budget diventa un budget It; ogni azienda è un’azienda tecnologica; addirittura ogni persona si trasforma in una tech company.
“La Digital industrial economy verrà costruita sulle fondamenta del Nesso di Forze (una confluenza e integrazione di cloud, collaborazione social, connettività mobile e informazione) e della Internet of Everything unendo mondo fisico e virtuale”, spiega Sondergaard. “La digitalizzazione espone ogni parte dell'attività aziendale a queste forze, tutto ne viene interessato: il modo in cui si raggiungono i clienti, in cui si gestiscono gli stabilimenti produttivi, si genera guadagno o si erogano servizi. Le aziende che cavalcheranno quest’onda oggi saranno le leader della Digital industrial economy e staccheranno la concorrenza”.
Il primo elemento evidenziato da Gartner è l’impatto della Internet of Everything. Nel 2009, si contavano 2,5 miliardi di device connessi a Internet con indirizzi Ip unici, per lo più cellulari e Pc. Nel 2020, questi device connessi saranno 30 miliardi e la maggior parte saranno prodotti. Questo crea una nuova economia. Gartner stima che il valore economico aggiunto totale della Internet delle cose sarà di 1.900 miliardi di dollari nel 2020. “Tutto sarà un mini-computer, non ce ne accorgeremo nemmeno: i device con capacità di elaborare dati e connettersi a Internet saranno nei nostri abiti, negli orologi e in tantissimi altri oggetti, più o meno personali”, nota Sondergaard.
La rivoluzione digitale porta cambiamenti sul mercato It in modo profondo tramite la Internet of Things soprattutto in alcuni settori: nella tecnologia e nel segmento telecom, i guadagni associati con la Internet of Things supereranno i 309 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, secondo Gartner. Su tutti i device vinceranno quelli mobili, a partire dai tablet: entro il 2017, l’80% della spesa in nuovi device sarà rappresentata da cellulari, tablet e Pc ultra-mobile e il tablet sarà la prima scelta per quasi la metà dei consumatori mondiali che acquisteranno il primo computer fra tre anni.
Il cambiamento è rapido e le aziende tecnologiche che hanno fornito le soluzioni che hanno caratterizzato il mercato negli scorsi anni potrebbero non essere più adatte a soddisfare le esigenze del mondo digitale. “Quello che molti vendor It tradizionali vi hanno venduto in passato spesso non serve per il futuro digitale”, indica Sondergaard. “La loro strategia di canale, la forza vendita e l’ecosistema di partner devono fronteggiare la concorrenza di aziende con modelli del tutto diversi”. La digitalizzazione crea infatti un ambiente che favorisce, a livello globale, le start-up che crescono con grande accelerazione spinte dalle innovazioni tecnologiche. Molti dei leader del mobile e del cloud sono aziende che cinque anni fa i Cio non consideravano come loro fornitori; d’altro lato, osserva Sondergaard, “molti dei vendor principali di oggi, come Cisco, Oracle e Microsoft, potrebbero non essere più al vertice nella Digital industrial economy.”
Nella Internet of Things, in cui quasi ogni cosa è connessa alla Rete, la generazione di dati si moltiplica in misura esponenziale. Le persone e le loro attività, i dispositivi intelligenti, i device mobili: tutto crea dati. Sondergaard fa notare che le aziende della nuova era digitale sono efficaci se sanno far leva su questa mole di dati in modo da trasformare il loro business.
Al tempo stesso, con tutti questi dati di valore all’interno dell’azienda, la cyber security diventerà tema chiave: le aziende dovranno capire come gestire e mettere al sicuro i dati quando sono dentro e fuori la loro struttura It. I leader It dovranno essere in grado di giocare d'anticipo e prevedere le possibili minacce.
“La sicurezza delle tecnologie embedded che l'azienda possiede potrebbe essere la più importante responsabilità operativa che si prospetterà per i Cio nel 2020,” conclude Sondergaard. “La digitalizzazione creerà nuove infrastrutture ma anche nuove vulnerabilità nelle infrastrutture. Il nostro consiglio è di contare su un portafoglio di security vendor, perché nessun singolo fornitore può garantire copertura di tutti i problemi di sicurezza, ma ognuno è specializzato per aree”.

