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CNR, Nicolais punta sui giovani e su un’amministrazione più agile!

Un CNR distribuito in poli per una migliore interazione con l'Università anche attraverso investimenti per decine di milioni di euro. E ancora un'amministrazione più agile, una maggiore presenza di ricercatori stranieri, più spazio per i giovani e, fiore all'occhiello, una biblioteca digitale che possa portare l'istituto al centro della ricerca mondiale. Ha già tutto chiaro Luigi Nicolais su quello che sarà il futuro del Consiglio Nazionale di Ricerca del quale è da poco diventato presidente.

In occasione del simposio internazionale che ha inaugurato il 1° marzo i festeggiamenti per il cinquantenario della fondazione dell'Istituto di Genetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con sede a Napoli, il neo presidente Nicolais ha così manifestato la sua idea di creare un’osmosi continua tra Cnr e Università e un collegamento con il mondo delle imprese, attraverso la creazione di poli dislocati in vari punti della città in prossimità, anche fisica, delle Facoltà universitarie. Un investimento consistente, dunque, e totalmente a carico del CNR, con un notevole risparmio di tempi di attesa che, come sottolinea lo stesso Nicolais, rischiano di diventare infiniti quando si tratta di edilizia. Da qui l’appello alle istituzioni e in particolare al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, anch’egli presente e intervenuto al simposio. "Anche senza soldi ci potete aiutare - dice Nicolais - attraverso la semplificazione e i tempi ridotti che sono comunque un'importante riduzione di spesa".
Nel dettaglio i poli del CNR saranno dedicati all’ingegneria, alla medicina, alla tecnologia, alle discipline umanistiche e, infine, a quelle agrarie andando ad integrare e ampliare l’offerta preesistente.
Per quanto riguarda l'Istituto di ricerca, che ad oggi conta 8.000 dipendenti, oltre la metà dei quali ricercatori, Nicolais prevede altri tre obiettivi: semplificare al massimo l'amministrazione, rendendola “paperless”, vale a dire senza carte, ma tutto in digitale; aumentare l'internazionalizzazione, richiamando più ricercatori stranieri nei laboratori dell’istituto; e infine, fiore all'occhiello, costruire una biblioteca digitale che possa portare il CNR al centro dell'attenzione della comunità scientifica mondiale.
Su tutto, per Nicolais, bisogna investire sui giovani. "Il compito del CNR - dice - è quello di spostare la frontiera della conoscenza. Per farlo bisogna puntare sui giovani perché hanno la curiosità e la capacità di rischiare. Noi vecchi siamo bravissimi a coordinare, ma il lavoro deve essere fatto da loro che sanno ancora sognare".
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