News

Agenda Digitale, al via la consultazione pubblica

Infrastrutture e sicurezza, eGovernment, ricerca & innovazione, eCommerce, alfabetizzazione digitale e competenze digitali, smart cities & communities". Sono queste le sei aree tematiche della consultazione pubblica via web sull’Agenda Digitale Italiana a cui fino al 15 maggio possono partecipare tutti i soggetti interessati. I contributi saranno raccolti, analizzati e, ove coerenti e di valore, inseriti nel programma di lavoro dell’ADI.

Prende concretezza l’Agenda Digitale Italiana (ADI), e lo fa in maniera partecipativa: dalla scorsa settimana è possibile esprimere la propria opinione nell’ambito della consultazione pubblica on line che contribuirà all’elaborazione del decreto DigItalia, con cui a fine giugno dovrebbero essere definite le politiche di sviluppo per l'economia digitale del nostro Paese. Per partecipare basta accedere - c’è tempo fino al 15 maggio - alla pagina dedicata del sito della Cabina di Regia per l’ADI, il cui scopo non è solo quello di rendere pubbliche le attività della stesso apparato, ma soprattutto di raccogliere le indicazioni di tutti i soggetti interessati. 

"Infrastrutture e sicurezza", "eGovernment", "ricerca & innovazione, "eCommerce", "alfabetizzazione digitale e competenze digitali", " "smart cities & communities". Sono queste le sei le aree tematiche di cui si occupa la consultazione, a cui è possibile rispondere complessivamente o in parte. In realtà è possibile parteciparvi  in due modi: oltre al già previsto contributo strutturato sulle diverse aree corredato di proposte e di commenti in formato testuale, è in allestimento una sezione (Consultazione “social”) utile a raccogliere impressioni "di contorno", attraverso la proposizione, voto o discussione di una o più idee relativa a uno o più tavoli.

La suddivisione della consultazione ricalca quella della stessa Agenda digitale italiana, che si articola infatti in sei assi, per cui la Cabina di Regia ha già stabilito le azioni principali. Entro giugno è previsto che un gruppo di lavoro provveda ad articolare proposte per ciascun asse, sulla base dell’Agenda Digitale europea, e a costruire una visione strategica, predisponendo le azioni normative e progettuali, con valutazione delle relative ricadute.

Obiettivo della Cabina di Regia è appunto quello di accelerare il percorso di attuazione dell’Agenda, in raccordo con le strategie europee, ponendo così rimedio al ritardo che l’Italia fa registrare sul versante dell’economia digitale. Neelie Kroes, la vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Agenda digitale, al Forum della Confindustria Digitale che si è svolto a Roma la scorsa settimana, ha evidenziato come il solo ritardo nella banda larga, con un gap del 10% rispetto al livello della Francia e della Germania, costi all’Italia dall’1 all’1,5% del Pil. Ben il 41% degli italiani, ha  sottolineato, non ha mai usato Internet, facendo registrare una percentuale di non utilizzo che va dal doppio al triplo di quella francese, tedesca o inglese. Eppure, secondo la Commissaria, entro il 2015 il settore ICT richiederà una forza lavoro di circa 700mila professionisti, un’immensa opportunità che l’Italia potrebbe perdere, considerando che la percentuale di laureati del settore è solo un terzo di quella di altri grandi Paesi europei occidentali. 

Da parte sua, Confindustria Digitale ha evidenziato come l’economia digitale in Italia pesa solo il 4% sul Pil. Mentre la realizzazione dell’Agenda Digitale italiana, come dichiarato in occasione della presentazione delle proposte per la crescita al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo e al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, potrebbe portare ad una crescita dello stesso Pil pari al 4-5%.

Secondo i dati di Confindustria Digitale diffusi in occasione del Forum, in Italia l’uso di Internet è ancora limitato al 50% della popolazione (68% la media Ue27), la pratica dell’e-Government riguarda l’8% (21% Ue27) e quella dell’e-commerce il 15% (43% Ue27), mentre solo il 4% delle imprese italiane effettua vendite direttamente on-line a fronte di una media Ue27 del 12%. 

Per ulteriori informazioni sulla consultazione pubblica si può leggere la guida disponibile sul sito dell’ADI.

Your rating: Nessuno Average: 5 (1 vote)