Il filosofo digitale ha ragione

Nell’ambito di uno studio informale sui talenti che sono necessari per ottenere successo nel business, l’incompetenza digitale emerge come l’elemento negativo principale da cui le imprese devono oggi guardarsi.
Non curandosene potrebbero infatti ritrovarsi, entro i prossimi quattro anni, nel poco invidiabile insieme del 25% aziende che potrebbero essere spiazzate dalla competizione.
Questa è la previsione che fanno gli analisti di Gartner elaborando i risultati di un recente survey fatto su un campione di circa 150 tra responsabili delle decisioni strategiche d'impresa e impegnati nelle attività di ricerca, acquisizione e sviluppo del personale. Persone che, al 90%, condividono l'opinione che la competizione per il talento sia destinata a crescere nei prossimi anni, poiché sara sempre più vitale per il successo nel digital business.
"Entro i prossimi 10 anni verrà superata l'attuale concezione della tecnologia come mezzo per automatizzare i business, creare nuovi mercati, fonti di incassi, oppure per ricercare consumatori" – spiega Diane Morello, managing vice president di Gartner - "Solo allora il business digitale sarà realtà e sarà visibile l’impatto creato dai nuovi business model che trasformeranno interi settori d’industria in senso digitale, cambiando i modi con cui le persone si applicano nel loro lavoro”.
Un contesto in cui ci sarà sempre più spazio per l'arricchimento delle competenze e dei servizi aziendali con competenze e risorse che provengono dall'esterno, come nel caso dei servizi cloud e di outsourcing.
Avviare il business digitale
Un'efficace strategia per il digital business è in grado di creare valore per l'azienda a partire dagli asset digitali, sviluppando il potenziale dei nuovi processi e dei modelli di business che sono basati sulla connessione tra sistemi, persone, luoghi e cose. Il business digitale parla una lingua moderna che è comune in tutto il Globo e per questo si distingue da linguaggi, tradizioni e modi di lavorare tipici delle realtà locali.
Per l’avvio di un’attività di digital business, Gartner raccomanda d'identificare gli operatori strategici, i possessori di esperienza tecnologica e business che sono all’interno e fuori dall’impresa coinvolgendoli nella creazione di comunità e di quant’altro possa arricchire il contatto tra le persone che lavorano nelle diverse aree del business.
Il CIO deve saper scegliere e gestire persone che hanno talenti diversi e trarre vantaggio dall’ecosistema globale della rete per costruire l’esperienza che occorre.
L’ambizione di ottenere maggiori introiti attraverso il business digitale rischia di restare sulla carta se CIO e senior executive ignoreranno le sfide culturali e organizzative del business digitale. Un’opportunità importante deriva dalla possibilità di poter attingere oltre i confini aziendali all’esperienza che serve per risolvere specifici problemi e sperimentare nuove modalità di lavorare.
La domanda di esperienza nel business digitale offre l’opportunità per CIO e responsabili delle relazioni umane per creare una più robusta alleanza in grado di aiutare il funzionamento dell’intera azienda. I CIO possono fare un lavoro migliore se sono supportati più efficacemente dalle controparti che si occupano delle risorse umane.
Un aspetto importante infine è il ridisegno dei programmi di formazione in funzione della costruzione delle nuove capacità digitali, dell'acquisizione e dello sviluppo di persone adatte a far parte di team versatili e multidisciplinari.

Nessun dubbio oramai

Ciao Francesca,
nessuno ha mai avuto alcun dubbio che le considerazioni sulla slide riguardante il filosofo digitale fossero vere e che rappresentassero una occasione da cogliere al volo, il problema è che ad oggi si anche è tristemente capito che in Italia non c'è nessuno, nella stanza dei bottoni, in grado di cogliere tali occasioni.

guardate un pò qui

//www.asca.it/news-Cnel__lunedi__accordo_con_Corte_Conti_per_digitalizzazione_PA-1342098-ECO.html

mi sembra un segnale importante da sottolineare.

conseguentemente

ogni manager deve essere anche manager dell'information technology

ed è il concetto che è alla

ed è il concetto che è alla base dell'intervento dell'ingegner Attias

Contenuti interessanti e

Contenuti interessanti e innovativi.
grazie

Fare managerialità oggi

Ha ragione Luca Attias la trasversalità dell'informatica ha cambiato radicalmente il modo di rapportarsi con tutti gli altri mestieri e di conseguenza di fare managerialità

Ritardo culturale cronico

Ma in Italia non lo hanno capito ne le università ne le scuole di management. Non esistono esami in nessuna università italiana e in nessuna scuola di management in cui si insegnano le matrie proposte dall'ing. Attias.

Grande Sismondi

leggetevi questo bellissimo articolo:

//saperi.forumpa.it/story/74923/la-strategia-dellignoranza#.UphFvyfiGSo

...... e ogni altro messtiere

...... e ogni altro messtiere non può prescindere dall'IT

gran bell'articolo !

gran bell'articolo !

A proposito di articoli belli e interessanti

//saperi.forumpa.it/story/74713/la-lotta-fra-poveri-del-pubblico-impiego?utm_source=FORUMPANET&utm_medium=2013-11-06#.UnstgifiGSo

Si torna sempre a quanto affermato da Attias al ForumPA

Per questo i non informatici debbono imparare a dialogare con gli informatici e per questo debbono avere delle competenze manageriali nel campo dell'informatica.

Opensipa

OpenSIPA è la prima comunità italiana di tutti coloro che lavorano presso i Sistemi Informativi della Pubblica Amministrazione (Comuni, Regioni Provincie, Ministeri, Ospedali, Università, Scuola ecc..) per condividere esperienze, problemi e soluzioni.
E' stato creato sia un Blog (www.opensipa.it) sia un Forum {openSIPA}, quest'ultimo riservato solamente alla comunità.
L'iscrizione al gruppo è assolutamente GRATUITA !!!
Ed inoltre ecco il motto di OpenSIPA : “Non fermarti mai a vedere chi non fa nulla, ma chiediti cosa puoi fare per tutti gli altri con le potenzialità che hai”
I nostri riferimenti:
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Per essere dei nostri compila un FORM per poter partecipare attivamente al gruppo

sovrapposizione

ma non dovrebbe essere compito dell'AGID fare questo lavoro ?

Ci vuole qualcuno che se ne occupi veramente

dovrebbe ma non lo fa quindi ....................

faccio una provocazione

che dite di essere gli sponsor del cloud applicativo in Pubblica Amministrazione ?

In che senso ? Cosa comporta

In che senso ?
Cosa comporta essere sponsor di Cloud ?
Grazie
Lo Staff di Opensipa

L'ingegnere è come Cassandra

Gemella di Eleno, figlia di Ecuba e di Priamo re di Troia. Fu sacerdotessa nel tempio di Apollo da cui ebbe la facoltà della preveggenza, prevedeva terribili sventure.
Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui: adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.
Ancora bambina, alla nascita di Paride predisse il suo ruolo di distruttore della città, profezia non creduta da Priamo ed Ecuba ma confermata da Esaco, interprete di sogni, che consigliò ai sovrani di esporre il piccolo sul monte Ida. Paride però si salvò e quando divenne adulto tornò a Troia per partecipare ai giochi; durante la competizione, fu riconosciuto dalla sorella, che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando la reazione contraria e facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe. Profetizzò sciagure quando il fratello partì per raggiungere Sparta, predicendo il rapimento di Elena e la successiva caduta di Troia. Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti, fra cui Otrioneo di Cabeso e il principe frigio Corebo, morti entrambi durante la guerra di Troia, il primo ucciso da Idomeneo, l'altro da Neottolemo (il figlio di Achille, detto anche Pirro), o, secondo altre fonti, da Peneleo. Quando il cavallo di legno fu introdotto in città, rivelò a tutti che al suo interno vi erano soldati greci, ma rimase inascoltata. Solo Laocoonte credette alle sue parole e si unì alla sua protesta, venendo per questo punito dalla dea Atena o dal dio dei mari Poseidone, secondo le versioni, che lo fece uccidere da due serpenti marini assieme ai figli.

Gira gira

Sarà pure come Cassandra ma nessuno si domanda perchè non ha mai preso una chiara posizione politica, non sarà mica che .........................

sei criptico

ma che vuoi dire ? spiegati meglio

è un troll volutamente

è un troll volutamente criptico

e l'Italia finiraà come Troia

e l'Italia finiraà come Troia ...............

Curiosità

Qualcuno di voi era presente all'ultimo intervento del dott. Attias presso Ernst & Young ? Come è andata ?

In breve

Intervento simile a quello al Forum PA, ma con novità importanti. Non ha perso ancora l'entusiasmo ma certo il pessimismo è ulteriormente aumentato e non poteva essere altrimenti. Ha parlato anche del blog e di noi che ci partecipiamo.

Lost in digitalization

Quella slide è stata mitica !

Stallo digitale

Niente meglio di quella slide poteva rappresentare la situazione di stallo digitale del nostro Paese. E' una immagine divertente, non a caso è scoppiato un applauso spontaneo, ma drammatica al tempo stesso. L'importante è che porti tutti a riflettere.

Ma si possono reperire queste

Ma si possono reperire queste slide in qualche modo ?

Suggerimento

Dovresti provare a sentire presso Ernst & Young,è li che si è tenuto il convegno, magari loro ce l'hanno. Sul sito di Ernst $ Young l'ho cercate ma non le ho trovate.